Il Tirreno

Asl al lavoro per ridurre le spese a carico dei malati

di Valeria Parrini
Asl al lavoro per ridurre le spese a carico dei malati

Gratuito fino a qualche tempo fa il servizio ora è un vero “salasso” per i pazienti  I viaggi per un ciclo di radioterapie a Livorno possono superare i duemila euro

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PIOMBINO. Trasporto dei pazienti oncologici, la direzione Asl sta lavorando ad un progetto in grado quantomeno di attenuare le spese a carico dei malati.

Nel frattempo, continuano ad arrivare segnalazioni di persone che si sono imbattute nel problema. E che devono spendere una sessantina di euro a viaggio se utilizzano l’automedica delle associazioni convenzionate con Asl per raggiungere Livorno e sottoporsi ad ogni singola seduta di radioterapia. Per Piombino, la Pubblica Assistenza, la Misericordia e la Croce Rossa.

La cura resta gratuita ma per chi abita in Val di Cornia un ciclo completo può superare i duemila euro. Altre opzioni, il treno o la macchina. Pagando biglietto o benzina.

Non c’è solo la radio, non c’è solo Livorno e non ci sono solo le patologie tumorali.

Per altre destinazioni le tariffe cambiano. Si paga anche per andare a fare la Pet, i controlli specialistici o per affrontare altre situazioni mediche nel capoluogo o in un altro centro distante. Le esenzioni sono circoscritte e valutate, per la radio, dallo staff medico del reparto livornese.

I dettagli e i tempi con cui si arriverà almeno a ridurre, magari ad azzerare, il prelievo dalle tasche dei malati non si conoscono ancora. La riorganizzazione presume diversi passaggi tra tutti i soggetti coinvolti. Resta il fatto che, più recentemente, dopo gli articoli del Tirreno che avevano segnalato di nuovo il problema i primi di novembre, il sindaco Massimo Giuliani e l’assessore Margherita Di Giorgi avevano confermato la necessità di tornare ad un trasporto a carico del servizio sanitario regionale. Il loro interessamento era già stato annunciato nel 2016 in risposta ad un'interpellanza del capogruppo Pd Rinaldo Barsotti e ad un’interrogazione della capogruppo di Un’Altra Piombino, Carla Bezzini.

Resta la necessità di ottimizzare le risorse mettendo in rete domanda e capacità di risposta, ipoteticamente a livello comprensoriale o, comunque cittadino, usando mezzi collettivi, come in qualche caso si è tornati a fare, ed evitando sprechi facilmente testimoniabili. Perché nella sala d’attesa di radioterapia, a Livorno, s’incrociano commenti ed esperienze. Un porto di mare dove approdano da tutta la provincia, spesso con un familiare. Fuori, nel parcheggio, ci sono le automediche e pulmini delle diverse associazioni. Capita che arrivino a pochi minuti l’uno dall’altro. A volte semivuoti. E dalla stessa città. Quando non dallo stesso garage.

Nel 2016 in Val di Cornia, dove operano anche altre associazioni, di trasporti di pazienti oncologici ne furono registrati 2.490. Quasi la metà per Livorno. Fino al settembre scorso sono stati poco meno di 900 in partenza da Piombino (oltre 500 per l’ospedale del capoluogo). Nello stesso periodo dalla Val di Cornia sono stati 1.664. Poco meno di 800 verso Livorno, circa 500 per Pisa, il resto verso varie destinazioni. Inclusa Villamarina.

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