Italia
Mortalità per infarto più alta in Val di Cornia
Lo dice lo studio presentato dall’Asl sulla riorganizzazione sanitaria Confermata la scelta di Villamarina per una nuova sala di emodinamica
PIOMBINO. In Val di Cornia si rischia di morire per infarto più che nel comprensorio cecinese e in buona parte della Toscana. Lo dice uno studio dell’Ausl Nord ovest reso noto in questi giorni che conferma le anticipazioni del Tirreno sulla scelta di Villamarina per la realizzazione di emodinamica. Tempi non ancora individuati.
La mortalità nei 30 giorni successivi all’evento acuto, qua si attesta sull’8,42% contro il 7% di Cecina mentre la media regionale è del 7,73%.
Anche nei casi più gravi, con l’occlusione completa e stabile del vaso coronarico, la Val di Cornia presenta i dati più negativi. In Val di Cecina la mortalità a 30 giorni è dell’8,12%. Addirittura del 13,38 % a Piombino e dintorni. Dove si supera nettamente anche il dato regionale, che si ferma al 9,08%. Tutti elementi riferiti al 2016.
“La rete infarto nell’area sud dell’Ausl toscana nord ovest: stato dell’arte e prospettive di sviluppo”. Il documento aziendale ha questo titolo ed è parte integrante del progetto di riorganizzazione della sanità del maxidistretto delle Valli Etrusche. In altre parole, delle due zone unificate.
Dallo studio emerge un miglioramento rispetto al 2015 e si individuano le azioni necessarie per andare ancora avanti.
Intanto, si prevede una campagna capillare di comunicazione e formazione. Secondo gli esperti, il ruolo essenziale per migliorare l’efficacia della cura dovrà essere svolto dal 118, visto come primo elemento a cui rivolgersi. E’ dimostrato che in questo caso il ritorno del flusso sanguigno avviene entro i tempi richiesti dalle linee guia internazionali nell’87,5% per Cecina e nel 75% per Piombino.
L’altra direzione è quella di una migliore presa in carico, ottimizzando la fase del trasporto dei pazienti, in particolare per quelli che si presentano in pronto soccorso. Anche qui è decisivo il ruolo della centrale operativa del 118 per inviare sul posto il mezzo più idoneo al caso. Per gli ospedali di Cecina e Piombino si prevedono ambulanze a supporto del fast-track. Obiettivo, garantire un percorso che consente di evitare la tappa del pronto soccorso e trasferire l’infartuato verso la sala di emodinamica in sicurezza.
Infine, lo studio prevede di potenziare la presenza di defibrillatori tramite una diffusione “strategica capillare, prevedendo una formazione specifica per favorirne il massimo utilizzo”.
Si affacciano anche ipotesi nuove, come la rimodulazione dei bacini di utenza. E, rispetto all’apertura di una nuova sala di emodinamica a sud di Livorno, una sola, preannunciata dall’assessore regionale Stefania Saccardi un paio di mesi fa, c’è esplicitamente riferimento a Villamarina.
La soluzione richiede un investimento iniziale di un milione di euro e per il funzionamento annuo, compreso il personale di 2,1 milioni. «Piombino - si legge - è equidistante tra Livorno e Grosseto, potrebbe avere una naturale inclinazione ad essere un nodo della Rete dell’infarto e dotarsi della struttura di Emodinamica».
Se ne parlerà nell’assemblea pubblica dell’11 aprile a Donoratico a cui sono invitati tutti i Comuni coinvolti dall’unificazione sanitaria. Che per Piombino dovrebbe comportare la chiusura del punto nascita.
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