Il presidio
Sigilli al cantiere dell’ex Faro c’è l’inchiesta della procura
di Manolo Morandini
San Vincenzo, il provvedimento di sequestro preventivo disposto dal Gip del tribunale di Livorno Il progetto già fermato a ottobre su decisione del Tar della Toscana a seguito di un ricorso
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SAN VINCENZO. Sigilli al cantiere dell’ex pizzeria Il Faro a San Vincenzo. Li hanno apposti i carabinieri della locale stazione su disposizione del giudice delle indagini preliminari (Gip) del tribunale di Livorno. L’inchiesta penale è un salto di qualità rispetto a una vicenda già sfociata due volte al tribunale amministrativo regionale della Toscana (Tar). Sigilli che invece di essere sul lato strada, dove c’è l’accesso al cantiere, si scoprono solo curiosando dal lato spiaggia. Quale sia l’ipotesi di reato non è dato saperlo. Ma uno dei presupposti per l’applicazione dell’articolo 321 del codice di procedura penale è che il gip ha riscontrato nella richiesta di sequestro presentata dal pubblico ministero che indaga sulla vicenda la sussistenza di elementi idonei a suffragare la configurabilità in concreto della fattispecie di reato ipotizzata.
Il progetto. Risale a novembre 2016 il rilascio del primo permesso di costruzione alla società Agi Spa, riconducibile alla famiglia Lazzerini, che su quell’area, acquistata dallo storico proprietario, conta di realizzare tre appartamenti di lusso fronte mare. Demolite le strutture esistenti, ormai fatiscenti dopo un lungo periodo di abbandono, sono state gettate le fondamenta per dare corpo alla ristrutturazione tramite sostituzione edilizia dell’immobile, con cambio di destinazione d’uso e modifica dello skyline. Lì dove c’era una struttura a un solo piano, in base al progetto dello Studio Sparapani di San Vincenzo, ne sorgerà una su quattro piani di cui tre fuori terra sul lungomare Marconi, angolo via Pianosa.
I ricorsi. Il primo stop arriva il 3 maggio 2017. Il Tar ferma la ristrutturazione alle fondamenta con la sentenza numero 626 in cui si stabilisce che in quell’area sul lungomare Marconi dove c’era una struttura a un solo piano non può sorgere una su quattro piani di cui tre fuori terra. Il dispositivo è articolato. Tutto incentrato sulla normativa urbanistica e l’interpretazione degli articoli 37 e 38 del Piano strutturale, approvato nel 2015. L’esame dei giudici amministrativi però si ferma alla madre delle contestazioni, contenute nel ricorso presentato da Cesare Molta e Maria Grazia Giovanna Sagaci contro il Comune di San Vincenzo e Agi Spa, Stefano Lazzerini e Gian Primo Lazzerini. Il Tar non scende in aspetti di dettaglio, come la contestata violazione del divieto della variazione di destinazione d’uso da commerciale a residenziale o della modifica dello skyline.
Il 31 agosto il Comune di San Vincenzo rilascia un nuovo permesso a costruire sul progetto presentato a giugno dalla proprietà. C’è un nuovo ricorso e da ottobre il Tar in via cautelare ha bloccato di nuovo il cantiere. Da allora tutto e fermo e i giudici si pronunceranno il 18 gennaio del prossimo anno.
Il progetto. Risale a novembre 2016 il rilascio del primo permesso di costruzione alla società Agi Spa, riconducibile alla famiglia Lazzerini, che su quell’area, acquistata dallo storico proprietario, conta di realizzare tre appartamenti di lusso fronte mare. Demolite le strutture esistenti, ormai fatiscenti dopo un lungo periodo di abbandono, sono state gettate le fondamenta per dare corpo alla ristrutturazione tramite sostituzione edilizia dell’immobile, con cambio di destinazione d’uso e modifica dello skyline. Lì dove c’era una struttura a un solo piano, in base al progetto dello Studio Sparapani di San Vincenzo, ne sorgerà una su quattro piani di cui tre fuori terra sul lungomare Marconi, angolo via Pianosa.
I ricorsi. Il primo stop arriva il 3 maggio 2017. Il Tar ferma la ristrutturazione alle fondamenta con la sentenza numero 626 in cui si stabilisce che in quell’area sul lungomare Marconi dove c’era una struttura a un solo piano non può sorgere una su quattro piani di cui tre fuori terra. Il dispositivo è articolato. Tutto incentrato sulla normativa urbanistica e l’interpretazione degli articoli 37 e 38 del Piano strutturale, approvato nel 2015. L’esame dei giudici amministrativi però si ferma alla madre delle contestazioni, contenute nel ricorso presentato da Cesare Molta e Maria Grazia Giovanna Sagaci contro il Comune di San Vincenzo e Agi Spa, Stefano Lazzerini e Gian Primo Lazzerini. Il Tar non scende in aspetti di dettaglio, come la contestata violazione del divieto della variazione di destinazione d’uso da commerciale a residenziale o della modifica dello skyline.
Il 31 agosto il Comune di San Vincenzo rilascia un nuovo permesso a costruire sul progetto presentato a giugno dalla proprietà. C’è un nuovo ricorso e da ottobre il Tar in via cautelare ha bloccato di nuovo il cantiere. Da allora tutto e fermo e i giudici si pronunceranno il 18 gennaio del prossimo anno.
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