Il Tirreno

«L’accordo su Metasalute ci penalizzerà»

di Valeria Parrini
«L’accordo su Metasalute ci penalizzerà»

Il presidente della Cassa mutua integrativa teme contraccolpi dall’intesa tra Aferpi e organizzazioni sindacali

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PIOMBINO. La Cassa mutua integrativa teme contraccolpi dall’accordo appena siglato tra Aferpi e sindacati a favore di Metasalute.

L’intesa prevede il passaggio gratuito di tutti i lavoratori al fondo privato insieme ai 156 euro annui per ciascuno di loro, a carico dell’azienda, previsti dal contratto nazionale dei metalmeccanici fino al dicembre 2020. Passaggio che include anche gli iscritti alla Cmi che, in questo caso, rimarrebbero con entrambe le coperture, continuando a versare 0,65 centesimi al mese allo storico ente di via Pascoli. Nelle cui casse Aferpi ha smesso di versare la quota-parte di 0,25 cent.

Le strutture convenzionate con Metasalute, a Piombino, sono Sanitas e il Centro medico in piazza della Costituzione.

«E’ triste essere costretti a ricordare la storia, l’attività e i principi che seguiamo da sempre, a chi reputa una conquista quell’intesa. Siamo una società di mutuo soccorso, non un’assicurazione privata con la quale non possiamo e non vogliamo competere», commenta il presidente, Fabrizio Pennati.

In una nota chiede apertamente solidarietà. E ricorda che in caso di disdetta a Metasalute, quei 156 euro a iscritto potrebbero andare alla Cmi «per migliorare il servizio, aumentare le prestazioni rimborsabili, incrementando gli accessi dei medici e aprendosi ad altre specialistiche».

Dalla sua, l’Integrativa ha il fatto di assistere anche i pensionati e che, per statuto, copre i rimborsi ai coniugi ed ai conviventi del titolare che non superano i 13.000 euro annui. «Non ci fermiamo a quota 2.840 prevista da alcune assicurazioni. Diamo, inoltre, la possibilità di effettuare le visite all'interno della nostra struttura e di usufruire delle convenzioni esterne anche ai genitori del titolare, ai conviventi/coniugi e figli non fiscalmente a carico», afferma il presidente. Che nell’elenco mette anche uno sportello aperto al pubblico dal lunedì al venerdì a cui è possibile rivolgersi per appuntamenti ed informazioni, e un servizio infermieristico professionale.

A Pennati sarebbe piaciuto, dopo un secolo di storia al servizio dei lavoratori dello stabilimento e dell’indotto, una presa di posizione decisa a favore dell'ente che presiede e che conta circa 7.500 iscritti: oltre un migliaio di lavoratori attivi, altrettanti pensionati e il resto familiari.

«Il contratto nazionale dei metalmeccanici riconosce forme di sanità integrativa preesistenti. E poi - ricorda - c’è l’accordo del giugno 2015 con Aferpi che conferma il nostro ruolo. Purtroppo quella presa di posizione ferma, non c’è stata».

A questo punto in via Pascoli sperano di poter trovare un accordo in vista della firma del contratto di armonizzazione prevista entro l’anno «e mantenere attivo il mutualismo a Piombino. Siamo sopravvissuti a testa alta al fascismo, alla seconda guerra mondiale, alla privatizzazione della siderurgia, alle crisi economiche e politiche. Non pensavamo di ritrovarci nel 2017 a combattere ancora. La mutualità volontaria - riprende Pennati - è una delle prime forme di associazione antielitaria, autogestita dalle classi lavoratrici. Noi difendiamo la sanità pubblica mentre ci sembra di intravedere il tentativo di spingerci verso il modello sanitario statunitense. Speriamo possa svilupparsi una riflessione», chiude il presidente.

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