Il Tirreno

Gli operai della Fiom salgono sul tetto di Aferpi

Operai della Fiom con gli striscioni sul tetto di Aferpi (foto Paolo Barlettani)
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Operai della Fiom con gli striscioni sul tetto di Aferpi (foto Paolo Barlettani)

Piombino: striscioni contro Rebrab in vista dell'incontro al ministero fissato per il 30 ottobre: "Il Governo mandi via Cevital". Aderisce anche l'Ugl

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PIOMBINO. Si è conclusa nella mattinata di venerdì 27 la manifestazione davanti ai cancelli della direzione aziendale di Aferpi avviata prima dell'alba da parte dei lavoratori aderenti alla Fiom, in vista dell'incontro al ministero dello Sviluppo economico, il 30 ottobre, sul futuro dell'impianto siderurgico.

VIDEO. Crisi Aferpi, ecco cosa pensano i piombinesi

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È stata inscenata una protesta con la realizzazione di una catena umana davanti ai cancelli della direzione dello stabilimento e degli uffici del commissario straordinario. Alcuni dipendenti sono anche saliti sul tetto degli uffici srotolando uno striscione con scritto «Calenda, l'unica via è mandarlo in Algeria», riferito a Cevital, il gruppo algerino che controlla Aferpi.

VIDEO. Quando Cevital firmò l'accordo

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«Il 30 incontriamo il Governo, per noi - ha affermato David Romagnani, segretario della Fiom durante la manifestazione - non sarà una passerella, vogliamo dal governo risposte precise, Cevital ha fermato questo stabilimento come un treno in corsa e quindi deve lasciare la mano a chi può costruire una prospettiva reale per questo territorio, al tempo stesso è necessario garantire gli ammortizzatori sociali per i lavoratori in attesa della ripresa dell'attività produttiva».

I sindacalisti Fiom (presente Mirco Rota, coordinatore nazionale Fiom per la siderurgia) hanno quindi criticato la scelta di Aferpi che stamani, in occasione della manifestazione Fiom, a cui non hanno aderito Uilm e Fim, ha chiesto ai lavoratori di turno di restare a casa. «Noi non facciamo iniziative sbagliate, vogliamo evidenziare il disagio dei lavoratori e di una città», hanno ribattuto gli aderenti alla Fiom.

ADERISCE ANCHE L'UGL

Alla manifestazione ha aderito anche l'Ugl. "Dalle prime ore dell'alba i lavoratori della ex Lucchini manifestano davanti all'azienda: un gruppo di lavoratori è salito sul tetto dell'ufficio del Commissario straordinario Nardi con le bandiere e con uno striscione con la scritta "Calenda l'unica via  mandarlo in Algeria", ha detto il segretario generale dell'Ugl Metalemeccanici, Antonio Spera. "Il clima a Piombino è sempre più teso - sottolinea il sindacalista -, l'ultimatum che scade martedì 31 ottobre non ha dato nessun risultato positivo e per questa ragione il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda non ha convocato ancora un tavolo di confronto". "Ma il Governo non può lavarsene le mani e deve adesso assumersi la responsabilità di decidere cosa si intende fare del polo siderurgico di Piombino e in generare delle acciaierie italiane". Ecco perché "chiediamo al ministro Calenda - l'appello di Spera - di convocare nelle prossime ore un tavolo urgente con le organizzazioni sindacali e le istituzioni locali alla luce della latitanza e dell'inadempienza di Aferpi".

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