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Rifiuti trasformati in lignite, ok della Regione

Rifiuti trasformati in lignite, ok della Regione

Creo supera la valutazione d’impatto ambientale. Ferrini: «Prudenza, vogliamo capirne di più»

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PIOMBINO. Va avanti il progetto di Creo (Carbonization recycle organic), che con un investimento di oltre 20 milioni si propone di realizzare nell’area Apea di Colmata entro il 2020 un impianto di trattamento rifiuti basato sulla decarbonizzazione idrotermale, prevedendo di occupare una ventina di dipendenti.

Creo non ha desistito nemmeno di fronte alla bocciatura di Invitalia della richiesta di finanziamenti per 16 milioni, ribadita anche dopo un ricorso.

In questi giorni la società ha superato la Via (Valutazione di impatto ambientale) da parte della Regione, a cui la società l’anno scorso si era sottoposta pur non essendo obbligata, convinta di «essere in possesso di una tra le più moderne tecnologie per lo smaltimento e il recupero dei rifiuti organici, senza ricadute su ambiente e salute».

Il progetto prevede la realizzazione di un impianto di recupero di rifiuti organici derivanti dall’umido della raccolta differenziata, potature, sfalci e altre matrici vegetali, utilizzando la tecnologia della carbonizzazione idrotermale (Htc): in otto ore questi elementi si trasformano in lignite, una sorta di carbone vegetale, con caratteristiche fertilizzanti, da utilizzare come materia prima per l’industria, l’agricoltura e in sostituzione del pellet da legna. A Piombino è prevista una capacità annua di 60mila tonnellate di rifiuti nell’area Apea di 28mila metri quadrati.

«Stiamo attendendo l’invio formale dei risultati della Via che la Regione ci invierà a breve – dice il vicesindaco Stefano Ferrini – Sappiamo di un esito positivo e la cosa ovviamente ci rincuora. Non è nei nostri programmi gravare ulteriormente Piombino di altre criticità ambientali, per cui è evidente che occorre massima attenzione e prudenza». Riguardo al processo produttivo di Creo, Ferrini sostiene che «i nostri uffici lo hanno analizzato ben prima della Via regionale. Da quel che abbiamo compreso si tratta di una produzione altamente innovativa e che contribuisce a ridurre l’inquinamento senza gravare sul territorio in maniera negativa in alcun modo, né per gli aspetti delle emissioni, né per quelli delle maleodoranze».

Ferrini spiega che comunque «al momento Creo ha solo una preassegnazione di un lotto nell’Apea di Colmata che fu funzionale alla possibilità di partecipare al bando di Invitalia, ma nessun contratto al momento è stato siglato tra la società, il Comune e il soggetto gestore di Apea. Prima di decidere vogliamo capirne di più e attivare un percorso alla luce del sole con tutti i soggetti interessati e in primo luogo con i cittadini, in modo da poter avere gli elementi necessari per poter dare un giudizio completo, cominciando appunto dai risultati che il percorso della Via regionale, altamente selettivo, può fornire ed interpellando anche soggetti terzi che possano integrare le conoscenze sin qui acquisite. Senza pregiudizi – conclude – ma anche senza preordinare soluzioni di alcun tipo». (cloz)

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