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Cava di caolino, il caso Eurit in Parlamento

Cava di caolino, il caso Eurit in Parlamento

Interrogazione della senatrice Petraglia (SI): «Vogliono cancellare il crinale di una collina»

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PORTO AZZURRO. Il caso dell’ampliamento della cava di caolino dell’Eurit, in località Crocetta, finisce in Parlamento.

Nelle prossime ore, infatti, la senatrice di Sinistra Italiana Alessia Petraglia depositerà un’interrogazione sul caso del sito produttivo elbano, finito in questi giorni al centro delle polemiche. Nel mirino dei residenti della zona e delle associazioni ambientaliste, con in testa Legambiente Arcipelago toscano, c’è il progetto per l’ampliamento dell’area di cava per ulteriori 5, 5 ettari attraverso la tecnica che negli Usa viene chiamata Mountaintop removal mining (Mtr) o mountaintop mining (Mtm).

«Come è possibile che nella bellissima Isola d’Elba – attacca la senatrice di Sinistra Italiana – si rimuova il crinale di una collina per ampliare una cava di caolino?» È questa la domanda alla base dell’interrogazione di Petraglia, che interviene pubblicamente sul caso del progetto attualmente al vaglio della Regione Toscana. Un ampliamento che avverrà, secondo quanto considerato dalla senatrice, con una modalità di estrazione particolarmente impattante e che avrà la conseguenza di affettare un pezzo di Isola d’Elba.

«Chiediamo al Governo di verificare con la Regione se la pianificazione territoriale sia avvenuta in modo corretto e se tale previsione rispetta le regole di tutela del paesaggio e dell’ambiente – spiega la senatrice di SI – Quell’area, giustamente, è una delle più vincolate d’Italia e non si capisce come si possa pensare di sbancare un’intera collina, compromettendo in maniera definitiva un paesaggio di grande valore come quello elbano».

L’ampliamento è stato contestato duramente da Legambiente Arcipelago toscano che (con il Comune di Capoliveri) ha presentato un’osservazione negli uffici della Regione Toscana ee da un gruppo di cittadini della zona, preoccupati per l’impatto dell’intervento. «Un simile ampliamento avrebbe un enorme impatto paesaggistico e ambientale – dicono dal Cigno Verde – intervenendo su un crinale, invariante secondo gli strumenti urbanistici e il Pit, e su un’area dove sono presenti specie protette dalla direttiva habitat, con boschi misti di lecci, macchia mediterranea e specie di grande valore come le sughere». Anche un gruppo di cittadini, residenti della zona e titolari di imprese nell’area del Buraccio, ha contestato il progetto targato Eurit: «Di questa richiesta di raddoppio della concessione della cava ne siamo venuti a conoscenza per caso, cercando degli atti in Comune – hanno detto alcuni cittadini della zona – per i prossimi 10-15 anni tutto il circondario dovrà convivere con polvere, cavi, rumori, camion che transitano tutto l’anno. È inaccettabile».

A difesa dell’intervento e a favore del dialogo si è schierato il sindaco di Porto Azzurro, Maurizio Papi, che solo pochi giorni fa ha dichiarato: «Sono favorevole all’ampliamento dell’Eurit ma sono anche sicuro che arriveremo ad un accordo – ha detto – non ci dobbiamo dimenticare che nella miniera lavorano 20 persone, quindi 20 famiglie, senza considerare l’indotto, gli autisti e i soldi per il trasporto marittimo, che ammontano ad un milione di euro l’anno. Il lavoro è sacrosanto e quindi viene prima di tutto».

Contrario all’intervento sulla cava Eurit è Ruggero Barbetti, sindaco del Comune confinante di Capoliveri che non ha esitato ad attaccare pubblicamente il collega di Porto Azzurro: «Maurizio Papi è favorevole all'ampliamento dell'Eurit perché dà lavoro a 20 famiglie – ha detto Barbetti – ma è contrario al dissalatore che con la produzione di acqua darebbe lavoro direttamente e indirettamente a più o meno 10.000 famiglie pari a 30.000 abitanti dell'Elba. Misteri della politica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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