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Subito controlli sui fregi napoleonici

Subito controlli sui fregi napoleonici

Dopo la caduta dell’ape di ghisa alla galleria Demidoff si attiva già oggi la Soprintendenza con i suoi esperti in restauri

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PORTOFERRAIO. Personale specializzateìo della Soprintendenza questa mattina condurrà una disamina di tutto il frontone della galleria Demidoff di San Martino. Si controlla se fregi e simboli napoleonici che ornano il frontespizio che Anatolio Demidoff, marito della nipote di Napoleone Matilde di Monfort, fece collocare sulla facciata della galleria nel 1851, sono ancora stabili. Oppure no.

Come l’ape che nottetempo è caduta sulla gradinata sottostante. Lo ha disposto la stessa direzione dei due musei napoleonici elbani. La quale, in base a quanto emergerà, provvederà a stabilire degli interventi mirati al ripristino delle stesse decorazioni. Quanto è però accaduto pone l’accento sulla necessità di effettuare con maggiore regolarità, senza frapporre molto tempo dall’ultima indagine conservativa condotta, controlli più frequenti sullo stato generale di conservazione delle regge napoleoniche. Le quali, nel corso dell’intero anno solare, fanno registrare moltissimi visitatori l’anno.

E si pensa subito alle conseguenze che il distacco del manufatto di ghisa avrebbe comportato se l’evento si fosse verificato durante il giorno, cioè nell’orario di apertura al pubblico della galleria del principe Demidoff. Per questo, per evitare che si ripetano casi del genere, il polo museale della Toscana, sotto la cui responsabilità ricadono tutti i musei che si trovano nella nostra regione, fra cui anche i due musei nazionali di Bonaparte, ha predisposto che si effettuassero queste indagini. Quindi, necessità di controlli periodici più frequenti e manutenzione del patrimonio immbililiare. Probabilmente, a provocare la caduta dell’ape (simbolo preferito dall’Imperatore francese), sono intervenute le condizioni meteorologiche che si sono abbattute recentemente sull’Isola. Alle frequenti piogge ha fatto seguito un abbassamento considerevole della temperatura che ha danneggiato gli stucchi che tengono fissi i fregi alla parete. Questa mattina si condurrà un’indagine e le insegne napoleoniche che si rileveranno instabili saranno tolte dallo loro posizione. Del resto altre decorazioni non sono più al loro posto. Sarà compito degli stessi operatori restaurarli e rimetterli al loro posto. Laddove il principe russo le aveva collocate. Ma all’epoca si presentavano con una patina d’oro. Sarà anche quello riportata al suo primitivo splendore? C’è solo da immaginarsi allora come doveva apparire nella fine dell’Ottocento la galleria stessa. Il problema della manutenzione delle regge napoleoniche elbane non è nuovo da queste parti. Esplose, come si ricorderà, in occasione del bicentenario della venuta di Bonaparte all’Elba, quando un giornale francese criticò il modo in cui si trovava il giardino della reggia de’ Mulini in pieno centro storico. Dopo quell’esperienza ci si attivò per migliorare lo stato generale del giardino.

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