DOPO L’ACQUISIZiONE DI ILVA DA PARTE DI MITTAL
Magona, il futuro resta incerto
Incontro interlocutorio con l’azienda, sindacati preoccupati
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PIOMBINO. Rsu Magona e segreterie Fim, Fiom e Uil hanno incontrato la direzione di Arcelor Mittal Europa, rappresentata dall’ad Leandro Nannipieri , presente anche il capo del personale Magona, Lino Iallorenzi.
Un incontro poco soddisfacente per il sindacato che chiedeva informazioni e chiarimenti sul futuro dello stabilimento in relazione all’acquisizione dell’Ilva di Taranto da parte di Arcelor Mittal, alla luce anche delle indiscrezioni sulla richiesta dell’antitrust europea di cedere Magona per rispettare le regole sulla concorrenza, e dell’interesse mostrato per la fabbrica piombinese da parte del Gruppo Arvedi .
«L’azienda ha dichiarato di non poter rispondere alle nostre sollecitazioni – dice una nota dei sindacati – a causa dell’imposta riservatezza e dell’imprevedibilità riguardo al giudizio finale dell’antitrust europea».
I sindacati hanno giudicato «grave che non si conosca ancora il destino dello stabilimento e di 500 famiglie», spiegando di «prendere atto con preoccupazione di quanto dichiarato dall’azienda. Noi garantiamo ai lavoratori tutto lo sforzo e la determinazione perché si arrivi alla conclusone della vicenda senza nemmeno un esubero».
Il sindacato ha chiesto che «fin da gennaio si svolgano incontri per arrivare a un accordo condiviso sulla gestione del personale, in previsione della scadenza dei contratti di solidarietà, fissata al 31 marzo, estendibile al 30 settembre 2018».
Un incontro poco soddisfacente per il sindacato che chiedeva informazioni e chiarimenti sul futuro dello stabilimento in relazione all’acquisizione dell’Ilva di Taranto da parte di Arcelor Mittal, alla luce anche delle indiscrezioni sulla richiesta dell’antitrust europea di cedere Magona per rispettare le regole sulla concorrenza, e dell’interesse mostrato per la fabbrica piombinese da parte del Gruppo Arvedi .
«L’azienda ha dichiarato di non poter rispondere alle nostre sollecitazioni – dice una nota dei sindacati – a causa dell’imposta riservatezza e dell’imprevedibilità riguardo al giudizio finale dell’antitrust europea».
I sindacati hanno giudicato «grave che non si conosca ancora il destino dello stabilimento e di 500 famiglie», spiegando di «prendere atto con preoccupazione di quanto dichiarato dall’azienda. Noi garantiamo ai lavoratori tutto lo sforzo e la determinazione perché si arrivi alla conclusone della vicenda senza nemmeno un esubero».
Il sindacato ha chiesto che «fin da gennaio si svolgano incontri per arrivare a un accordo condiviso sulla gestione del personale, in previsione della scadenza dei contratti di solidarietà, fissata al 31 marzo, estendibile al 30 settembre 2018».
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