Il Tirreno

«Taxi più vicini alle banchine»

«Taxi più vicini alle banchine»

La richiesta degli operatori per accresce il lavoro durante gli sbarchi

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PIOMBINO. I bus navetta si alternano regolarmente sul piazzale di fronte all’attracco della Marella Spirit, per portare avanti e indietro i crocieristi. Poco più indietro, nell’area precedente la banchina, ci sono però anche i taxi. Talvolta uno soltanto, oppure due. Anche loro si avvicendano per il trasporto dei turisti. E anche loro hanno saputo mercoledì sera dell’arrivo anticipato della nave da crociera. «Siamo comunque riusciti a organizzarci – dice Gianfranco Barbetti – Siamo otto e offriamo un servizio completo ai crocieristi: 10 euro per le corse dal porto al centro cittadino, una trentina di euro per arrivare fino a Baratti, mentre la cifra si alza per un viaggio andata e ritorno a Pisa, con sosta da concordare». Sono le 11 di ieri mattina quando Barbetti, taxi numero 8, nel piazzale distante un centinaio di metri dalla nave, aggiunge: «Finora la crociera con la quale abbiamo lavorato meglio è stata l’anno scorso, con la Tui Discovery. I passeggeri in quel caso erano americani e decisamente più predisposti a prendere il taxi anche per tragitti brevi». Lo ritroviamo in piazza Gramsci verso le 14,30, il Barbetti: «Oh, è andata benissimo – dice il tassista – Abbiamo lavorato tanto e tutti quanti». Meglio della Tui Discovery? «Eh, siamo lì».

Non sono, però, solo rose e fiori. L’opportunità delle crociere è un vantaggio anche per i taxi ma le modalità per qualcuno vanno migliorate: «Non abbiamo visibilità – taglia corto la tassista Monica Bussotti – Siamo completamente esclusi dall’organizzazione. Nella prima crociera ci avevano addirittura fatto mettere fuori dal cancello, lontanissimi dalla nave, e infatti abbiamo lavorato poco o nulla. Stavolta siamo più vicini, ma secondo me dovremmo stare nel piazzale dove arrivano i pullman. Tra l’altro, va bene il servizio navetta, ma credo sia sbagliato non farlo pagare. Anche poco, uno o due euro, ma così il turista ne capirebbe il valore. Tornando a noi tassisti – conclude la donna – Vorremmo un altro tipo di visibilità, anche a bordo della nave, ed essere più coinvolti. Ci siamo anche noi». (fra.le.)

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di Redazione web