Il Tirreno

Tomba dei Carri al restauro ma il corredo resta a Firenze

di Claudia Guarino
Tomba dei Carri al restauro ma il corredo resta a Firenze

I reperti sono nei magazzini del Museo archeologico nazionale di Firenze Bocciata la richiesta di riportarli in città per esporli in Cittadella

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PIOMBINO. Un carro da guerra, poi completamente ricostruito, e le ruote di un secondo calesse. Pendenti d’oro, frammenti di coltelli, asce e lance, un corno musicale di bronzo e i resti di un altro corno, rivestito d’oro.

La tomba dei Carri è il più monumentale dei sepolcri della necropoli del parco archeologico di Baratti e sarà restaurata grazie ai fondi europei veicolati dal programma regionale Por Fesr 2014-2020 legato alle città dell’Etruria in Toscana.

I reperti del suo corredo, invece, si trovano nei magazzini del Museo archeologico nazionale di Firenze. Considerati pezzi di pregio e impiegati periodicamente per varie mostre, organizzate sia Italia sia all’estero, ma non vengono esposti permanentemente «per questioni di spazio – sottolinea Giuseppina Carlotta Cianferoni, curatrice della sezione etrusca del museo fiorentino – Cerchiamo di mostrare il materiale che abbiamo a rotazione, nel tempo restante molti reperti sono conservati nel magazzino del museo. Tuttavia i carri sono esposti spesso, essendo frequentemente impiegati per le mostre. Nei prossimi mesi andranno in Germania».

Nel tempo, sono state fatte delle richieste da parte dell’amministrazione per portare stabilmente il corredo a Piombino, Francesco Ghizzani Marcìa, presidente della società Parchi Val di Cornia, tempo fa aveva spiegato al Tirreno che «il pensiero di riportarlo qui c’è, potrebbe stare nel Museo di Cittadella, ma ci sarebbe da fare un lavoro burocratico non semplice, perché si sono stratificate diverse forme di gestione».

Il Comune, inoltre, aveva avviato un dialogo con la Soprintendenza per vagliare questa possibilità, ma le recenti leggi di riforma hanno attribuito i reperti dei depositi ai musei stessi, nel caso specifico, quelli della tomba dei Carri al Polo museale della Toscana, per cui «il corredo, essendo inserito nel patrimonio del museo di Firenze, rimarrà lì. Potrà però, essere portato a Piombino per un’esposizione», dice Paola Pellegrini, assessora alla cultura .

«Il corredo della tomba dei Carri – aggiunge Cianferoni - si trova a Firenze da sempre. Prima faceva parte del museo topografico dell’Etruria, distrutto negli anni 60 da un’alluvione. I reperti di pregio più antichi contribuiscono a definire l’identità del museo e non possono essere spostati in via definitiva».

Quindi a Piombino il corredo potrà essere esposto, ma solo, eventualmente, per una mostra temporanea. «Quello di Piombino è comunque un patrimonio archeologico significativo – sottolinea Pellegrini – e la sua valorizzazione è importantissima. Il progetto sugli Etruschi che ha ottenuto tramite la Regione finanziamenti europei va in questa direzione. Perché i turisti non scelgono solo il mare; molti visitano parchi e musei». Il progetto prevede una serie di lavori da compiere su acropoli e necropoli, accompagnati da un nuovo accesso al parco e dal miglioramento della segnaletica. La tomba dei Carri presenta fenomeni (anche) di corrosione, scagliatura delle rocce, con una lastra del soffitto spezzata e riparata con barre in ferro e successive puntellature con tavoloni. Per il suo restauro sono previsti, tra gli altri, interventi di pulitura per la rimozione dei depositi superficiali e delle incrostazioni ed è in programma la sostituzione dei puntellamenti con telai in acciaio. Perché Baratti non è solo spiaggia. E l’archeologia è già parte integrante del patrimonio ed è un elemento non trascurabile per un sostanziale incremento di sviluppo turistico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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