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Cevital: Nardi ci danneggia
Ma gli atti contraddicono la ricostruzione algerina sullo stop al pignoramento
PIOMBINO. La linea seguita dal commissario e dal Ministero continua a danneggiarci: prima il pignoramento, ora venuto meno, e poi una lettera di risoluzione totalmente infondata, quando invece si sta concretizzando una soluzione per far ripartire l’altoforno e rilanciare l’attività».
Cevital replica così all’atto di citazione notificato dal commissario Piero Nardi, con la richiesta di risoluzione del contratto e di un risarcimento danni per 80 milioni.
In una nota Cevital afferma anche di essere impegnata a perseguire «quanto concordato nell’addendum e queste iniziative del commissario rendono più difficile il compito». La società di Issad Rebrab dunque ricorda di aver offerto «la propria disponibilità al ministro di vendere Aferpi, ma fin quando non si manifesti un’offerta seria e non da pescecane, Cevital continua con il programma che a giugno il ministro stesso riteneva una valida alternativa. Ci sarebbe da supporre che l’atteggiamento muscolare sia influenzato dall’imminente campagna elettorale».
Rispetto all’atto di citazione, Cevital sostiene che, «sulla base di un’articolata difesa che ha contestato la richiesta di penali come titolo esecutivo avanzata da Lucchini e Lucchini Servizi, in assenza di accertamenti giudiziali su pretesi inadempimenti a essa contestati, ha ottenuto la rinuncia delle società in amministrazione straordinaria ai pignoramenti su propri conti correnti e il provvedimento di estinzione di tutte le procedure esecutive con ordine agli istituti bancari di svincolare immediatamente le somme indebitamente bloccate».
Ricostruzione palesemente contraddetta dalla lettura delle note a verbale dell’udienza di fronte al giudice, in cui gli avvocati degli studi BonelliErede e Lombardi-Segni che rappresentano Lucchini in amministrazione straordinaria, «insistono per la riunione del procedimento esecutivo (l’atto di pignoramento di 4,5 milioni ndr) con il presente procedimento, trattandosi di procedimenti relativi alla stessa causa e pendenti dinnanzi allo stesso giudice».
Gli avvocati della Lucchini in amministrazione straordinaria elencando le richieste contenute nell’atto di citazione, e quindi «l’accertamento della risoluzione di diritto dei contratti ovvero, in via subordinata, la pronuncia di risoluzione dei contratti per grave inadempimento con ogni consequenziale pronuncia di legge (ivi compresa la restituzione dei complessi aziendali di Piombino)», spiegano anche che la richiesta risarcitoria «assorbe la richiesta di pagamento delle penali contrattuali oggetto dell’atto di pignoramento».
E infine dichiarano «di rinunciare al pignoramento notificato il 6 dicembre e agli atti dei procedimenti esecutivi, senza che ciò costituisca o possa essere interpretato come rinuncia (anche implicita) a far valere gli inadempimenti di Aferpi e delle altre società del Gruppo Cevital».
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