Il presidio
Assegni clonati, cinque elbani denunciati dai carabinieri
Riscuotevano indebitamente i risarcienti danni liquidati dalle compagnie assicurative: dovranno difendersi dall'accusa di truffa e falsità in titolo di credito
PORTOFERRAIO. Versavano regolarmente degli assegni clonati e contraffatti (veniva cambiato il nome del beneficiario) in conti correnti aperti proprio con questo fine negli istituti bancari e postali dell’isola d’Elba. Per questo cinque persone, tutte residenti all’Elba, sono state denunciate per il reato di truffa e falsità in titolo di credito.
Quei soldi, in realtà, erano le liquidazioni di risarcimenti danni emesse da varie compagnie di assicurazione a favore di beneficiari totalmente inconsapevoli di quanto, sotto traccia, stava accadendo. Gli assegni venivano intercettati prima di essere recapitati ai legittimi beneficiari che, in genere, si accorgevano che qualcosa non andava solo quando i pagamenti erano già stati incassati.
I cinque elbani, secondo quanto ritengono i carabinieri, facevano parte di una vera e propria organizzazione, ben rodata, nel campo delle truffe agli enti assicurativi. Le indagini. Il meccanismo messo in piedi per raggirare le compagnie di assicurazioni e i beneficiari degli assegni era ormai ben oleato. I cinque protagonisti della vicenda, poi finiti nel mirino dei carabinieri, sono riusciti a mettere le mani su un certo numero di assegni a loro intestati (in seguito alla contraffazione fraudolenta del nome del beneficiario, compiuta da soggetti ancora non identificati dai carabinieri) che riproducevano esattamente i dati e le coordinate dei titoli originali, emessi per lo più dalle compagnie di assicurazione come risarcimenti di danni. Gli stessi assegni, secondo la ricostruzione dei carabinieri, venivano intercettati da qualcuno (a tale proposito le indagini stanno andando avanti) prima che il reale beneficiario ne entrasse in possesso.
È a questo punto che gli elbani, poi denunciati, entrano in gioco: una volta messe le mani sugli assegni, versavano la quota nei conti correnti aperti sull’isola e prelevano i soldi contanti prima che i beneficiari si rendessero conto di quanto stava accadendo. I veri destinatari, in genere, attendevano dei giorni prima di fare denuncia e si rendevano conto che l’assegno, in realtà, risultava già emesso e incassato. E quando si provvedeva a bloccarlo, il denaro era già finito nelle mani dell’organizzazione.
Sono state le segnalazioni di alcuni responsabili delle filiali elbane delle compagnie assicurative, che si sono resi conto di movimenti strani, a mettere i carabinieri sulla strada giusta. I militari elbani hanno compiuto delle indagini accurate e sono riusciti a bloccare tre dei cinque denunciati mentre, in contemporanea, versavano gli assegni presso diverse banche dell’isola. Le indagini seguenti, a cura dei carabinieri del nucleo operativo e della stazione di Campo nell’Elba, sono servite a ricostruire il numero degli assegni versati, per un importo complessivo di 30mila euro, e a denunciare altre due persone residenti all’isola d’Elba.
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