Latte o prêt-à-porter: quando la bottega è a misura di cliente
Dal primo gelato artigianale della storica lattaia di Salivoli all’Emporio della figlia Paola Minelli al centro commerciale
PIOMBINO. Amare il rapporto con le persone. Pensare la bottega come luogo d’incontro ideale per raccontarsi. Che poi si tratti di latte o prêt-à-porter poco importa.
Primi anni Sessanta con Piombino che cresce lato mare. A Salivoli si costruiscono i primi palazzi e la lattaia per tutti è Anna. Per tanti anni e non solo per il latte. «Sono stata la prima a portare il gelato sfuso artigianale. Una battaglia! Quante chiacchiere con quante famiglie che si trasferivano in città per le acciaierie...» ricorda Anna Maria Guidi ancora, spesso, a “l’Emporio” con la figlia Paola Minelli; negozio di abbigliamento donna e uomo al centro commerciale di piazza Berlinguer. “l’Emporio”, cioè un posto dove si può trovare ogni genere di prodotto. «Quando lo abbiamo aperto – sorride Paola – volevo proprio dar corpo ai sogni di bambina, che avevo quando il primo pensiero era da grande fare la “bottegaia” come la mia mamma».
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Paola, nata a Massa Marittima, per diventare ben presto piombinese a tutti gli effetti: «Babbo Francesco – dice – dipendente Magona. Ho fatto le magistrali a Roma... ma mi sono innamorata a Piombino di Paolo (Bertini a lungo responsabile pubbliche relazioni UniCoop ndr) ci incontravano sempre in sezione di partito a Salivoli e solo all’inizio mi stava antipatico... Óra solo Paolo mi rende davvero allegra! » . Dunque famiglia con nido in città, ma Paola dal 1993 al 2011 sarà responsabile Beni culturali e turismo a Roma, per un’azienda privata. «Con “Aretusa” a Roma – spiega – credo comunque di aver dato ai miei figli la possibilità di crescere con una mente più libera. Oggi, la più grande è a Brigthon, per un dottorato di ricerca in antropologia medica e sociale all’Università del Sussex, Damiano, il primo dei maschi, è un padre attento e felice di Alessio, un bambino di 5 anni che ha portato nuova linfa e tanto amore in famiglia. Il più piccolo? Ha 21 anni ed è iscritto al terzo anno della facoltà di filosofia a Pisa. Ragazzi fantastici, con i quali è possibile avere discussioni appassionate su tutto ciò che ci circonda...».
«La famiglia non si è spostata mai – racconta Paola – ma abbiamo corso tanto... e a un certo punto mi sono resa conto che non potevamo più andare avanti così. Non potevo continuare a fare 90mila km l’anno. Sono tornata a casa, mettendomi a disposizione della comunità... e decidendo di fare “la bottegaia”».
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Del 1988 l’inaugurazione del centro commerciale a Salivoli (a ridosso di una Unicoop Tirreno). «Con ben a mente come funzionava la bottega della mia mamma – prosegue Paola – e avendo frequentato per tanto tempo Roma.... il desiderio era ricreare quel clima da negozio di paese, ma come quelli tra Trinità dei Monti o di via del Boschetto dove puoi incontrare chiunque, dagli attori alle massaie e dove parli di tutto, ma non devi necessariamente comprare. La panchina dove sedersi? L’ho messa dentro.... Non si tratta di essere grandi imprenditori dell’abbigliamento – conferma – a me non interessano né la taglia né gli anni di una persona, quello che indossiamo è espressione di quello che si è». Cura per le relazioni umane, sociali e per il commercio, ma c’è dell’altro.
Sin dal 2011 tra gli impegni di Paola, insieme a un manipolo di agguerriti commercianti di Salivoli, c’è da valorizzare il quartiere; belle esperienze che ottengono immediato consenso sin dalla prima mostra dedicata ai “personaggi storici” che hanno reso Salivoli com’è ancora oggi (nel 2012) e proseguendo con le tante iniziative dell’estate.
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«I personaggi di Salivoli... – aggiunge Paola – e l’occasione di ricordare la storia del primo parroco, don Vito Latini che mi ha accompagnato in una bella parte della mia crescita. Rientrando solo nei week end non mi rendevo conto di quanto la situazione fosse cambiata, di come e quanto si fosse deteriorato il tessuto sociale anche qui, come nelle grandi città. Piombino non si è salvata da niente; a Salivoli mi ricordavo ancora le porte aperte... Con Marco Viti, Alessandra Ferrari, Emanuela Carli e Magda Alessi ci siamo inventati l’idea di unirsi per animare Salivoli almeno d’estate. Ecco i giovedì di sera con iniziative molto partecipate. Attrattiva in più? Le aperture di Mitos 2 di Roberta Rabazzi e Centoxcento capelli di Silvy Bilaghi e Francesca Donnini».
E Salivoli tra i Centri commerciali naturali dal 2014. «In 4 anni? Ora più di trenta commercianti consapevoli che, solo insieme, si possono ottenere risultati. Stiamo già lavorando sulla luminaria 2018, orgogliosi dalla collaborazione col rugby, con il Falcone, Quelli che ai Diaccioni e con tante altre associazioni. Cittadini che possono parlare e non conoscono barriere...» dice ancora Paola, già progettando, come al solito.
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