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Con il ricorso ai garanti possibile spostamento del voto

PIOMBINO. Nel caos delle tessere, fra accuse e controaccuse delle due mozioni in corsa per il congresso del Partito Democratico, alla fine c’è il rischio concreto che il congresso stesso slitti di...

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PIOMBINO. Nel caos delle tessere, fra accuse e controaccuse delle due mozioni in corsa per il congresso del Partito Democratico, alla fine c’è il rischio concreto che il congresso stesso slitti di qualche giorno.

Questo perché nel ricorso presentato dalla mozione Anselmi–Roventini contro la “non certificazione” di circa 320 tessere, si chiede, fra le altre cose, che si arrivi al voto con un’anagrafe chiara e condivisa. In sostanza, che si sappia chi sono quelli che vanno a votare e che lo si faccia dopo il pronunciamento sul ricorso stesso. Questo potrebbe portare a un allungamento dei tempi. E magari consentire anche agli animi di rasserenarsi un po’, visto che, dopo il voto, le due mozioni dovranno trovare un’intesa in vista dei prossimi appuntamenti. Anche se non sembra, in fondo sarebbero tutti dello stesso partito.

Intanto ieri un gruppo di sostenitori della mozione Anselmi-Roventini ha diffuso un comunicato. «Di fronte al congresso locale del Pd – scrivono – si è manifestata una crescente attenzione che ha portato centinaia di persone in tutto il territorio ad iscriversi. Un fatto rilevante legato ad una straordinaria volontà di partecipazione e ad una richiesta di cambiamento. Dovrebbe essere un motivo di orgoglio accogliere centinaia di nuovi iscritti in un tempo in cui la politica viene percepita come distante o altra rispetto alla vita delle persone. Quando cresce la partecipazione è sempre un dato positivo se ciò avviene di fronte a persone reali che liberamente la esercitano. Il pronunciamento con una risicatissima maggioranza della commissione di garanzia a seguito del quale sono state cacciate centinaia e centinaia di persone dal Pd desta sconcerto e rappresenta una gravissima lesione democratica. Crediamo che questa pagina nera produrrà un danno per tutto il Pd e andrà oltre il Pd. È inammissibile che ad una settimana dalla chiusura delle iscrizioni non sia stata ancora certificata nessuna anagrafe degli iscritti. Perché non si vuole far sapere chi ad oggi è iscritto al Pd? Perché la commissione di garanzia ha approvato dei numeri e non ha verificato i nomi? Perché è stata vietata un’iscrizione effettuata su dei moduli originali ed invece consentita su dei moduli fotocopiati? Quegli stessi segretari di circolo che hanno segnalato l’irregolarità della nostra iscrizione perché non hanno fatto altrettanto di fronte a delle fotocopie? In tutta questa vicenda che non è solo regolamentare ma attiene alla gestione di tutta la fase pre-congressuale sono evidenti le pesanti responsabilità del segretario Valerio Fabiani. Un segretario che realmente rappresenta tutti avrebbe contribuito a creare condizioni di condivisione. Non si è mai visto un segretario uscente fare l’ultras per il suo successore preferito. Fabiani porta la responsabilità politica di aver condotto il partito in questa situazione».

Sulla vicenda delle tessere, in un post di sostegno a Carla Maestrini, ieri è intervenuta anche Silvia Velo: «Purtroppo non è cominciato bene questo congresso, con scontri e veleni ben al di sopra dei livelli di guardia. Sono le commissioni preposte, a cui dovremmo dare fiducia, a decidere sulle presunte irregolarità delle procedure di iscrizioni (su questo punto io non nutro molti dubbi). Tuttavia sul piano politico ritengo quanto accaduto inaccettabile. Questa convinzione l’ho espressa sia ai dirigenti del Pd regionale, sia a quelli del Pd nazionale; nel primo caso ho trovato solo un vago e auto assolutorio tentativo di buttare la palla in calcio d’angolo, nel secondo un’assoluta comprensione del mio sconcerto. Ovviamente, sono anche io rammaricata per i cittadini coinvolti che non hanno nessuna responsabilità, ma francamente attribuire tale responsabilità a chi segnala una procedura irregolare, piuttosto che a chi la pratica, mi pare eccessivo».

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