Il presidio
Bar Yama lungomare diventa teatro d’arte: in regia due laureate
Per Chiara Baffigi e Veronica Gavetti studi nel sociale e filosofia col pallino del caffè-buffet: «Piombino fa innamorare tutti»
PIOMBINO. Affaccio da cartolina o da carta geografica dal vivo con all’orizzonte – da sinistra – partendo dall’Argentario: Giglio, Cerboli, Montecristo, Elba, Corsica eppoi Capraia. Il “bar Yama” è sull’ansa verde di lungomare Marconi, proprio all’ingresso del quartiere Salivoli, su una delle passeggiate più belle che si possono immaginare.
[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.16257666:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/piombino/cronaca/2017/12/19/news/il-trionfo-del-gusto-dopo-101caffe-peperoncino-amp-c-1.16257666]]
Oltre alla musica dal vivo (d’estate, come nelle altre due “baracchine” su viale del Popolo e al “Gattarossa Calamoresca”) si punta soprattutto sulle mostre d’arte: foto amatoriali, quadri, incontri per libri, balene blu da legno spiaggiato... grazie a una regia a quattro mani: Chiara Baffigi e Veronica Gavetti, laureata in scienza dell’educazione la prima, in filosofia la seconda, tutte e due all’Università di Firenze. Strette da un legame che viene da lontano (sono cugine), impegnate da subito a valorizzare questo punto d’incontro assicurandone l’apertura tutto l’anno. Al “bar Yama-lungomare” dal primo giugno 2017, ma prima?
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.16278434:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.16278434:1652417249/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
«Diploma in ragioneria, come programmatore a Piombino – ricorda Chiara – poi sono andata all’Università, ma anche per dare una mano alla famiglia ho sempre lavorato, tra bar e ristoranti, più o meno per 11 anni». Di location in location Chiara Baffigi è arrivata al banco del “Bar Giacosa” in via Tornabuoni, «storico bar di Firenze, che condivide la fama col mito di fondazione di uno dei cocktail più celebri della miscelazione all'italiana: il Negroni. Chiuso quando l’ha rilevato Cavalli che ne ha fatto una boutique. Ma le belle arti ne hanno comunque sempre assicurato l’esistenza all’interno di un angolo bar… Che emozione una mattina – racconta – quando a chiedermi il cappuccino è stata Mariangela Melato, a Firenze per uno spettacolo, era il 2009 e facevo teatro, davvero una signora fantastica. Poi Michael Schumacher , Terence Trent D’Arby, di casa da Cavalli con la famiglia. Spessissimo l’allenatore Cesare Prandelli a prendere il thè coi biscotti, sempre gentilissimo, ogni volta che gli ho chiesto l’autografo per una marea di amici...! Ma pure all’interno di Palazzo Strozzi dove sono stata nel 2011, lavorare lì è come respirare la storia…».
[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.16278420:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/piombino/cronaca/2017/12/24/news/la-citta-in-un-fumetto-che-diventa-libro-1.16278420]]
Chiara che al “Centro Oz” (il prodromo del Centro giovani De André, a ridosso della chiesa del Sacro Cuore) nel 1990, comunque, un corso da barman l’aveva fatto. E nel 2006 a Firenze con la Regione anche la qualifica “food and beverage manager”. Gli anni passano, Piombino manca e qui abitano i genitori. «Quando è arrivata la proposta da Poggio all’Agnello l’ho colta al volo…». Ma ancora Chiara sta cercado la sua dimensione: «Un anno sabbatico – sorride – mesi a New York, lavoro a Baratti nel chiosco sulla spiaggia. Dopo il concorso insegno all’asilo, consegno la posta».
Di 10 anni più giovane, Veronica Gavetti finisce lo scientifico (linguistico) sperimentale, si laurea in Filosofia: «Dal 2007 – spiega – sono andata a lavorare all’Ice Palace».
Nel maggio scorso l’opportunità, colta al volo.
«Abbiamo firmato il 29 maggio il contratto per la gestione della baracchina con Magda Alessi che l’ha costruita vincendo il bando del Comune, e il primo giugno abbiamo aperto. Esperienza tosta, ma bellissima – raccontano, insieme – da quando l’estate è finita, l’apertura è modulata in base a quelle che sono le richieste. Adesso? Apertura dal giovedì alla domenica. Per le feste sempre, pure con un’iniziativa di lettura per bambini. Puntiamo ad appuntamenti magari più stabili. Valorizzare questa zona si può: chiunque arriva fin qui s’innamora. Perché Piombino è bellissima, sono soprattutto i piombinesi Doc che devono rendersene conto. Le redini? Ai più giovani che sono pieni di idee!».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
