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sospesa l’assemblea degli studenti
Dal fascino degli Etruschi all’allarme per incendio
PIOMBINO. Allarme incendio e assemblea interrotta, con un bel po’ d’anticipo. Unica scelta da fare visto il fumo, la puzza di bruciato e metà delle luci di sala intermittenti. Ieri mattina gli...
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PIOMBINO. Allarme incendio e assemblea interrotta, con un bel po’ d’anticipo. Unica scelta da fare visto il fumo, la puzza di bruciato e metà delle luci di sala intermittenti.
Ieri mattina gli studenti Isis Carducci Volta Pacinotti di Piombino, al cinema teatro Metropolitan, hanno avuto solo il tempo di vedere e apprezzare la prima nazionale del docufilm “Lucumon”, al primo punto all’ordine del giorno. 25 minuti di film, partito tra chiacchere e telefonini accesi, dove il racconto fantastico e la bellezza delle immagini ha preso il sopravvento, richiamando attenzione e suscitando applausi (anche prima della fine). «Applauso che ha tranquillizzato Paolo Vegliò, autore della storia...» ha esordito Fabio Canessa – docente del liceo, anche critico cinematografico – presentando autori e interpreti, professionisti e non, che sedevano in prima fila e sono saliti sul palco. «Storia fantasy – ha proseguito Canessa – dove s’incontrano, non come scoperte archeologiche, ma quasi in sogno la strega di Baratti e l’uomo in ceppi, che da schiavo qui diventa Lucumone, assaltato dal cattivo». Favola dove il vero cattivo non manca, ma gli effetti speciali sono altri. «Baratti, Populonia, l’albergo Italia, il centro storico di Piombino dove sfreccia l’auto della polizia – ha aggiunto Canessa – ma soprattutto l’utilizzo dei droni per panoramiche eccezionali». Magia, bellezza condivise da quanti si sono impegnati nella realizzazione del mediometraggio. Mario Diodati, tra i personaggi più apprezzati dai ragazzi: «Qui con mio padre negli anni Settanta – ha raccontato – ho il mistero e il fascino degli Etruschi nel cuore» e l’ha riflesso sullo schermo. Regia e Dop Demetrio Caracciolo «docufilm con fini didattici che non si è fatto mancare niente. Non conoscevo questo territorio e sono grato a Paolo Vegliò».
Gran parte delle scene in costume nel parco archeologico di Baratti e Populonia.
«Così – ha ricordato il piombinese Vegliò, che da restauratore di marmi è ormai pilota di droni e pure scrittore – si sono potuti realizzare salti temporali con 3000 anni di differenza, tra gli Etruschi con re e dei che donano pace e serenità. Poi Piombino, nel presente, alla vita di tutti i giorni, con risvolti particolari». Applausi. Finiscono le emozioni, comincia l’assemblea.
«Puzza di bruciato, con le luci di sala a sinistra che tremavano e ad un certo punto si sono spente – hanno raccontato i ragazzi che sedevano in platea, una volta tornati a casa – Odore di plastica bruciata insostenibile. Da sotto il palco sembrava uscisse fumo». Sul posto i vigili del fuoco. L’allarme è cessato in pochi minuti, ma il Metropolitan era già stato evacuato per sicurezza. A quanto confermano dal cinema né in sala né nei corridoi micce o materiale bruciato.
Comunque saltata l’elezione dei candidati del consiglio d’istituto, che si farà direttamente a scuola. (c. c.)
Ieri mattina gli studenti Isis Carducci Volta Pacinotti di Piombino, al cinema teatro Metropolitan, hanno avuto solo il tempo di vedere e apprezzare la prima nazionale del docufilm “Lucumon”, al primo punto all’ordine del giorno. 25 minuti di film, partito tra chiacchere e telefonini accesi, dove il racconto fantastico e la bellezza delle immagini ha preso il sopravvento, richiamando attenzione e suscitando applausi (anche prima della fine). «Applauso che ha tranquillizzato Paolo Vegliò, autore della storia...» ha esordito Fabio Canessa – docente del liceo, anche critico cinematografico – presentando autori e interpreti, professionisti e non, che sedevano in prima fila e sono saliti sul palco. «Storia fantasy – ha proseguito Canessa – dove s’incontrano, non come scoperte archeologiche, ma quasi in sogno la strega di Baratti e l’uomo in ceppi, che da schiavo qui diventa Lucumone, assaltato dal cattivo». Favola dove il vero cattivo non manca, ma gli effetti speciali sono altri. «Baratti, Populonia, l’albergo Italia, il centro storico di Piombino dove sfreccia l’auto della polizia – ha aggiunto Canessa – ma soprattutto l’utilizzo dei droni per panoramiche eccezionali». Magia, bellezza condivise da quanti si sono impegnati nella realizzazione del mediometraggio. Mario Diodati, tra i personaggi più apprezzati dai ragazzi: «Qui con mio padre negli anni Settanta – ha raccontato – ho il mistero e il fascino degli Etruschi nel cuore» e l’ha riflesso sullo schermo. Regia e Dop Demetrio Caracciolo «docufilm con fini didattici che non si è fatto mancare niente. Non conoscevo questo territorio e sono grato a Paolo Vegliò».
Gran parte delle scene in costume nel parco archeologico di Baratti e Populonia.
«Così – ha ricordato il piombinese Vegliò, che da restauratore di marmi è ormai pilota di droni e pure scrittore – si sono potuti realizzare salti temporali con 3000 anni di differenza, tra gli Etruschi con re e dei che donano pace e serenità. Poi Piombino, nel presente, alla vita di tutti i giorni, con risvolti particolari». Applausi. Finiscono le emozioni, comincia l’assemblea.
«Puzza di bruciato, con le luci di sala a sinistra che tremavano e ad un certo punto si sono spente – hanno raccontato i ragazzi che sedevano in platea, una volta tornati a casa – Odore di plastica bruciata insostenibile. Da sotto il palco sembrava uscisse fumo». Sul posto i vigili del fuoco. L’allarme è cessato in pochi minuti, ma il Metropolitan era già stato evacuato per sicurezza. A quanto confermano dal cinema né in sala né nei corridoi micce o materiale bruciato.
Comunque saltata l’elezione dei candidati del consiglio d’istituto, che si farà direttamente a scuola. (c. c.)
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