Il Tirreno

COMMERCIANTI CORAGGIOSI

«Due ruote? Il futuro» Ne è sicuro Lancioni, storico “biciclettaio”

di Cecilia Cecchi
Maurizio Lancioni, nello storico negozio di biciclette in via Petrarca dal 1958 (foto Paolo Barlettani)
◗
Maurizio Lancioni, nello storico negozio di biciclette in via Petrarca dal 1958 (foto Paolo Barlettani)

Primo negozio del padre alla Tolla, dal ’58 sotto i Portici Il mercato prende nuova forza, mancano le infrastrutture

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO.  «Da ragazzino mi chiedevano persino se c’ero nato tra le biciclette...». Sorride, Maurizio Lancioni nome che davvero a Piombino da sempre proprio queste due ruote richiama ormai da più di 60 anni.«La nostra storia comincia dalla Tolla Bassa – racconta Maurizio Lancioni – dove Il mio babbo Renato, che veniva dal Cotone, aprì il primo negozio visto che non era riuscito ad entrare alle Acciaierie: smontava le bici e le riverniciava con la macchinetta del flit, quella pompetta che serviva per spruzzare l’insetticida contro mosche, zanzare, pidocchi e altri insetti fastidiosi o dannosi.... Ma proprio in quegli anni – aggiunge Maurizio – la città stava crescendo e si stava ampliando verso il mare. Venivano costruiti i Portici, dunque il negozio, nel 1958, venne spostato qui in via Francesco Petrarca 36, dov’è ancora: per bici e anche motorini». Maurizio alle superiori sceglie l’Iti: «Per diventare, perito meccanico – ricorda – era ed è una bella scuola che assicura una buona formazione. A questo lavoro sono arrivato anche un po’ forzatamente perché nel 1980 il mio babbo si sentì male e fu necessario occuparmi del negozio. Poi mi è piaciuto e oggi sono davvero convinto che la bicicletta ci salverà dal soffocare nel traffico e nell’inquinamento».

[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.16362492:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/piombino/cronaca/2018/01/17/news/elettrodomestici-a-conduzione-familiare-1.16362492]]


«Pochi giorni fa – spiega Maurizio – c’è stata una valida puntata del programma di Riccardo Iacona proprio dal titolo “La bicicletta ci salverà”, su Rai3, che invito tutti a rivedere – dice –. Nei diversi servizi si spiega bene come e perché sulla bicicletta si gioca la vera partita di quella che viene chiamata mobilità sostenibile, e non sono affatto informazioni visionarie. Le città e le nostre vite soffocano nel traffico – aggiunge Maurizio Lancioni – si legge ovunque che i livelli di inquinamento sono al di sopra dei limiti consentiti, le malattie legate alle polveri sottili aumentano, i tempi degli spostamenti si allungano e il trasporto pubblico fatica a stare al passo delle esigenze di tutti». Niente si fa più senz’auto, ma così non possiamo andare avanti. Ecco perché «a salvarci, sarà proprio la bicicletta – conferma Lancioni –. Basta vedere com’è cambiata Firenze dove si è puntato sul free floating: cioè noleggi una bici e poi la lasci dove vuoi, senza dover cercare la postazione dedicata, come il car sharing. Pochi mesi di attività e più di un milione di chilometri percorsi, dai fiorentini e dai turisti, ovvio».

[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.16278436:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/piombino/cronaca/2017/12/24/news/bar-yama-lungomare-diventa-teatro-d-arte-in-regia-due-laureate-1.16278436]]

Qualche bici è finita nell’Arno, ma i numeri confermano il successo della scelta.
Anche se a Piombino, sul marciapiede, bisogna stare attenti perché spesso vengono utilizzati come piste ciclabili. «Mercato che sta prendendo nuova forza – conclude Lancioni –. Grande interesse pure per le bici elettriche che assicurano la pedalata senza sforzo. Ma purtroppo mancano le infrastrutture e il cammino resta lungo». Comunque le due ruote sono un potente volano economico e andare in bici fa bene alla salute: valutazioni tutt’altro che di poco conto.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera