Italia
Arresti domiciliari per i due sorpresi in scooter col fucile
PIOMBINO. Arresto convalidato ieri mattina a Livorno per Alessio Dondoli e Andrea Mancini, accusati di ricettazione e porto abusivo d’arma.Il giudice per le indagini preliminari, Marco Saquegna ha...
2 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. Arresto convalidato ieri mattina a Livorno per Alessio Dondoli e Andrea Mancini, accusati di ricettazione e porto abusivo d’arma.
Il giudice per le indagini preliminari, Marco Saquegna ha poi disposto per i due gli arresti domiciliari, mentre il sostituto procuratore Antonella Tenerani aveva chiesto per entrambi la custodia cautelare in carcere.
Dondoli e Mancini (difesi rispettivamente da Elena Parietti e Paola Ciulli) hanno sostenuto che la notte in cui sono stati sorpresi dai carabinieri con un borsone contenente un fucile semiautomatico “Franchi” calibro 12 con le matricole della cassa e della canna abrase, un coltello lungo 20 centimetri, una torcia elettrica, guanti in pile e una paletta da segnalazione stradale con scritto “Protezione Civile – Volontariato”, in realtà erano andati a sparare in campagna a dei barattoli. E che quindi sono stati trovati senza munizioni proprio perché le avevano già usate.
Da questo luogo di campagna stavano ritornando, secondo quanto hanno raccontato, quando a Fiorentina hanno incrociato una pattuglia dei carabinieri, decidendo di invertire la marcia dello scooter e di darsi alla fuga perché in possesso di un’arma con le caratteristiche citate. Fuga durata poche centinaia di metri, e conclusa con l’arresto e il successivo trasferimento al carcere delle Sughere di Livorno che hanno potuto lasciare ieri mattina per essere trasferiti ai domiciliari in attesa della conclusione delle indagini preliminari.
Per i due resta dunque l’accusa di ricettazione (per il fucile con matricole abrase) e di porto abusivo d’arma.(cloz)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il giudice per le indagini preliminari, Marco Saquegna ha poi disposto per i due gli arresti domiciliari, mentre il sostituto procuratore Antonella Tenerani aveva chiesto per entrambi la custodia cautelare in carcere.
Dondoli e Mancini (difesi rispettivamente da Elena Parietti e Paola Ciulli) hanno sostenuto che la notte in cui sono stati sorpresi dai carabinieri con un borsone contenente un fucile semiautomatico “Franchi” calibro 12 con le matricole della cassa e della canna abrase, un coltello lungo 20 centimetri, una torcia elettrica, guanti in pile e una paletta da segnalazione stradale con scritto “Protezione Civile – Volontariato”, in realtà erano andati a sparare in campagna a dei barattoli. E che quindi sono stati trovati senza munizioni proprio perché le avevano già usate.
Da questo luogo di campagna stavano ritornando, secondo quanto hanno raccontato, quando a Fiorentina hanno incrociato una pattuglia dei carabinieri, decidendo di invertire la marcia dello scooter e di darsi alla fuga perché in possesso di un’arma con le caratteristiche citate. Fuga durata poche centinaia di metri, e conclusa con l’arresto e il successivo trasferimento al carcere delle Sughere di Livorno che hanno potuto lasciare ieri mattina per essere trasferiti ai domiciliari in attesa della conclusione delle indagini preliminari.
Per i due resta dunque l’accusa di ricettazione (per il fucile con matricole abrase) e di porto abusivo d’arma.(cloz)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
