Il Capodanno salva gli alberghi
di Claudia Guarino
Calo in quasi tutti gli hotel. Anche il Centrale, chiuso per un mese, riapre solo per il 31: «Poi si vedrà»
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PIOMBINO. Feste in generale sottotono, ma il numero di presenze aumenta significativamente durante il weekend dell’ultimo dell’anno e, in alcune strutture, si registra il tutto esaurito.
Non si può dire che quello delle festività si stia dimostrando, nell’insieme, un periodo roseo per gli alberghi piombinesi. In alcuni casi, anzi, gli affari stanno procedendo «malissimo», come sostiene Pietro Rizzuto, uno dei gestori dell’Hotel Ariston, struttura composta da 25 camere e situata in via Ferrer. «In questi giorni – dice l’albergatore - risultano piene, di media, solo quattro o cinque stanze. La situazione insomma non è delle migliori».
Nemmeno l’Hotel Centrale ha registrato il pienone, tanto che la struttura è rimasta chiusa per circa un mese, perché «i costi di gestione sono molto alti e con poche prenotazioni non conviene tenere aperto», dichiara Alberto Mariani, che ha dirottato all’Esperia, l’altro hotel che gestisce, i pochi clienti interessati a prenotare una delle 41 camere del Centrale. Mariani comunque assicura che l’hotel di piazza Verdi tornerà in attività oggi, almeno per qualche giorno. Perché «per l’ultimo dell’anno abbiamo tutte le stanze prenotate, sia al Centrale sia all’Esperia. Poi studieremo il da farsi. Se ci saranno abbastanza richieste terremo l’Hotel Centrale aperto, altrimenti lo chiuderemo di nuovo».
Bene l’ultimo dell’anno, meno bene gli altri giorni dunque. Questa è la tendenza che sembra imporsi in città per le feste e che viene confermata anche da Sandra Meucci, titolare dell’Hotel Moderno, in corso Italia, secondo la quale «sulle 17 stanze che abbiamo, per Natale ne sono state prenotate solo tre, mentre per l’ultimo dell’anno quasi tutte. La situazione, in generale, mi sembra comunque peggiore rispetto all’anno scorso».
Una tendenza al ribasso rispetto al 2016 è registrata anche nel residence Marina di Salivoli, dove ci sono 10 appartamenti prenotati, per questo weekend, su 39.
Meglio rispetto al passato sembra invece andare l’Hotel Italia, in via XX settembre, che ha registrato un buon afflusso di clienti fino al primo gennaio, mentre le prenotazioni vanno a calare non appena si entra nell’anno nuovo.
Un discorso simile vale anche per l’Hotel Est, in via Piave. «Noi abbiamo 24 stanze, per l’ultimo dell’anno ne sono state prenotate circa 20, mentre nel resto delle feste due o tre», sottolinea Massimo Trimboli, che troviamo alla reception della struttura.
Per la sera del 31 sono stati prenotati anche tutti i 7 appartamenti dell’Excelsior e la quasi totalità delle 12 camere dell’Albergo Roma, in via San Francesco d’Assisi, che a Natale viaggiava con il 50% delle stanze occupate.
Piombino e turismo. Un binomio per il quale, in una città duramente provata dalla crisi dell’industria, si cerca un connubio duraturo e strutturale. «L’estate è andata benissimo, ma quando finisce la stagione, a Piombino, c’è il deserto – dice Mariani - In inverno un po’ di movimento c’è durante gli eventi sportivi. Qualche persona poi viene per lavoro, come dirigenti che devono ultimare trattative, ma non si può parlare di turismo. Da ottobre a aprile cerchiamo di sopravvivere. E’ per questo che teniamo aperto solo l’Esperia, non riusciremmo a far fronte alle spese di due alberghi. Nel caso in cui ci fossero prenotazioni consistenti comunque, come è accaduto in alcuni casi, apriamo anche il Centrale».
Anche secondo Rizzuto «l’estate non è andata male, siamo riusciti a far fronte a tutto. Per dare una spinta all’Amministrazione nella direzione di una migliore organizzazione del turismo, a ogni modo, stiamo cercando di realizzare un’associazione di albergatori».
Perché, come sottolinea Meucci, «c’è ancora tanta strada da fare. Peccato, perché abbiamo molte potenzialità che, però, non sono sfruttate a dovere».
Non si può dire che quello delle festività si stia dimostrando, nell’insieme, un periodo roseo per gli alberghi piombinesi. In alcuni casi, anzi, gli affari stanno procedendo «malissimo», come sostiene Pietro Rizzuto, uno dei gestori dell’Hotel Ariston, struttura composta da 25 camere e situata in via Ferrer. «In questi giorni – dice l’albergatore - risultano piene, di media, solo quattro o cinque stanze. La situazione insomma non è delle migliori».
Nemmeno l’Hotel Centrale ha registrato il pienone, tanto che la struttura è rimasta chiusa per circa un mese, perché «i costi di gestione sono molto alti e con poche prenotazioni non conviene tenere aperto», dichiara Alberto Mariani, che ha dirottato all’Esperia, l’altro hotel che gestisce, i pochi clienti interessati a prenotare una delle 41 camere del Centrale. Mariani comunque assicura che l’hotel di piazza Verdi tornerà in attività oggi, almeno per qualche giorno. Perché «per l’ultimo dell’anno abbiamo tutte le stanze prenotate, sia al Centrale sia all’Esperia. Poi studieremo il da farsi. Se ci saranno abbastanza richieste terremo l’Hotel Centrale aperto, altrimenti lo chiuderemo di nuovo».
Bene l’ultimo dell’anno, meno bene gli altri giorni dunque. Questa è la tendenza che sembra imporsi in città per le feste e che viene confermata anche da Sandra Meucci, titolare dell’Hotel Moderno, in corso Italia, secondo la quale «sulle 17 stanze che abbiamo, per Natale ne sono state prenotate solo tre, mentre per l’ultimo dell’anno quasi tutte. La situazione, in generale, mi sembra comunque peggiore rispetto all’anno scorso».
Una tendenza al ribasso rispetto al 2016 è registrata anche nel residence Marina di Salivoli, dove ci sono 10 appartamenti prenotati, per questo weekend, su 39.
Meglio rispetto al passato sembra invece andare l’Hotel Italia, in via XX settembre, che ha registrato un buon afflusso di clienti fino al primo gennaio, mentre le prenotazioni vanno a calare non appena si entra nell’anno nuovo.
Un discorso simile vale anche per l’Hotel Est, in via Piave. «Noi abbiamo 24 stanze, per l’ultimo dell’anno ne sono state prenotate circa 20, mentre nel resto delle feste due o tre», sottolinea Massimo Trimboli, che troviamo alla reception della struttura.
Per la sera del 31 sono stati prenotati anche tutti i 7 appartamenti dell’Excelsior e la quasi totalità delle 12 camere dell’Albergo Roma, in via San Francesco d’Assisi, che a Natale viaggiava con il 50% delle stanze occupate.
Piombino e turismo. Un binomio per il quale, in una città duramente provata dalla crisi dell’industria, si cerca un connubio duraturo e strutturale. «L’estate è andata benissimo, ma quando finisce la stagione, a Piombino, c’è il deserto – dice Mariani - In inverno un po’ di movimento c’è durante gli eventi sportivi. Qualche persona poi viene per lavoro, come dirigenti che devono ultimare trattative, ma non si può parlare di turismo. Da ottobre a aprile cerchiamo di sopravvivere. E’ per questo che teniamo aperto solo l’Esperia, non riusciremmo a far fronte alle spese di due alberghi. Nel caso in cui ci fossero prenotazioni consistenti comunque, come è accaduto in alcuni casi, apriamo anche il Centrale».
Anche secondo Rizzuto «l’estate non è andata male, siamo riusciti a far fronte a tutto. Per dare una spinta all’Amministrazione nella direzione di una migliore organizzazione del turismo, a ogni modo, stiamo cercando di realizzare un’associazione di albergatori».
Perché, come sottolinea Meucci, «c’è ancora tanta strada da fare. Peccato, perché abbiamo molte potenzialità che, però, non sono sfruttate a dovere».
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