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Notte dei ricercatori, il Mosaico del Granduca a Vignale Riotorto
di Cecilia Cecchi
Domani (dalle 19) si visita il cantiere alla luce delle torce Poi cena d’epoca. Scavo aperto al pubblico fino al 13 ottobre
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VIGNALE RIOTORTO. A Vignale Riotorto per la notte dei ricercatori (domani sera). “Il mosaico del Granduca” protagonista, da scoprire alla luce delle torce. Alle 19 apertura del cantiere e saranno proprio gli archeologi del progetto “Uomini e cose a Vignale” a guidare i visitatori indietro nel tempo, fino al 1830.
«Esattamente come due secoli fa – conferma Elisabetta Giorgi qui da sempre insieme a Enrico Zanini (Università di Siena) – il Granduca di Toscana Leopoldo II, il conte Lelio Franceschi e l’ingegnere idraulico Alessandro Manetti discuteranno del mosaico appena scoperto».
Nel corso della serata cena d’epoca con specialità maremmane a cura dell’Associazione cultura e spettacolo Riotorto, della squadra al cinghiale “La Setola” Riotorto e della sezione Soci Coop Riotorto. Opportunità di parlare di nuovo del mosaico ritrovato di Vignale, della storia e delle testimonianze che sono il corpo di questo progetto di archeologia pubblica portato avanti dal dipartimento di scienze storiche e dei beni culturali dell’Università di Siena (col sostegno del Comune). Scavo archeologico, lungo la Vecchia Aurelia dai resti della mansio romana, che va avanti, dall’inizio nel 2003. E dal 2014 anche il m osaico, importantissimo dal punto di vista storico col cambio di passo per il progetto. Dopo più di un secolo è stato riportato alla luce e fatto visitare: in tutto una quarantina di metri quadrati di tessere che lo rendono il mosaico più grande dell’epoca – I a. C. almeno oltre il V d. C. – della Toscana (e probabilmente di tutta l’Italia centrale). Scavi che “vivono” a stretto contatto con la scuola e la comunità locale: come confermano pure le associazioni impegnate per la serata di domani. «Quest’anno – spiega ancora Giorgi – ci siamo concentrati di più su tutta l’area già indagata nel periodo ottocentesco, sullo scavo del 1831 fatto dagli operai di Leopoldo in occasione dell’apertura del cantiere della Regia Emilia: l’area della villa, della stanza del mosaico. Notazioni risultate chiare dopo le ricerche negli archivi e questo racconteremo ai partecipanti, una pagina di storia dall’Ottocento ai giorni nostri, con una documentazione molto dettagliata».
Lo scavo archeologico procede. «Stiamo valutando – dice l’archeologa – i problemi relativi alla cisterna, enorme e che non si chiude come credevamo... Dalle terme? Appena rivelati resti di una vasca foderata di marmo e “riscaldata”, sempre di epoca tardo antica». Sul sito già ospitati alunni delle elementari di Diaccioni e Riotorto.
C’è tempo fino al 13 ottobre per vistare l’area di ricerca.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Esattamente come due secoli fa – conferma Elisabetta Giorgi qui da sempre insieme a Enrico Zanini (Università di Siena) – il Granduca di Toscana Leopoldo II, il conte Lelio Franceschi e l’ingegnere idraulico Alessandro Manetti discuteranno del mosaico appena scoperto».
Nel corso della serata cena d’epoca con specialità maremmane a cura dell’Associazione cultura e spettacolo Riotorto, della squadra al cinghiale “La Setola” Riotorto e della sezione Soci Coop Riotorto. Opportunità di parlare di nuovo del mosaico ritrovato di Vignale, della storia e delle testimonianze che sono il corpo di questo progetto di archeologia pubblica portato avanti dal dipartimento di scienze storiche e dei beni culturali dell’Università di Siena (col sostegno del Comune). Scavo archeologico, lungo la Vecchia Aurelia dai resti della mansio romana, che va avanti, dall’inizio nel 2003. E dal 2014 anche il m osaico, importantissimo dal punto di vista storico col cambio di passo per il progetto. Dopo più di un secolo è stato riportato alla luce e fatto visitare: in tutto una quarantina di metri quadrati di tessere che lo rendono il mosaico più grande dell’epoca – I a. C. almeno oltre il V d. C. – della Toscana (e probabilmente di tutta l’Italia centrale). Scavi che “vivono” a stretto contatto con la scuola e la comunità locale: come confermano pure le associazioni impegnate per la serata di domani. «Quest’anno – spiega ancora Giorgi – ci siamo concentrati di più su tutta l’area già indagata nel periodo ottocentesco, sullo scavo del 1831 fatto dagli operai di Leopoldo in occasione dell’apertura del cantiere della Regia Emilia: l’area della villa, della stanza del mosaico. Notazioni risultate chiare dopo le ricerche negli archivi e questo racconteremo ai partecipanti, una pagina di storia dall’Ottocento ai giorni nostri, con una documentazione molto dettagliata».
Lo scavo archeologico procede. «Stiamo valutando – dice l’archeologa – i problemi relativi alla cisterna, enorme e che non si chiude come credevamo... Dalle terme? Appena rivelati resti di una vasca foderata di marmo e “riscaldata”, sempre di epoca tardo antica». Sul sito già ospitati alunni delle elementari di Diaccioni e Riotorto.
C’è tempo fino al 13 ottobre per vistare l’area di ricerca.
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