Il Tirreno

«Lo stop alle cave segno di civiltà»

«Lo stop alle cave segno di civiltà»

Assemblea popolare dopo il no di Campiglia: «L’ambiente valorizza il territorio»

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SUVERETO. Soddisfazione per il nuovo “no” alle cave anche da parte del comune di Campiglia. Sull’argomento interviene “Assemblea popolare”, la lista civica che ha espresso il sindaco di Suvereto Giuliano Parodi. «Le recenti scelte delle amministrazioni comunali di Suvereto, Campiglia e San Vincenzo, che hanno detto no all’inserimento di nuove cave nel piano regionale e all’ampliamento delle esistenti, possono davvero aprire uno scenario nuovo nella politica di tutela dell’ambiente e del paesaggio. Come hanno efficacemente sottolineato il sindaco di Suvereto ed una nota del Comitato per Campiglia, i tempi sono maturi per avviare concrete politiche di conservazione paesaggistica e di recupero ambientale – dice Ap -, che escano dall’ambiguità di posizioni che, per comodità o cinismo elettorale, hanno fanno intendere che fosse possibile la coesistenza di attività invece in palese contrasto».

Poi un riferimento polemico alle politiche portate avanti dalle amministrazioni di sinistra in tema di ambiente: «Nei decenni passati, quando le sensibilità ambientali non si erano ancora sviluppate e c’era la necessità di un sviluppo ad ogni costo – affermano -, è stata impostata localmente una economia che ha lasciato, e continua a lasciare, un’impronta sul sistema paesaggistico ed ambientale. Tutti a parole sono per la difesa dell’ambiente, ma servono i fatti. E le recenti delibere dei Comuni sono una svolta. Il turismo, il sistema dei parchi (tra questi ricordiamo quelli di San Silvestro e di Montioni), l’agricoltura di qualità, l’innovazione nei processi e nei prodotti non possono essere coerenti con le attività estrattive che alterano una risorsa fondamentale come il paesaggio. Ecco perché il no dei Comuni all’apertura di nuove cave a Monte Calvi e sul Cornia, oppure all’ampliamento di quella già enorme di Montevalerio, o alle pale eoliche sul crinale, sono una cosa significativa». Le prospettive auspicate sono tutte per un nuovo modello di sviluppo che non può prescindere dalla salvaguardia e la valorizzazione dell’ambiente. «Mentre in altri ambiti, come quello della finanza, l’affermazione di modelli etici fa fatica a trovare credibilità – sostiene la lista di maggioranza a Suvereto -, è proprio sul terreno della tutela ambientale e paesaggistica che si può trovare la sintesi tra salvaguardia del territorio, economia e occupazione; insomma, dobbiamo innanzitutto fare la cosa giusta per tutelare il paesaggio, e questo darà da lavorare in un mercato sensibile a questi valori». Le conclusioni sono ancora critiche verso chi ha gestito questo settore: «Il nostro territorio ha dato già molto alle cave e alle miniere, ma le cave ormai sono il passato. Il futuro sta nella rigenerazione e nella tutela delle risorse ambientali e del patrimonio territoriale». (m.p.)



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