Il Tirreno

Venturina di sasso «Quel che è accaduto ha dell’incredibile»

di Francesco Rossi
Venturina di sasso «Quel che è accaduto ha dell’incredibile»

Nei bar del paese tutti lo definiscono un ragazzo tranquillo La sindaca Rossana Soffritti: «Un episodio sconvolgente»

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VENTURINA. Ieri su Venturina è piombata come un macigno la notizia dell’arresto di Marco Longo per l’omicidio di Fadhel Hamdi, avvenuto a Piombino nella notte tra lunedì e martedì.

L’arresto è avvenuto venerdì ma la notizia ha cominciato a diffondersi solo ieri nel primo pomeriggio. Longo abita in via Dante e sulle prime in pochi tra coloro che vivono vicino hanno collegato questo nome al ragazzo che hanno visto tante volte, anche perché Longo è di origini siciliane e il suo nome non è tra quelli più conosciuti nel paese. Inoltre il suo lavoro di guardia giurata lo portava a lasciare casa la sera, a lavorare durante la notte e a dormire poi il giorno, ad avere insomma orari particolari e a non farsi vedere molto in giro.

Nel negozio di alimentari sotto casa, “Bottega mia” viene ricordato come un ragazzo tranquillo ed educato nelle poche volte che andava a comprare qualcosa, in particolare il latte per le figlie.

Stesso giudizio viene dato dai titolari del bar Picaro, a due passi da casa sua, dove la notizia del suo arresto si è diffusa solo a metà pomeriggio destando sorpresa e dispiacere. «Non veniva spesso – raccontano – ma quando era da noi era sempre molto tranquillo».

Stessa impressione viene registrata anche al bar G&B, da Longo frequentato saltuariamente: «Ragazzo tranquillo e di famiglia impeccabile», viene definito.

Marco Longo faceva laguardia giurata da tempo, ma prima di questo impiego aveva lavorato per alcuni anni con l’impresa edile Muti. Pochi anni fa era andato ad abitare in via Dante Alighieri con la moglie e con le due figlie.

«Il suo è stato un gesto sconvolgente – dichiara la sindaca di Campiglia, Rossana Soffritti – Anche se non ci si dovrebbe aspettare da nessuno, a maggior ragione pare incredibile da parte delle persone che per professione si occupano di sicurezza».

«Non conosciamo ancora tutti i contorni della vicenda – prosegue Soffritti – ma un gesto simile è sempre ingiustificabile, qualunque sia stato il movente. Una persona è morta ma è terribile anche la situazione in cui si è messo questo ragazzo. Naturalmente – conclude la sindaca – il mio pensiero e le mie preoccupazioni vanno alla sua famiglia e in particolare alle figlie».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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