Il presidio
«Le nostre società in regola con la Madia»
L’assessore Camberini presenta al consiglio la ricognizione sulle partecipate ma per i 5 Stelle la normativa non è rispettata
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PIOMBINO. Rapporto tra Società in cui è presente il Comune e legge Madia: per la giunta non ci sono problemi.
Nella seduta di venerdì l’assessore Ilvio Camberini porterà in approvazione una ricognizione e le finalità di tutte le partecipate. Solo da due, – Fidi Toscana e Cet (Società consortile energia toscana) – il Comune uscirà, rilevando che «non svolgono attività e servizi strettamente necessari per il perseguimento delle finalità istituzionali del Comune».
Per le altre, nella logica dell’assessorato, il discorso è diverso. Si tratta di Atm, Asiu-Rimateria, Parchi Val di Cornia, la Sgf (farmacie), Piombino patrimoniale, Casalp.
In qualche caso la giunta riconosce che si è al limite dei contenuti della griglia rigidissima imposta dalla legge. Tanto da introdurre dei correttivi. Ma fa prevalere su tutto l’interesse collettivo. Della serie, ci servono anche se non rispettano i requisiti. Ed è questo che fa anticipare al Movimento 5 stelle il voto contrario. Perché rileva, in ciascun caso, il non rispetto dei vincoli. E quindi non trova opportuno che sia il consiglio comunale ad approvare l’atto, lavando le mani della giunta anche nel caso di una eventuale stroncatura della Corte dei Conti.
Si parte da un giudizio estremamente negativo sulla legge, propedeutica ad una privatizzazione di servizi. «Ora però c’è, è un pastrocchio ma c’è, e nel merito e nella forma va rispettata. Si preferisce invece interpretarla scaricando le responsabilità sui consiglieri. Se le assuma la giunta, le responsabiltà», afferma il capogruppo Daniele Pasquinelli.
Qualche esempio di quelle che definisce incongruenze. «La Patrimoniale in qualche modo si avvicina di più al rispetto della normativa. Espleta servizi che l’ente dovrebbe svolgere in proprio. Manca però il requisito dei 500 mila euro di fatturato negli ultimi 5 anni perché chiude sempre a zero: la riscossione dei tributi o delle affissioni va direttamente nelle casse del Comune», spiega Pasquinelli.
Passando alle farmacie, il conflitto rilevato sta nel fatto che il servizio non rientra tra quelli istituzionali dell’ente, come previsto dalla Madia, e l’azione si esercita sul libero mercato. Per Asiu-Rimateria: di competenza dell’ente sono lo spazzamento e la raccolta rifiuti, fatti da Sei. Non lo smaltimento. «Va benissimo il controllo pubblico sullo smaltimento. Ma la legge esiste. Infine Atm: c’è l’obbligo per il Comune di intervenire nel trasporto pubblico. La Madia però – aggiunge – esclude la presenza in società senza dipendenti o presenti in numero inferiore agli amministratori. Qua di amministratori ce ne sono 3 e di lavoratori neanche uno». Insomma i Cinque stelle non contestano tanto le scelte quanto le discrepanze con la legge. «Alla giunta non fa difetto il decisionismo. Perché stavolta vuole scaricare responsabilità sul consiglio comunale»? La domanda di Pasquinelli, alla fine, è questa. (v. p.)
Nella seduta di venerdì l’assessore Ilvio Camberini porterà in approvazione una ricognizione e le finalità di tutte le partecipate. Solo da due, – Fidi Toscana e Cet (Società consortile energia toscana) – il Comune uscirà, rilevando che «non svolgono attività e servizi strettamente necessari per il perseguimento delle finalità istituzionali del Comune».
Per le altre, nella logica dell’assessorato, il discorso è diverso. Si tratta di Atm, Asiu-Rimateria, Parchi Val di Cornia, la Sgf (farmacie), Piombino patrimoniale, Casalp.
In qualche caso la giunta riconosce che si è al limite dei contenuti della griglia rigidissima imposta dalla legge. Tanto da introdurre dei correttivi. Ma fa prevalere su tutto l’interesse collettivo. Della serie, ci servono anche se non rispettano i requisiti. Ed è questo che fa anticipare al Movimento 5 stelle il voto contrario. Perché rileva, in ciascun caso, il non rispetto dei vincoli. E quindi non trova opportuno che sia il consiglio comunale ad approvare l’atto, lavando le mani della giunta anche nel caso di una eventuale stroncatura della Corte dei Conti.
Si parte da un giudizio estremamente negativo sulla legge, propedeutica ad una privatizzazione di servizi. «Ora però c’è, è un pastrocchio ma c’è, e nel merito e nella forma va rispettata. Si preferisce invece interpretarla scaricando le responsabilità sui consiglieri. Se le assuma la giunta, le responsabiltà», afferma il capogruppo Daniele Pasquinelli.
Qualche esempio di quelle che definisce incongruenze. «La Patrimoniale in qualche modo si avvicina di più al rispetto della normativa. Espleta servizi che l’ente dovrebbe svolgere in proprio. Manca però il requisito dei 500 mila euro di fatturato negli ultimi 5 anni perché chiude sempre a zero: la riscossione dei tributi o delle affissioni va direttamente nelle casse del Comune», spiega Pasquinelli.
Passando alle farmacie, il conflitto rilevato sta nel fatto che il servizio non rientra tra quelli istituzionali dell’ente, come previsto dalla Madia, e l’azione si esercita sul libero mercato. Per Asiu-Rimateria: di competenza dell’ente sono lo spazzamento e la raccolta rifiuti, fatti da Sei. Non lo smaltimento. «Va benissimo il controllo pubblico sullo smaltimento. Ma la legge esiste. Infine Atm: c’è l’obbligo per il Comune di intervenire nel trasporto pubblico. La Madia però – aggiunge – esclude la presenza in società senza dipendenti o presenti in numero inferiore agli amministratori. Qua di amministratori ce ne sono 3 e di lavoratori neanche uno». Insomma i Cinque stelle non contestano tanto le scelte quanto le discrepanze con la legge. «Alla giunta non fa difetto il decisionismo. Perché stavolta vuole scaricare responsabilità sul consiglio comunale»? La domanda di Pasquinelli, alla fine, è questa. (v. p.)
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