Via a un’indagine sul villaggio turistico Faro del Castelluccio
120 abitazioni realizzate in un complesso mai terminato Esposto alla Procura di Livorno di Odorisio De Angelis
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MONTEVERDI. La Procura d di Livorno ha messo sotto osservazione il Faro del Castelluccio, villaggio turistico e residenziale iniziato nei primi anni Duemila e tuttora incompiuto: incaricati dell’indagine i carabinieri, ma il riserbo non consente di stabilire in quale direzione l’inchiesta si stia muovendo. Perché i possibili “obiettivi” sono diversi, quanti almeno i numerosi inviti ad indagare presentati negli anni dai proprietari delle case.
Al Faro del Castelluccio sono circa 120 le abitazioni realizzate, secondo programmi di lottizzazione regolati da convenzioni – e relative fidejussioni – tra i costruttori e il Comune. Diversamente da quanto si aspettavano i proprietari (e dalle promesse ricevute all’atto di acquisto, sostengono alcuni) il complesso turistico dopo una fase iniziale dinamica ha conosciuto rallentamenti, fermate, riprese e ampliamenti così da risultare un cantiere sempre aperto, con opere comuni appena ultimate che vengono messe sottosopra da nuovi interventi.
Poggio del Castelluccio è un luogo bellissimo, contatto con la natura diretto, la vista spazia dalle Colline metallifere alla Val di Cornia, al mar Tirreno: ma tutto ciò passa in secondo piano quando si è costretti a vivere in un cantiere sempre aperto e i disagi non sono mai finiti. Inoltre alcune convenzioni stanno per scadere e molte opere che erano state promesse non risultano completamente realizzate o non ancora fatte: la sistemazione delle aree a verde, il campo da tennis polivalente, il parco giochi per bambini, la segnalazione stradale, il parcheggio di via dei Cerri, la toponomastica che ancora non prevede un numero civico per ogni abitazione. Di tutto ciò si è fatto interprete in Procura il ragioniere Odorisio De Angelis, commercialista a Venturina, ex maresciallo della finanza, proprietario di una delle villette del Castelluccio con vista panoramica. Suo un esposto di giorni addietro, di pochi mesi successivo a quello inviato in agosto sempre alla Procura, ad altri enti e autorità di pubblica sicurezza, col quale segnalava la frettolosa costruzione di muri di sostegno, la condizione di “tratturo” dell’anello stradale attorno al villaggio, difficoltà di rapporti col Comune per l’ottenimento di documentazione tecnica ed altro. Se la Procura adesso si è mossa in seguito alle richieste di De Angelis o di altri (intervenuti sulla questione delle presunte residenze elusive)non è dato sapere, ma di sicuro un’indagine è stata avviata. Può essere che a far scattare gli accertamenti dei carabinieri sia la mancanza di bocchette antincendio segnalata dallo stesso De Angelis nel suo ultimo esposto, motivo di serio allarme al Castelluccio, al punto che si stanno raccogliendo firme dei proprietari per una richiesta d’intervento al sindaco. È successo l’agosto scorso: quando la natura era in pieno stress idrico si sono sviluppati due piccoli incendi, spenti grazie al rapido intervento di alcuni residenti. Poteva prendere fuoco il bosco e il villaggio sarebbe andato in fumo, ma il disastro scongiurato ha evidenziato una carenza – le bocchette antincendio – cui forse nessuno aveva pensato prima. Insomma il “cantiere Faro del Castelluccio” è più che mai aperto. E senza fine prevedibile. Anzi, con effetti per nulla tranquillizzanti: «La società lottizzante Montiverdi Srl risulta essere messa comodamente in liquidazione – scrive nel suo esposto De Angelis – trovando riparo da qualsiasi azione risarcitoria». Mentre il Comune non ha intenzione di prendere in carico le opere previste alla fine della convenzione se non superano il collaudo. Ma quali collaudi sono attivabili quando le opere sono incomplete o non fatte? «Noi proprietari di seconde case qui paghiamo l’Imu come se fossimo al mare, tanti soldi. E il Comune non restituisce nulla»: lo sostiene De Angelis e non è l’unico al Faro del Castelluccio. (g. p.)
Al Faro del Castelluccio sono circa 120 le abitazioni realizzate, secondo programmi di lottizzazione regolati da convenzioni – e relative fidejussioni – tra i costruttori e il Comune. Diversamente da quanto si aspettavano i proprietari (e dalle promesse ricevute all’atto di acquisto, sostengono alcuni) il complesso turistico dopo una fase iniziale dinamica ha conosciuto rallentamenti, fermate, riprese e ampliamenti così da risultare un cantiere sempre aperto, con opere comuni appena ultimate che vengono messe sottosopra da nuovi interventi.
Poggio del Castelluccio è un luogo bellissimo, contatto con la natura diretto, la vista spazia dalle Colline metallifere alla Val di Cornia, al mar Tirreno: ma tutto ciò passa in secondo piano quando si è costretti a vivere in un cantiere sempre aperto e i disagi non sono mai finiti. Inoltre alcune convenzioni stanno per scadere e molte opere che erano state promesse non risultano completamente realizzate o non ancora fatte: la sistemazione delle aree a verde, il campo da tennis polivalente, il parco giochi per bambini, la segnalazione stradale, il parcheggio di via dei Cerri, la toponomastica che ancora non prevede un numero civico per ogni abitazione. Di tutto ciò si è fatto interprete in Procura il ragioniere Odorisio De Angelis, commercialista a Venturina, ex maresciallo della finanza, proprietario di una delle villette del Castelluccio con vista panoramica. Suo un esposto di giorni addietro, di pochi mesi successivo a quello inviato in agosto sempre alla Procura, ad altri enti e autorità di pubblica sicurezza, col quale segnalava la frettolosa costruzione di muri di sostegno, la condizione di “tratturo” dell’anello stradale attorno al villaggio, difficoltà di rapporti col Comune per l’ottenimento di documentazione tecnica ed altro. Se la Procura adesso si è mossa in seguito alle richieste di De Angelis o di altri (intervenuti sulla questione delle presunte residenze elusive)non è dato sapere, ma di sicuro un’indagine è stata avviata. Può essere che a far scattare gli accertamenti dei carabinieri sia la mancanza di bocchette antincendio segnalata dallo stesso De Angelis nel suo ultimo esposto, motivo di serio allarme al Castelluccio, al punto che si stanno raccogliendo firme dei proprietari per una richiesta d’intervento al sindaco. È successo l’agosto scorso: quando la natura era in pieno stress idrico si sono sviluppati due piccoli incendi, spenti grazie al rapido intervento di alcuni residenti. Poteva prendere fuoco il bosco e il villaggio sarebbe andato in fumo, ma il disastro scongiurato ha evidenziato una carenza – le bocchette antincendio – cui forse nessuno aveva pensato prima. Insomma il “cantiere Faro del Castelluccio” è più che mai aperto. E senza fine prevedibile. Anzi, con effetti per nulla tranquillizzanti: «La società lottizzante Montiverdi Srl risulta essere messa comodamente in liquidazione – scrive nel suo esposto De Angelis – trovando riparo da qualsiasi azione risarcitoria». Mentre il Comune non ha intenzione di prendere in carico le opere previste alla fine della convenzione se non superano il collaudo. Ma quali collaudi sono attivabili quando le opere sono incomplete o non fatte? «Noi proprietari di seconde case qui paghiamo l’Imu come se fossimo al mare, tanti soldi. E il Comune non restituisce nulla»: lo sostiene De Angelis e non è l’unico al Faro del Castelluccio. (g. p.)
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