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Magona, Arvedi vuole la verniciatura
Ma nel primo confronto con i sindacati il presidente del gruppo cremonese non si sbilancia sul piano industriale
PIOMBINO. Giovanni Arvedi è interessato al reparto di verniciatura, ha progetti importanti per Magona ma sul piano industriale non si sbilancia finché non si arriverà all’acquisizione vera e propria dello stabilimento. I sindacati dal canto loro confermano l’intenzione di portare al tavolo ministeriale la vicenda della Magona, giudicando inaccettabile l’intenzione di Mittal di stralciare dalla vendita la linea di verniciatura 2, smontando il reparto per trasferirlo a Genova con i suoi 60 lavoratori.
È la sintesi dell’incontro di ieri a Cremona tra le segreterie provinciali Fim, Fiom, Uilm e coordinatori rsu Magona con Giovanni Arvedi e l’amministratore delegato del gruppo, Mario Caldonazzo, sulla trattativa in corso per la cessione dello stabilimento Arcelor Mittal al gruppo Finarvedi.
L’incontro era stato immediatamente richiesto dal sindacato dopo la riunione del 22 gennaio in cui l’ad di Arcelor Mittal Piombino, Leandro Nannipieri, aveva informato le organizzazioni sindacali della volontà di mantenere operativa per altri 12 mesi dalla data di cessione dello stabilimento la linea della verniciatura 2 per trasferirla poi a Genova.
«Durante l’incontro il presidente Giovanni Arvedi – riferiscono i sindacati – ha dichiarato di avere pronto il suo piano industriale per lo stabilimento piombinese nella sua interezza, ma che al momento non ritiene opportuno presentarlo dato che la cessione di Magona è ancora legata alla decisione dell’Antitrust sulla vicenda Ilva di Taranto e sulla sua effettiva acquisizione».
Fim, Fiom e Uilm spiegano quindi che «il presidente ha presentato un quadro della sua idea del futuro Magona che prevede la necessità della verniciatura a Piombino e del mantenimento delle professionalità che ci orbitano, confermando la necessità di tentare di raggiungere un accordo con l’attuale proprietà».
Il sindacato dal canto suo ha ribadito «la necessità di preservare l’integrità dello stabilimento e che in questo momento è indispensabile garantire il bene aziendale per salvaguardare l’intera occupazione. Fin da subito riteniamo fondamentale che si apra un percorso ministeriale per la vicenda Magona. La vertenza deve essere posta sul tavolo del ministero dello Sviluppo economico così come per Taranto e Genova, perché la cessione dello stabilimento di Piombino è una conseguenza diretta di quella trattativa per l’acquisizione dell’Ilva».
Rsu e segreterie Fim, Fiom, Uilm hanno convocato le assemblee, giovedì primo febbraio dalle 9 alle 11 per il primo turno e turno spezzato, dalle 20 alle 24 per secondo e terzo turno, in sala verde.(cloz)
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