Morì a Cerboli, strappata la targa ricordo
Gli amici e la mamma l’avevano fatta fissare sotto piazza Bovio, ma qualcuno l’ha fatta sparire: «Gente meschina»
PIOMBINO. Strappare una targa da un muro, che ricorda un ragazzo morto a 28 anni durante un’immersione in apnea nelle acque di Cerboli. E poi gettare chissà dove quel ricordo così prezioso, per chi ha nel cuore Federico Ciani, in spregio a tutti, ai sentimenti, alla memoria, ma possiamo dire anche a tutta la comunità. Questo accade a Piombino, dove fino a qualche anno fa i vandalismi erano rari, il rispetto per le persone, e per certe tragedie, era e doveva essere in un certo qual modo, sacro.
Federico Ciani era un ragazzo atletico, amava profondamente il mare, la vita, gli amici. L’11 giugno del 2014, due giorni dopo il suo 28esimo compleanno, trovò la morte mentre si immergeva a Cerboli con un gruppo di amici. Fu cremato, le sue ceneri disperse in quel mare che aveva tanto amato e che custodiva i suoi ultimi attimi di vita. La madre Eleonora Chesi, trasferitasi in Liguria, chiese agli amici di Federico una cosa semplice, ma per lei dal significato enorme. Una targa in ricordo del figlio, in un luogo di mare di fronte a Cerboli. Loris e Milco, due dei suoi grandi amici, si occuparono di far realizzare la targa, con una foto di Federico, le date, e il disegno di due pesci ai lati. Un ricordo semplice ma che poteva riempire il cuore della mamma nei suoi ritorni a Piombino, e fu attaccata sotto piazza Bovio, in un punto proprio “in faccia” a Cerboli.
Nei giorni scorsi mani di persone che non distinguono il bene dal male, l’hanno fatta sparire. La notizia ha origine dal web, ma più profondamente dalla meschinità di chi ha compiuto questo atto.
Eleonora Chesi ha pubblicato un breve, doloroso post su “sei piombinese se...”, una bacheca di Facebook. «Vorrei ringraziare dal profondo del cuore l’essere immondo che ha tolto la targa in memoria di mio figlio Federico posta a Marina» dice la mamma del ragazzo. «Certo, non è una targa che tiene vivo il ricordo - ha proseguito - ma visto che le ceneri sono state disperse in mare per me era un po’ come sapere che lì c’era la sua tomba, e quando venivo giù, scendevo a trovarlo. Una cosa è certa, esiste gente veramente meschina».
Il fatto ha colpito in profondità il popolo del web, in centinaia hanno condiviso il post della madre, così come quello di Loris Marchettini: «Un episodio per il quale non trovo aggettivi per descriverlo... Federico amava il mare, e io e il mio caro amico Milco abbiamo pensato di metterla sotto piazza Bovio. Ebbene, qualcuno ha tolto questo ricordo, non aggiungo altro. Vergognatevi!!! Un abbraccio Eleonora» conclude, rivolto alla madre di Federico.
Uno spregio verso un ragazzo bello, giovane, che non meritava niente di male, e che invece quel giorno di giugno del 2014, malgrado fosse in ottima forma fisica, scomparve nei fondali davanti a Cerboli. Era con un gruppo di amici, tutti operai in solidarietà alle acciaierie di Piombino. Amava fare foto subacquee, scendeva in apnea da anni, conosceva il mare e le sue insidie, ma quel giorno purtroppo un malore non gli ha permesso di tornare in superficie. La targa era un piccolo luogo d’amore dei familiari e degli amici che qualcuno ha pensato così di oltraggiare, ma il sorriso e la spensieratezza di Federico, malgrado quanto accaduto, non potrà mai cancellarla nessun atto insulso e meschino.
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