Il Tirreno

Le minoranze salvano la seduta

di Valeria Parrini
Le minoranze salvano la seduta

Numero legale a rischio mentre era l’ultimo giorno per evitare una sanzione di 200mila euro a carico del Comune

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Seduta consiliare per pochi. Il numero legale (fissato in 13 presenti) è stato mantenuto grazie alle opposizioni a cui la maggioranza ha chiesto espressamente di rimanere almeno il tempo di discutere delle società partecipate in rapporto ai requisiti fissati dalla legge Madia.

Perchè la giunta ha agito in zona Cesarini. Era l’ultimo giorno utile per affrontare l’argomento «pena - si sono raccomandati a più voci dalla maggioranza - una sanzione di 200 mila euro a carico del Comune».

Dopo la sospensione dei lavori proposta dal presidente Angelo Trotta, si sono riunti i capigruppo che hanno accolto la richiesta di Rinaldo Barsotti (Pd). Quindi, il rientro in sala consiliare dove l’assessore Ilvio Camberini ha spiegato la delibera. Bocciata in pieno, però, da tutte le opposizioni - Rifondazione, Forza Italia-Ferrari sindaco, Un’altra Piombino, Ascolta Piombino e Movimento Cinque stelle - con l’aggiunta di Sinistra per Piombino, alleata dei Democratici.

La delibera è passata con i voti dei Democratici dalle cui fila mancavano in quattro. Assenze tutte giustificate. Come quelle dei consiglieri di opposizione.

Dopo il voto, minoranze fuori. Tranne Riccardo Gelichi (Ascolta Piombino) per il quale la seduta avrebbe potuto continuare. Ma i numeri a quel punto non c’erano e la porta si è chiusa alle spalle di tutti.

Solo oggi le opposizioni dirameranno un comunicato ufficiale congiunto. Di sicuro evidenzieranno il senso di responsabilità mostrato nei confronti dei cittadini. Perchè, alla fine, la sanzione l’avrebbero pagata loro.

E’ possibile che qualche passaggio sia riservato alle assenze tra i banchi dei Democratici con riferimenti alla battaglia in corso per la leadership della federazione e dell’unione comunale, e al rischio che pesi sulla gestione dell’attività istituzionale. E, quindi, sulla vita della città.

Nel presentare la delibera, Camberini ha ricordato che secondo la legge “Madia”, devono essere alienate o razionalizzate le partecipazioni che non si occupano di produzione di beni e servizi strettamente necessari al perseguimento delle finalità istituzionali del comune, società che risultino prive di dipendenti o abbiano un numero di amministratori superiori a quelle dei dipendenti, partecipazioni in società che svolgono attività analoghe o simili a quelle svolte da altre società partecipate, società che nel triennio 2013-2015 abbiano conseguito un fatturato medio non superiore a 500mila euro. Le due aziende che, secondo Camberini, non rispettano il decreto “Madia” e che verranno per questo alienate dal Comune sono Fidi Toscana spa e la società CET – Società consortile Energia Toscana scrl.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web