Il Tirreno

la replica di nesi 

«I pini sono un pericolo ai margini delle strade»

PORTOFERRAIO. Corrado Nesi, direttore della Schola cantorum, replica a Legambiente sul tema dei pini che vengono abbattuti. Di recente il Cigno Verde aveva sostenuto che «a Campo cambiano...

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PORTOFERRAIO. Corrado Nesi, direttore della Schola cantorum, replica a Legambiente sul tema dei pini che vengono abbattuti.

Di recente il Cigno Verde aveva sostenuto che «a Campo cambiano amministratori ma c’è una cosa che non cambia mai: l’ossessione per i pini: in quest’ultima settimana ne sono stati abbattuti altri due maestosi. E ancora, visti gli incidenti causati dal forte vento di fronte a cambiamenti climatici, c’è chi vuole abbattere indiscriminatamente gli alberi».

All’associazione ambientalista risponde Nesi, docente di lettere al liceo Foresi: «Legambiente fa polemica quando l’amministrazione campese decide un taglio di pini, e vorrei dire anche io qualcosa, visto che sono parte in causa. Come sempre – prosegue– si parla a sproposito perché non si sa cosa c’è dietro e perché si è presa una certa decisione. Via per Portoferraio a Marina di Campo, negli anni è diventata sempre più uno schifo, proprio a causa dei pini che stanno bene nelle pinete e non ai margini delle strade del paese».

Nesi dunque spiega che «il pino danneggia le strade, il pino ha danneggiato le colonne del mio cancello, e il cancello stesso, ha danneggiato svariate volte gli scoli per le acque reflue, il pino, visto che con le radici dissesta strade e marciapiedi, impedisce alle persone con difficoltà motoria di camminare. Sono stati piantati negli anni ’60 perché andava di moda (e quindi non sono alberi secolari), mentre ora ci sono leggi e articoli del codice civile che ci dicono che quei pini non possono stare più dove sono, soprattutto se recano danno o se mettono a rischio la salute e l’incolumità del cittadino».

«Abito qua dal 1973 – conclude – e io e la mia famiglia abbiamo subito molti danni dai pini e in tutti questi anni, non solo abbiamo visto raramente personale tecnico delle varie amministrazioni venire a controllare, ma soprattutto nessuno di Legambiente a curare, potare a regola d’arte questo “grande” patrimonio di via per Portoferraio. Forse un po’ di coerenza e di buon senso non guasterebbero».

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