Oltre 30 milioni spesi tra slot e videopoker
di Luca Centini
Cifre impressionanti ricavate dalla nostra inchiesta: per l’Elba l’esborso procapite è di circa 800 euro all’anno
3 MINUTI DI LETTURA
PORTOFERRAIO. Più di trenta milioni di euro spesi per giocare alle slot machine o ai videopoker. Qualcosa come 789 euro annui per ciascun cittadino elbano.
Cifre impressionanti che rendono l’idea di quanto il gioco sia una piaga dalle dimensioni notevoli. Numeri disponibili sul database “L’Italia delle Slot”, online da sabato 16 dicembre su Repubblica.it e su tutti i siti dei quotidiani locali, compreso Il Tirreno.
L’inchiesta è frutto del lavoro di squadra dei quotidiani locali del Gruppo Gedi, del Visual Lab e di Dataninja, società che si occupa di datajournalism. L’obiettivo è semplice: raccogliere tutti i dati sul gioco d’azzardo in Italia e metterli a disposizione di tutti i cittadini. E in modo capillare, visto che è possibile conoscere tutti i numeri sul gioco d’azzardo comune per comune.
Tra i dati a disposizione il volume delle giocate nelle videolottery (Vlt), le macchinette che accettano anche banconote presenti in locali dedicati e che consentono giocate e vincite più alte, e nelle “New Slot” (AWP), che accettano solo monete e sono presenti anche in bar e tabaccherie.
Incrociando i dati relativi al numero di residenti e il reddito pro-capite dei vari comuni è possibile individuare le cifra media bruciata da ciascun cittadino per il gioco d’azzardo e quanto questa cifra incida sul reddito medio delle famiglie. L’isola del gioco. Nella pagina web realizzata da Gedi viene assegnato un indice da uno a cinque per i comuni virtuosi. Sull’isola nessun comune supera quota 2. E in effetti i dati sono impressionanti: nei 286 apparecchi presenti nei locali pubblici dell’isola si è speso qualcosa come 30,80 milioni di euro. Quasi la totalità delle macchinette installate sono New Slot, mentre le videolottery sono presenti solo a Portoferraio (13). A Portoferraio il boom. Noia, soprattutto nei mesi invernali. Disagi in famiglia. Sono solo due dei probabili fattori incentivanti al gioco d’azzardo. I dati complessivi, ad onor del vero, potrebbero essere in parte gonfiati dalla importante presenza di turisti nei mesi estivi. Detto questo, non può non impressionare il dato delle giocate complessive registrate a Portoferraio nel 2016: 17,44 milioni di euro bruciati tra videolottery e slot. Il dato pro capite è di 1.455 euro annui, che rappresenta qualcosa come il 7,65% del reddito pro-capite di un portoferraiese, pari a circa 19mila euro. La piccola Rio nell’Elba. Dopo Portoferraio sono Campo nell’Elba (3,30 milioni) e Porto Azzurro (3,17 milioni) i comuni con il volume più alto di giocate complessive. Ma è il dato delle giocate pro-capite ad essere il metro più affidabile della “febbre del gioco”. Ebbene, nella piccola Rio nell’Elba, dove sono presenti solo 20 apparecchi, si bruciano 1217 euro annui a testa alle slot (dato secondo solo a Portoferraio). Il gioco rappresenta a Rio Castello il 7,22% del reddito medio pro-capite. Segue, sul podio, Porto Azzurro (844). E se a Capoliveri il gioco non sembra avere un impatto così devastante (572 euro pro capite), è Marciana il comune più virtuoso con soli 128 euro a testa.
Un dato basso necessariamente, visto che secondo l’inchiesta di Gedi, le macchinette presenti sul territorio comunale sono solo due.
Cifre impressionanti che rendono l’idea di quanto il gioco sia una piaga dalle dimensioni notevoli. Numeri disponibili sul database “L’Italia delle Slot”, online da sabato 16 dicembre su Repubblica.it e su tutti i siti dei quotidiani locali, compreso Il Tirreno.
L’inchiesta è frutto del lavoro di squadra dei quotidiani locali del Gruppo Gedi, del Visual Lab e di Dataninja, società che si occupa di datajournalism. L’obiettivo è semplice: raccogliere tutti i dati sul gioco d’azzardo in Italia e metterli a disposizione di tutti i cittadini. E in modo capillare, visto che è possibile conoscere tutti i numeri sul gioco d’azzardo comune per comune.
Tra i dati a disposizione il volume delle giocate nelle videolottery (Vlt), le macchinette che accettano anche banconote presenti in locali dedicati e che consentono giocate e vincite più alte, e nelle “New Slot” (AWP), che accettano solo monete e sono presenti anche in bar e tabaccherie.
Incrociando i dati relativi al numero di residenti e il reddito pro-capite dei vari comuni è possibile individuare le cifra media bruciata da ciascun cittadino per il gioco d’azzardo e quanto questa cifra incida sul reddito medio delle famiglie. L’isola del gioco. Nella pagina web realizzata da Gedi viene assegnato un indice da uno a cinque per i comuni virtuosi. Sull’isola nessun comune supera quota 2. E in effetti i dati sono impressionanti: nei 286 apparecchi presenti nei locali pubblici dell’isola si è speso qualcosa come 30,80 milioni di euro. Quasi la totalità delle macchinette installate sono New Slot, mentre le videolottery sono presenti solo a Portoferraio (13). A Portoferraio il boom. Noia, soprattutto nei mesi invernali. Disagi in famiglia. Sono solo due dei probabili fattori incentivanti al gioco d’azzardo. I dati complessivi, ad onor del vero, potrebbero essere in parte gonfiati dalla importante presenza di turisti nei mesi estivi. Detto questo, non può non impressionare il dato delle giocate complessive registrate a Portoferraio nel 2016: 17,44 milioni di euro bruciati tra videolottery e slot. Il dato pro capite è di 1.455 euro annui, che rappresenta qualcosa come il 7,65% del reddito pro-capite di un portoferraiese, pari a circa 19mila euro. La piccola Rio nell’Elba. Dopo Portoferraio sono Campo nell’Elba (3,30 milioni) e Porto Azzurro (3,17 milioni) i comuni con il volume più alto di giocate complessive. Ma è il dato delle giocate pro-capite ad essere il metro più affidabile della “febbre del gioco”. Ebbene, nella piccola Rio nell’Elba, dove sono presenti solo 20 apparecchi, si bruciano 1217 euro annui a testa alle slot (dato secondo solo a Portoferraio). Il gioco rappresenta a Rio Castello il 7,22% del reddito medio pro-capite. Segue, sul podio, Porto Azzurro (844). E se a Capoliveri il gioco non sembra avere un impatto così devastante (572 euro pro capite), è Marciana il comune più virtuoso con soli 128 euro a testa.
Un dato basso necessariamente, visto che secondo l’inchiesta di Gedi, le macchinette presenti sul territorio comunale sono solo due.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
