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Magona, si complica la cessione ad Arvedi
L’Antitrust europeo impone a Mittal la cessione a uno stesso compratore degli stabilimenti di Piombino, Galati (Romania) e Skopje (Macedonia)
PIOMBINO. Si fa più complicata la strada che, attraverso l’acquisizione da parte di Arcelor Mittal dell’Ilva di Taranto, doveva portare all’acquisizione di Magona da parte del Gruppo Arvedi: l’Antitrust europeo infatti ha disposto che gli stabilimenti di cui Mittal deve sbarazzarsi per ottenere il via libera all’acquisizione dello stabilimento di Taranto, siano venduti a “pacchetti”, secondo una valutazione complessiva degli effetti che sulla concorrenza potrebbe comportare l’intera operazione.
Quindi Magona dovrà essere venduta a uno stesso compratore con lo stabilimento rumeno di Galati (oltre 5mila dipendenti), e quello macedone di Skopje, che ha dimensioni simili a quello piombinese. Un obbligo imposto dall’Antitrust europeo che di fatto annulla il preaccordo dei mesi scorsi tra Arcelor-Mittal e il gruppo cremonese Arvedi, che non ha la forza e l’interesse per rilevare tutto il pacchetto.
Il cavalier Giovanni Arvedi però pare non abbia mollato la presa e potrebbe rientrare in gioco se riuscisse a formare una cordata con altri gruppi interessati all’operazione.
Un lavoro già avviato di cui si attendono i risultati: sul pacchetto Galati-Piombino-Skopje ci sarebbero vari gruppi interessati, ma è chiaro che si tratta di un affare particolarmente complicato.
La decisione dell’Antitrust, che dovrebbe pronunciarsi sull’acquisizione di Taranto da parte di Arcelor Mittal entro il 23 maggio, è finalizzata a evitare eccessive frammentazioni nella proprietà delle aziende siderurgiche. Per questo in ogni caso Mittal non potrà, in caso di cessione di Magona, tenersi la “verniciatura” per poi trasferirla a Genova.
Le indiscrezioni su un possibile interessamento di Jindal al pacchetto Galati-Piombino-Skopje, che comporterebbe un ovvio raffreddamento sull’operazione Aferpi, non trovano invece al momento riscontri. La Jsw infatti sta continuando il lavoro con le istituzioni per precisare obblighi e impegni, specie sul versante ambientale, per arrivare entro la fine del mese alla firma per l’acquisizione di Aferpi, e già nella prossima settimana è attesa la presentazione del piano industriale.
Intanto è atteso per domani l’arrivo in porto di una nave di blumi proveniente dall’India. Ancora però non è stato precisato quando il treno rotaie riprenderà l’attività.(cloz)
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