Accordo firmato, Aferpi passa a Jindal
Alla Jsw arrivano 30 milioni dalla Regione per l’ambientalizzazione. Rossi: «Ora possiamo guardare con speranza al futuro»
PIOMBINO. Alla fine, dopo tre giorni di confronto sfibrante, si è arrivati all’accordo preliminare per il passaggio dell’intero capitale di Aferpi e di Piombino Logistics e della maggioranza delle azioni di Gsi Lucchini alla Laptev Finance Pvt Ldt, una società indipendente ma collegata al gruppo Jsw, la Jindal south west dell’indiano Sajjan Jindal.
Ora si passa alle verifiche formali, la “due diligence” che avrà una durata prevista di sei settimane, poi sarà presentato il piano industriale di Jindal che dovrà ricevere l’approvazione del ministero dello Sviluppo economico, prima dell’acquisto vero e proprio, verso la metà di aprile.
Risolto il problema tecnico della sospensione della procedura di insolvenza aperta dal Governo nei confronti di Cevital, gli ultimi nodi da sciogliere erano quelli delle responsabilità sui temi ambientali, per i quali le parti si sono spartite nero su bianco gli oneri a loro competenti. L’accordo è arrivato su una cifra di circa 60 milioni a Issad Rebrab, a cui se ne aggiungono una quindicina, cifra che rappresenta il valore del “magazzino”.
In dote Jindal ottiene oltre ai 15 milioni già annunciati dal ministro Carlo Calenda nei giorni scorsi, (dieci del Governo e cinque della Regione) altri 30 milioni di finanziamenti della Regione subordinati a interventi per l’innovazione, la riduzione dell’impatto ambientale e la riconversione ecologica della siderurgia, inseriti nell’Accordo di programma del 2015 e mai usati da Rebrab, per la paralisi di tutti i suoi progetti di rilancio delle acciaierie.
Regista dell’accordo è stato il presidente Enrico Rossi, che per tre giorni – in stretto contatto col ministro Calenda – ha seguito in diretta la trattativa al Mise, cancellando tutti gli impegni della campagna elettorale. Secondo alcune indiscrezioni è stato Rossi nella tarda serata di mercoledì a dare una sorta di aut aut ai rappresentanti indiani di Jindal – pronti a ripartire e a rinviare un’altra volta il confronto – provocando una telefonata al presidente di Jsw, che si è convinto ad acconsentire alla firma, consapevole del vantaggio costituito da instaurare da subito buoni rapporti col governo regionale.
Ed è stato ancora Rossi, dopo aver incassato l’ok indiano, a persuadere Rebrab, arrivato ieri da Parigi, a firmare a sua volta – dopo un incontro durato ore – riconoscendo all’industriale algerino l’onore delle armi, e ringraziandolo «sia perché ha comunque rispettato l’impegno importante della riassunzione di oltre 2000 lavoratori, sia perché alla fine ha ceduto anche in virtù di un’amicizia che in questi anni avevamo costruito».
Grande dunque la soddisfazione del presidente della Regione, che su Piombino aveva scommesso molto tre anni fa, prima di tutto la sua reputazione, promettendo la ripresa dell’attività delle acciaierie: «È una tappa nuova – ha detto Rossi – si chiude un periodo lungo di difficoltà e di incertezze. Possiamo guardare con più speranza al futuro».
Ringraziando il ministro Calenda «per la passione che ha messo in questa vicenda, per l’impegno, per le tante riunioni convocate e per l’efficacia del suo intervento», ha spiegato infine di aver avuto da Jindal «segnali positivi circa la sua volontà di proporre un piano che preveda di occupare nuovamente tutti», sottolineando che «per Piombino non c’è soltanto la siderurgia ma anche le potenzialità legate al porto».
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