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Da Marciana Marina parte la petizione «Sgravi per le isole»
Iniziativa popolare per colmare gli svantaggi dell’insularità Si punta a un riequilibrio nei settori dei trasporti ed energia
MARCIANA MARINA. Lo Stato riconosca l’insularità e offra le pari opportunità ai residenti sulle isole. Come farlo? Inserendo all’articolo 119 della Costituzione italiana la modifica.
Che recita: «Lo Stato riconosce il grave e permanente svantaggio naturale derivante dall’insularità e dispone le misure necessarie e garantire una effettiva parità ed un reale godimento dei diritti individuali e inalienabili».
Ed è iniziata la raccolta di firme. L’iniziativa è supportata dal Comune di Marciana Marina ed è stata ufficialmente presentata in occasione di un incontro svoltosi in sala consiliare con rappresentanti dell’Associazione nazionale comuni Isole Minori (Ancim). L’iniziativa popolare sarà portata al nuovo Parlamento al fine che sia adottato un disegno di legge sul tema dell’insularità. Il risultato che i promotori intendono raggiungere non riguarda solo eventuali regimi di vantaggio che compensino il grave e permanente svantaggio rappresentato dalla condizione di insularità. Ma anche il superamento dei limiti rigorosi imposti dall’Unione europea, soprattutto nel regime degli aiuti di Stato, che ha sinora inciso pesantemente anche nella individuazione di un modello di continuità territoriale adeguato alle esigenze degli abitanti delle piccole isole. La legge sarà estesa anche agli abitanti delle due isole più grandi, Sardegna e Sicilia.
«La modifica dell’articolo 119 della Costituzione – dicono dal Comune di Marciana Marina – può concorrere a definire l’identità nazionale italiana e, in quanto tale, consentire anche deroghe al regime degli aiuti di Stato, quindi favorire misure che possano efficacemente agire per il rilancio dell’economia delle isole italiane. Gli svantaggi strutturali delle isole sono evidenti, basti pensare alla dipendenza dai trasporti marittimi e aerei con i sopra costi del tempo perso anche durante i processi produttivi. L’economia insulare risente sempre della ristrettezza del mercato locale e di una scarsa diversificazione economica, che rendono queste regioni vulnerabili alle fluttuazioni dei mercati. Aggiungendo, per quel che riguarda l’isola d’Elba nello specifico, i ben conosciuti gravi problemi riguardanti la sanità, la scuola e la macchina giudiziaria».
Ciò a cui si mira con l’inserimento della modifica è il favorire il riequilibrio economico e sociale attraverso risorse e interventi anche fiscali, primariamente nei settori dei trasporti e dell’energia.
L’iniziativa coinvolge Ponza, le isole Flegree e Tremiti, Elba, Pianosa, Giglio, Pantelleria, Sant’Antioco, le Pelagie, Tavolara, Asinara, le Egadi, Capraia, San Pietro, La Maddalena, le Eolie, Capri e infine le due isole maggiori Sardegna e Sicilia. Sono centinaia di migliaia le persone nate sulle isole italiane e sparse e felicemente integrate nelle diverse regioni d’Italia dove sono approdate per motivi di lavoro. Per contro milioni di Italiani hanno visitato le isole, apprezzandone la bellezza e imparando ad amare le loro suggestioni ambientali e i valori umani dei loro abitanti.
Il continente e le isole restano però separati dal mare. Il mare che le circonda accresce il loro fascino, ma ha creato nei secoli una condizione culturale di “separazione” fisica e sociale che permane nel Ventunesimo secolo. È la condizione di insularità. In Sicilia e in Sardegna è la principale causa di svantaggio competitivo, culturale ed economico che toglie ai residenti persino l’opportunità di confrontarsi con gli altri. Lo Stato italiano ha sempre cercato di compensare questo svantaggio attraverso massicce iniezioni di denaro pubblico che ha migliorato ma non è stato sufficiente a compensare il grave handicap geografico rappresentato dall’insularità. «Chiediamo a tutti – concludono i promotori – una firma perché le isole non siano un pezzo d’Italia separato, ma invece Italia a tutti gli effetti e i suoi residenti abbiano le pari opportunità degli Italiani della terraferma». Si può firmare la petizione presso gli Uffici demografici del Comune di Marciana Marina nell’orario di apertura al pubblico.
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