Il presidio
Voli per l’Elba, bando bloccato dall’Unione Europea
Ancora al palo i collegamenti con Pisa, Firenze e Milano. Ora per partire dal 1° giugno servirà un vero miracolo
CAMPO NELL'ELBA. I voli per l’Elba rimangono fermi a Bruxelles. Non in un hangar, ma alla commissione europea. Rimarranno lì almeno fino al 15 gennaio, quando finalmente a Palazzo Berlaymont riprenderanno i lavori sospesi per le vacanze natalizie. Gli aerei che fino al 25 ottobre collegavano Marina di Campo a Pisa, Firenze e Milano Linate – interrotti da due mesi dopo la scadenza dell’ultimo e inedito bando triennale – sono sempre più a rischio. E per partire entro l’estate ora serve veramente un miracolo.
La commissione europea – stando alle prime anticipazioni – non avrebbe mai sciolto i dubbi sui voli Elba-Milano. Secondo quanto riportato nel nuovo bando, infatti, il collegamento Marina di Campo-Linate verrà limitato all’estate (prima veniva effettuato anche per 15 giorni a dicembre); una modifica che avrebbe turbato i funzionari di Bruxelles, indecisi se un volo stagionale possa essere sovvenzionato con i soldi pubblici. Tanto che forse potrebbero averlo definitivamente bocciato. È per questo che si sta perdendo altro tempo: sul piatto ci sono sempre 2,5 milioni di euro, necessari per garantire benzina alla compagnia aerea che vincerà il bando per i prossimi tre anni, che dovrebbero scattare dal primo giugno 2018. Dal 2014 al 2017 a volare dal “Teseo Tesei” c’era la Silver Air, che di sicuro si ripresenterà ai nastri di partenza.
PRATICA FERMA A BRUXELLES
Per rispettare i tempi serve comunque un miracolo. «La commissione europea fino al 15 gennaio non ci darà alcuna risposta – conferma Claudio Boccardo, l’amministratore unico di AlaToscana, la società che gestisce l’aeroporto di Marina di Campo – ma in base alle prime informazioni che mi sono giunte sembra che ci siano dei problemi proprio sulla rotta Elba-Milano». Rotta la cui periodicità potrebbe essere nuovamente rivista, modificando il bando per la seconda volta in pochi mesi. E generando altre perdite di tempo. «Annullarlo sarebbe un suicidio – continua Boccardo – ma potremmo spalmare diversamente le frequenze per la Lombardia. Vogliamo capire dall’Unione europea quali misure correttive possiamo apportare». Per eventuali variazioni al testo, però, servirà l’ok della Regione e del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ci mettono i soldi. Poi l’Enac - l’Ente nazionale per l’Aviazione civile - potrà partire con la gara. In ogni caso – spiega l’amministratore unico di AlaToscana – «la commissione europea ha capito che bisogna fare presto: c’è l’impegno per abbreviare i tempi e recuperare i mesi persi per riuscire a partire il primo giugno. Ma io l’ho detto più volte: per non saltare l’estate, entro i primi di aprile dobbiamo annunciare, anche informalmente, chi è il vincitore della gara. Altrimenti facciamo tardi. Solo così la compagnia aerea potrà organizzarsi al meglio per decollare in estate».
RISCHIO RINVIO A OTTOBRE
Ora il rinvio a ottobre è davvero un’ipotesi concreta. Forse la più probabile. Del resto – a causa della burocrazia, ma anche delle tardive richieste sull’asse Elba-Roma – si è perso davvero troppo tempo. Anche perché se i contributi di continuità territoriale scadono perché, per rifare il bando, bisogna aspettare che prima scada? Muovendosi in anticipo – è la conclusione alla quale sono giunti anche i sindaci – non si sarebbe arrivati a questo punto: pregando l’Europa di fare presto quando già in Italia si è perso tutto il tempo possibile e immaginabile. Per altro è già successo con il precedente bando: se il vincitore della gara si ritrova a partire nel bel mezzo dell’estate – quando ci sono più passeggeri e maggiori possibilità di incasso – come può guadagnare qualche soldo senza aver fatto pubblicità, senza che nessun passeggero sappia che fra l’Elba e gli aeroporti della Toscana c’è pure un aereo? È per questo che è probabile che la compagnia vincitrice chieda di partire in ritardo, dopo l’estate. Come ha già fatto Silver Air nel 2014, per programmare meglio il servizio estivo. «Speriamo che la commissione europea possa comprendere fino in fondo le nostre problematiche – continua Boccardo – perché è vietato saltare la stagione estiva. Anche se il bando venisse pubblicato a gennaio, per partire a giugno ci sarà da correre».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
