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Napoleone star d’inverno, tanti visitatori nelle regge
di Luigi Cignoni
Quasi cento turisti al museo dei Mulini e 140 a San Martino nel periodo natalizio. Ora via al progetto della strada maestra imperiale e recupero del primo teatrino
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PORTOFERRAIO. Novantatré al museo dei Mulini e 140 a San Martino. Sono questi i numeri dei visitatori che ci hanno rilasciato alle biglietterie, in questo ponte natalizio, esclusa la chiusura del Primo gennaio e quella di ieri ai Mulini per turno settimanale. Per il resto sono le due regge dove il Generale francese trascorse i suoi nove mesi di permanenza a essere i siti culturali elbani che hanno il loro fascino e il loro assoluto richiamo, pur in bassa stagione. Non orario continuato, dunque, ma solo la mattina. «Per consentire – ci spiegano sempre alla biglietteria di San Martino – turni di riposo ai custodi, la maggior parte dei quali non è di origine elbana». Riassumendo una media giornaliera di visitatori di circa una ventina di persone, con il picco che si è registrato proprio il 2 gennaio. «Siamo nell’onda media registrata nel corso dell’ultimo quinquennio – dicono i custodi –. E fra le due regge, quella che più attira la curiosità del visitatore italiano o straniero è la “casa di campagna” a San Martino». È sempre stato così. I dati recenti ne danno conferma. Forse influisce la posizione delle due regge. Forse la facilità di trovare parcheggio. Può anche darsi che, a far pendere la bilancia su San Martino, sia la comodità di raggiungere il sito con in evidenza le vestigia imperiali già visibili al cancello d’ingresso, e la maestosità della Galleria Demidoff. Fatto sta che San Martino è sempre ai primissimi posti nelle preferenze. E i Mulini, per non essere da meno, avevano tentato in qualche modo di recuperare il gap, proponendo mostre di oggettistica napoleonica. «Ma è dal 2013 – commentano i custodi – che non vengono organizzati eventi di richiamo». Ora si tentano nuove strade come quelle intraprese dalla direttrice dei due musei elbani, Antonia D’Aniello. Non più concentrarsi solo ed esclusivamente sui due siti, ma allargare la prospettiva, coinvolgendo anche ciò che è nelle immediate vicinanze e oltre delle residenze. Così è nato il progetto di recupero della strada maestra dell’imperatore. L’ha voluto la direttrice e realizzato grazie anche al contributo delle associazioni ambientaliste e da studenti dell’Itcg. Bonaparte, quando acquistò il casale di San Martino dalla famiglia Manganaro, la fece sistemare 203 anni fa. Era l’unica via d’accesso alla casa di campagna. Il viale che si percorre oggi è stato voluto dal principe Anatolio Demidoff nel 1851. E per i Mulini? Si pensa di recuperare il primo, vero teatrino dell’Imperatore, attiguo alla reggia, prima che gli occhi di Bonaparte cadessero sulla chiesetta del Carmine e la sconsacrasse per farne il teatro de’ Vigilanti.
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