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«Vita tra i dischi, andiamo avanti per passione»
“Pachi musica”, una storia lunga 82 anni Alberto: «Pochi clienti per colpa del web»
PIOMBINO. Casa musicale italiana Elio Pachi violini, mandolini, chitarre, corde armoniche. È la pubblicità del 1935 per promuovere quel “Pachi musica”, ancora in corso Italia 83. Tra gli ultimi negozi storici, da tempo l’ultimo per dischi e strumenti musicali. Purtroppo rispetto al 2005, quando i proprietari ne hanno festeggiato i 70 anni dall’apertura, la musica è tristemente cambiata.
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«Il trionfo degli acquisti web – spiega Alberto Pachi, da dietro il banco – ha portato al forte calo di clienti. Saremo qui questo Natale, poi non so quanto riusciremo ad andare avanti. Già da ragazzino, qui con mio padre Elio, più di 50 anni fa, si parlava di turismo per Piombino. Ma crociere o no, pure la scorsa estate non abbiamo visto una persona in più. E, in corso, non sono cambiati neppure i lampioni...».
Pianole, batterie, flauti in vetrina, così belle da vedere. Oltre tutto è rimasto l’unico posto dove acquistare uno strumento musicale per lo studente delle medie e dove rivolgersi se si rompe un pezzo: risolvere i disagi via web, almeno questo non è facilissimo. «Vero – conferma Pachi – ormai lavoriamo soprattutto con la scuola. Ma pure il mercato dei cd è fermo da 5-6 anni». Eppure le nuove uscite ci sono tutte. Migliaia i dischi che affollano gli scaffali.
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Tutto è cominciato nel 1935, senza interruzioni. In 82 anni ne sono entrate di persone, dai musicisti piombinesi e non, all’attore Anthony Quinn che voleva acquistare una chitarra. «Il mio babbo tornò a Piombino dopo il servizio di leva – ricorda Alberto –. Era stato imbarcato sul “Quarto”, dove faceva il musicista. Mio nonno era liutaio e costruiva violini e pianoforti. Così, nel ’35 decise di aprire il negozio in via Lombroso: il primo dove si vendevano strumenti musicali e dischi. Del 1939 il trasferimento in corso Italia – aggiunge – sul lato opposto rispetto ad adesso, dove siamo arrivati dopo il periodo della guerra. Nei primi anni ’50 diventammo anche esclusivisti della Atlantic, una famosa marca di tv ed elettrodomestici, ma che abbandonammo nel 1976, quando mio padre morì e io e mia moglie Nadia, assieme a mia mamma Maria, cominciammo a specializzarci nei dischi e negli strumenti musicali».
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E si arriva ai Settanta. «Allora – continua Alberto – venivano fatte molte manifestazioni canore e spesso venivano personaggi importanti. Una volta fu Kadigia Bove , donna di una bellezza unica, di origine somala, divenne famosa nei caroselli degli elettrodomestici Atlantic con il nome di Stella Atlantic; insieme a lei appariva un cucciolo di leone.. Tante le amicizie, al di là dei rapporti di lavoro, con cantanti famosi come Loredana Bertè e Mia Martini. Una volta vidi entrare addirittura Anthony Quinn. Cercava una chitarra, e ne provò una decina. Un’infinità di gente si accalcò fuori: tutti a dire guarda c’è Zorba... era appena uscito “Zorba il Greco” da lui interpretato».
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Troppi i segnali negativi negli ultimi anni. «Continuiamo con amore, ma è sempre più difficile, appunto, non so se dopo questo o il Natale 2018...». Tra una parola e l’altra almeno i tempi non sembrano più così “stretti”. Chissà che magari con questa ondata di rilancio del vinile, non possano nascere nuove opportunità. «Difficile da prevedere» conclude Alberto. Preparazione e passione sono già valide doti.
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