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Aferpi, Calenda venga in città dopo l’incontro

Aferpi, Calenda venga in città dopo l’incontro

La richiesta dei 5 Stelle in una lettera aperta inviata al ministro dello Sviluppo economico

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PIOMBINO. Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle ha scritto una lettera aperta al ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda.

Nella lettera i 5 stelle chiedono al ministro, in previsione del confronto con la proprietà di Aferpi prima della scadenza dell’ultimatum del 31 ottobre, «di venire sul territorio a riferire gli esiti dell’incontro, una volta avvenuto, nel più breve tempo possibile, in una pubblica assemblea, di fronte a lavoratori e cittadini».

Daniele Pasquinelli, Susy Ninci, Andrea Lessi, Mario Gottini, sottolineano «che anche l’ultima strada che ci era stata proposta, legata al gruppo Cevital, si è ormai rivelata impercorribile. I lavoratori del settore siderurgico piombinese, che fra diretti ed indotto si stimano intorno alle 4.000 unità, sono ormai allo stremo delle forze. Queste persone, oltre a non avere prospettive per il futuro, non riescono più a far fronte alle proprie necessità di base, come testimonia il numero degli sfratti esecutivi in vertiginoso aumento nel nostro Comune. Questa situazione – proseguono – non può che riflettersi su tutto il tessuto sociale che sta vivendo, senza timore di smentita, la situazione più critica dal dopoguerra. Troppe volte ci è stata presentata la luce in fondo al tunnel e per troppe volte questa luce si è trasformata in una bolla di sapone».

Quindi, citando le previsioni dell’addendum firmato il 30 giugno, e cioè l’obbligo per Aferpi di presentare entro il 31 ottobre «un nuovo e attendibile piano industriale, corredato da un piano certificato di finanziamento degli investimenti e un eventuale partner industriale per il settore siderurgico, pena la risoluzione del contratto di cessione», i 5 Stelle chiedono a Calenda di «osservare la massima chiarezza e trasparenza», appunto in un incontro pubblico a Piombino.

«La nostra città si sta chiedendo ormai da troppo tempo quale sarà il proprio futuro – spiegano i 5 Stelle – e pare ormai chiaro che la siderurgia non potrà più essere il cardine della tenuta occupazionale, futuro che in ogni caso non può prescindere dal recupero delle enormi aree occupate dagli impianti in disuso. Qualsiasi tipo di sviluppo economico non può essere programmato senza una fotografia chiara e realistica della situazione di partenza. La sua presenza sul territorio – concludono rivolti al ministro – sarebbe la possibile testimonianza di un rinnovato impegno per la risoluzione della crisi economica del nostro territorio».



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