Il Tirreno

Magona, si complica la cessione ad Arvedi

Magona, si complica la cessione ad Arvedi

L’Antitrust europeo impone a Mittal la cessione a uno stesso compratore degli stabilimenti di Piombino, Galati (Romania) e Skopje (Macedonia)

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Si fa più complicata la strada che, attraverso l’acquisizione da parte di Arcelor Mittal dell’Ilva di Taranto, doveva portare all’acquisizione di Magona da parte del Gruppo Arvedi: l’Antitrust europeo infatti ha disposto che gli stabilimenti di cui Mittal deve sbarazzarsi per ottenere il via libera all’acquisizione dello stabilimento di Taranto, siano venduti a “pacchetti”, secondo una valutazione complessiva degli effetti che sulla concorrenza potrebbe comportare l’intera operazione.

Quindi Magona dovrà essere venduta a uno stesso compratore con lo stabilimento rumeno di Galati (oltre 5mila dipendenti), e quello macedone di Skopje, che ha dimensioni simili a quello piombinese. Un obbligo imposto dall’Antitrust europeo che di fatto annulla il preaccordo dei mesi scorsi tra Arcelor-Mittal e il gruppo cremonese Arvedi, che non ha la forza e l’interesse per rilevare tutto il pacchetto.

Il cavalier Giovanni Arvedi però pare non abbia mollato la presa e potrebbe rientrare in gioco se riuscisse a formare una cordata con altri gruppi interessati all’operazione.

Un lavoro già avviato di cui si attendono i risultati: sul pacchetto Galati-Piombino-Skopje ci sarebbero vari gruppi interessati, ma è chiaro che si tratta di un affare particolarmente complicato.

La decisione dell’Antitrust, che dovrebbe pronunciarsi sull’acquisizione di Taranto da parte di Arcelor Mittal entro il 23 maggio, è finalizzata a evitare eccessive frammentazioni nella proprietà delle aziende siderurgiche. Per questo in ogni caso Mittal non potrà, in caso di cessione di Magona, tenersi la “verniciatura” per poi trasferirla a Genova.

Le indiscrezioni su un possibile interessamento di Jindal al pacchetto Galati-Piombino-Skopje, che comporterebbe un ovvio raffreddamento sull’operazione Aferpi, non trovano invece al momento riscontri. La Jsw infatti sta continuando il lavoro con le istituzioni per precisare obblighi e impegni, specie sul versante ambientale, per arrivare entro la fine del mese alla firma per l’acquisizione di Aferpi, e già nella prossima settimana è attesa la presentazione del piano industriale.

Intanto è atteso per domani l’arrivo in porto di una nave di blumi proveniente dall’India. Ancora però non è stato precisato quando il treno rotaie riprenderà l’attività.(cloz)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web