Italia
«Noi e gli operai, vittime della situazione»
«Visto il susseguirsi di ipotesi fantasiose e spesso offensive nei riguardi del gruppo di cittadini, spontaneamente formatosi, tra coloro che abitano nei dintorni di Ischia di Crociano, ripetiamo...
«Visto il susseguirsi di ipotesi fantasiose e spesso offensive nei riguardi del gruppo di cittadini, spontaneamente formatosi, tra coloro che abitano nei dintorni di Ischia di Crociano, ripetiamo ancora una volta che tale gruppo non persegue alcun fine politico». Così scrive al Tirreno un gruppo di cittadini di Colmata, sostenendo che «i miasmi e la preoccupazione per la salute sono stati il collante per le nostre richieste. Non abbiamo sollecitato nessun intervento da parte dei carabinieri, né da parte della magistratura, mentre siamo ancora in attesa che il sindaco o l’assessore all’ambiente ci vengano a spiegare come si è arrivati a questo punto. Come del resto riteniamo del tutto legittimo, inevitabile e doveroso l’intervento della magistratura». I firmatari puntualizzano anche che «ognuno di noi appartiene o è appartenuto alla classe dei lavoratori e non dei ricchi nullafacenti e che quindi conosciamo il significato di lavoro in tutte le sue declinazioni e che mai avremmo voluto vedere degli operai rischiare di non avere più un posto di lavoro». Spiegano quindi di aver «solo rivendicato il nostro diritto alla salute e a vivere in tranquillità, così come i lavoratori della discarica rivendicano il loro diritto al lavoro. La volontà da parte di qualcuno di mettere contro i cittadini e i lavoratori fa ipotizzare che abbia interesse a creare solo disordine e rancori tra i due gruppi vittime di una situazione di cui non sono responsabili. Le offese e le minacce che quotidianamente ci arrivano, sono fatte da chi non ha argomenti reali da proporre o da chi non vuole ragionare, sobillati forse da chi ha qualcosa da nascondere. Diritto alla salute e lavoro debbono procedere di pari passo».
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