Il Tirreno

Calenda: avanti col piano industriale

Soddisfazione ma poca enfasi nei commenti di sindacalisti e politici

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PIOMBINO. «Finalmente si sblocca la situazione di uno dei più importanti poli siderurgici italiani. La firma di oggi al Mise costituisce il punto di partenza di un percorso ancora lungo che si concluderà dopo la presentazione del piano industriale da parte di Jindal».

Così si è espresso il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, dopo la firma dell’accordo preliminare per il passaggio di Aferpi a Jsw. «L’obiettivo – ha proseguito il ministro – rimane il rilancio del sito di Piombino e la garanzia del mantenimento dei livelli occupazionali precrisi. Continueremo lavorare insieme alla Regione e al presidente Rossi che ringrazio per il contributo. Il Governo vigilerà con attenzione ma oggi abbiamo raggiunto un importante risultato».

«Nessun trionfalismo – si legge in una nota della sottosegretaria Silvia Velo – ma è stato ottenuto comunque un risultato importante, non scontato e frutto di un lavoro duro del Governo. Spero sia l’inizio della soluzione per la siderurgia piombinese».

Il segretario generale della Fim, Marco Bentivogli, sottolinea che «con l’ingresso degli indiani di Jindal si chiude una fase molto delicata, durante la quale si è corso il rischio che Aferpi venisse inserita nella black list di Rfi. Jindal contrariamente a Cevital ha il suo core business nella siderurgia, e ha tutte le carte in regola perché Piombino torni a produrre acciaio come ha sempre fatto».

Per il coordinatore delle rsu Uilm, Lorenzo Fusco, «è una notizia importante per Piombino, ma è un primo piccolo passo. Con tutta la prudenza del caso si comincia a intravedere un futuro per il nostro stabilimento siderurgico. Ma ad oggi non abbiamo ancora niente da festeggiare».

Soddisfatto il sindaco Massimo Giuliani secondo cui comunque «ci attendono tanti passaggi ancora prima di tornare, come ci auguriamo, a colare acciaio. Con l’obiettivo anche di proseguire nell’opera di diversificazione industriale che abbia tra i suoi motori di sviluppo il nostro porto e che non perda di vista gli altri asset industriali esistenti, le pmi, il commercio e l’artigianato».

«Toni bassi, cautela e lavorare: ne abbiamo passate troppe – è il commento del consigliere regionale del Pd, Gianni Anselmi – per mostrare entusiasmo preventivo.Di là dal tavolo c’è un gruppo importante e solido che proporrà un piano industriale, e non dovremo tirarci indietro dal verificarlo e qualificarlo. Non smarriamo la bussola dell’innovazione, del risanamento ambientale, dello spazio che si deve lasciare alle economie nuove».

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