Il Tirreno

«Il porto sarà motore dell’occupazione»

di Claudia Guarino

Per il presidente dell’Authority Piombino può diventare la porta della Toscana meridionale. «E con Livorno sarà più forte»

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PIOMBINO. Due porti, Piombino e Livorno, che, con la riforma delle Autorità Portuali, sono inseriti in un unico sistema, con lo scalo piombinese che «può diventare la porta della Toscana meridionale». Industria, commercio, crociere e refitting sono tutti settori «che giocano un ruolo importante» nell’ottica di un progetto complessivo che vede il porto di Piombino come «piattaforma rivolta a settori ad alto potenziale di crescita e occupazione». Il presidente dell’Autorità di sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Stefano Corsini, rispondendo alle domande del Tirreno, fa il punto sullo stato di avanzamento dei lavori previsti per il porto di Piombino e sulle possibilità che ha quest’ultimo di condividere una serie di opportunità di sviluppo con Livorno.

Il piano regolatore portuale prevede una serie di opere da compiere sul porto di Piombino. A che punto sono i lavori? A chi sono stati commissionati?

«Al momento è stato realizzato il dragaggio a –20 metri del canale di accesso e del bacino di evoluzione, è stata costruita la Banchina Est lungo il nuovo molo foraneo di sottoflutto ed è stato realizzato il piazzale in radice della Darsena Nord. L’importo dei lavori, completati e collaudati, è di circa 90 milioni di euro. Il piazzale di radice della Darsena Nord e la Banchina Est sono già operativi e sono stati assegnati alla Società Pim per la realizzazione di un impianto di refitting, demolizione e costruzione navale le cui attività partiranno una volta ottenute le autorizzazioni necessarie, presumibilmente nel 2018. Sono invece in corso i lavori per la realizzazione della banchina interna della Darsena Nord e del relativo piazzale che consistono nella realizzazione della banchina di riva della darsena Nord (300 metri di lunghezza) e nell’ulteriore dragaggio a –20 e –18 metri, fino all’area di evoluzione già dragata, dei fondali prospicienti la nuova banchina. Si prevede, poi, la realizzazione di un’area con accesso alla banchina nord e alle aree retroportuali, dotata di tutti gli impianti e le attrezzature necessarie per consentire l’insediamento delle attività di General Electric. Il costo complessivo degli interventi è finanziato con risorse regionali ed è pari a circa 60 milioni di euro. Altri interventi in corso, completati entro marzo 2018, sono il raccordo e il prolungamento del Molo Batteria di circa 430 metri, per un importo pari a 17, 6 milioni di euro. È stato inoltre completato il dragaggio a quota –13 dell’area antistante il primo banchinamento della variante II. I lavori sono stati tutti eseguiti da primarie imprese nel panorama marittimo nazionale».

Qual è l’idea che guida la realizzazione di queste opere? E qual è l’importanza del porto di Piombino nel sistema più ampio gestito dall’Autorità di sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale?

«Tutte queste opere, a cui va aggiunto il primo lotto della strada 398, sono tasselli fondamentali di un unico progetto che vede lo scalo piombinese nel ruolo di piattaforma rivolta a settori ad alto potenziale di crescita ed occupazione, come il refitting e le riparazioni navali, l’assemblaggio di grandi pezzi industriali, la movimentazione di prodotti chimici e il settore agroalimentare. Piombino, inoltre, è l’unico porto del Tirreno a offrire fondali di 20 metri e dispone di immense superfici retroportuali: a questo sono certo che la nostra imprenditoria saprà attribuire il giusto valore».

Ma con la riforma dell’Autorità Portuale Piombino non rischia, in qualche modo, di perdere autonomia e di essere relegato a porto di “serie B” rispetto a quello di Livorno?

«La riforma non è stata realizzata con l’obiettivo di creare porti di serie A e porti di serie B, ma per integrare i nodi portuali e logistici all’interno di Sistemi nell’ambito dei quali i singoli porti registrano nuove opportunità. Piombino e Livorno insieme sono più forti della semplice sommatoria dei due. Ho frequentato il porto di Piombino fin dagli anni ’90 e ho sempre seguito con particolare attenzione le sue vicende. Sono il primo, anche per motivi affettivi, a voler promuovere la condivisione delle opportunità di sviluppo tra Livorno e lo scalo piombinese».

Nell’ottica di un’azione di ampliamento e potenziamento della struttura portuale piombinese quale ruolo e importanza andranno a ricoprire gli aspetti commerciale, crocieristico, industriale e quelli relativi ai traghetti e al settore delle demolizioni?

«Nel settore commerciale, la costruzione, il refitting e le demolizioni navali giocano un ruolo importante. Ma non sono da sottovalutare le potenzialità che lo scalo piombinese potrà esprimere anche in altri settori, come l’agroalimentare. Nell’ambito crocieristico, inoltre, Livorno e Piombino possono traguardare importanti obiettivi comuni e accrescere l’offerta complessiva di sistema».

Proprio sull’ambito crocieristico, durante il convegno svolto a Piombino sul progetto “Why Livorno”, si è parlato di un’azione di coordinamento tra varie realtà. Quest’azione come si sta declinando, concretamente, su piani anche diversi da quelli di promozione e marketing?

«Si tratta di un percorso che i due principali porti del Sistema dell’Alto Tirreno si apprestano a compiere insieme per sviluppare un nuovo tipo di offerta che faccia leva sulla molteplicità delle esperienze che si possono fare sul nostro territorio, da quella enogastronomica a quella naturalistica e architettonica. Non a caso, la Porto di Livorno 2000, società deputata a Livorno ai servizi di accoglienza al turista, sta portando avanti una politica di marketing territoriale condotta in stretta sinergia con la Regione che ha come obiettivo quello di valorizzare un territorio ricco di itinerari esclusivi da scoprire e comunicare anche al segmento turistico delle crociere. Piombino può diventare la porta della Toscana meridionale. Occorre approfittare delle potenzialità che Livorno esprime da sempre nel settore crocieristico per sviluppare anche Piombino e l’Elba. Nel prossimo futuro, la nuova governance di Porto 2000 assieme al Toscana Cruise Terminal potrà dare sostanza ad accordi di collaborazione commerciale di settore volti ad ottimizzare risorse e risultati».

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