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La giunta dedica ad Ageno la piazza di Pietro Gori: dite la vostra
La scelta di Ferrari è un tributo al sindaco assolto nell'inchiesta di Elbopoli: "Un gesto doveroso, all'anarchico è già intitolata la via dietro alla Biscotteria"
PORTOFERRAIO. La piazzetta situata di fronte al palazzo della Biscotteria non sarà più intitolata al cavaliere errante dell’anarchia Pietro Gori . Da sabato prossimo, infatti, la targa di marmo dedicata al personaggio storico, figlio di un elbano di Sant’Ilario e morto a Portoferraio nel 1911, sarà sostituita. L’amministrazione comunale di Portoferraio, guidata dal sindaco Mario Ferrari, ha infatti deciso di intitolare la piazzetta a Giovanni Ageno , medico e sindaco di Portoferraio, morto nel febbraio 2005 per un infarto quando era ancora tra gli imputati della vicenda giudiziaria di Elbopoli, dalla quale fu assolto con formula piena solo nel 2008. Il primo cittadino se n’era andato ormai da tre anni.
È una decisione destinata a far discutere quella assunta dalla giunta Ferrari, che si materializzerà sabato prossimo alle 11, quando si terrà la cerimonia di intitolazione della piazzetta, inserita nella zona nevralgica della città tra la via che costeggia piazza della Repubblica e via Garibaldi. Il tributo al sindaco Ageno, considerato una vittima della malagiustizia in una delle pagine più tristi della storia recente della città, è considerato una priorità per l’amministrazione Ferrari che, ormai da tempo, meditava questo gesto. Un passo in più, forse quello più deciso, verso una pacificazione in una Portoferraio che ha faticato dai primi anni del Duemila ad oggi a scrollarsi di dosso i veleni e gli strascichi di Elbopoli. «Dedichiamo una piazza a un uomo che ha dato tanto alla città e ai portoferraiesi come medico e come sindaco – spiega il sindaco di Portoferraio, Mario Ferrari – si tratta di un riconoscimento doveroso nei confronti di un uomo a cui, in quei giorni bui, fu tolto ingiustamente tutto quello che aveva».
«L’intitolazione – aggiunge Riccardo Nurra consigliere comunale che faceva parte della giunta Ageno all’epoca dei fatti – sarà un ricordo perenne di un sindaco e una persona speciale che ha subito nella sua vita istituzionale un torto di queste dimensioni. Anche se solo a posteriori – conclude – questa amministrazione vuole riconoscere nell’uomo la sua onestà».
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Il tributo nei confronti di un sindaco amato dalla città, finito in carcere per 70 giorni, e morto solo pochi mesi dopo, rischia tuttavia di entrare in collisione con la leggenda di un personaggio storico legato a doppio filo con l’isola d’Elba. Sì, perché la piazzetta davanti alla Biscotteria ha già un nome pesante. La stessa piazzetta dove nell’immediato dopo guerra si riunirono migliaia di persone per festeggiare la riconsacrazione della lapide dedicata a Pietro Gori, violata durante il Fascismo. L’anarchico giornalista, poeta e scrittore morì a Portoferraio l’8 gennaio 1911 all’età di 46anni.
Ecco, la domanda scatta pressoché in automatico. Perché il tributo ad Ageno deve necessariamente “scalzare” un gigante della storia elbana come Gori? Non vi erano altre piazze o strade da dedicargli? Per quale opportunità si fa cozzare una storia delicata e dolorosa come quella di Ageno con il mito dell’anarchico gentile? «In realtà – replica il sindaco Portoferraio – a Gori è dedicata la piazza davanti al municipio, ma anche una strada che passa dietro al palazzo della Biscotteria. Mi risulta inoltre che la toponomastica storica della città indichi la strada come prima attribuzione a Gori. La piazzetta, in realtà, era dedicata a monsieur Hutre , notabile di Portoferraio all’epoca di Napoleone. Solo in un secondo momento la piazzetta fu intitolata a Gori».
Il pensiero del sindaco, insomma, è chiaro: siamo di fronte a un doppione e reintitolare la piazza non è poi la fine del mondo. «Io sarei per non cambiare la toponomastica originale, ma visto che quella piazzetta aveva già in passato un altro nome non ci vedo il problema – conclude – e secondo me è giusto che porti il nome di un gentiluomo che ha calpestato quel selciato tante volte, come medico e come sindaco».
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