L'Asl assicura, non sarà smantellata oncologia all'Elba
Il direttore del dipartimento oncologico dell'Asl replica ad Elba Salute: il medico che uscirà a dicembre sarà sostituito
PORTOFERRAIO. «La settimana prossima si svolgerà il concorso per l’assunzione di oncologi, uno di questi è destinato a sostituire la dottoressa che dal mese di dicembre lascerà l’ospedale di Portoferraio per mobilità volontaria».
Al contrario di quanto afferma il comitato Elba Salute «non abbiamo alcuna intenzione di depotenziare l’oncologia né all’Elba né in altri ospedali». Chi parla è il dottor Giacomo Allegrini, direttore del dipartimento oncologico dell’Asl Toscana nord ovest. Il direttore ha voluto rispondere pubblicamente al comitato che, nei giorni scorsi, aveva lanciato l’allarme relativo alla stessa sopravvivenza del reparto oncologico, alimentando la preoccupazione dei pazienti. «Al contrario, il concorso che si svolgerà nei prossimi giorni ci permetterà di coprire i posti vacanti a causa di pensionamenti, come a Cecina e potremo anche stabilizzare i medici che attualmente sono a tempo determinato».
Per quanto riguarda i trasporti sanitari, l’Asl assicura di lavorare per predisporre un protocollo con le associazioni di volontariato e la conferenza dei sindaci: «Nei prossimi giorno sarà fissato un nuovo incontro. Anche l’organizzazione interna sarà rivista in modo da renderla più efficace anche rispetto a quella precedente in modo da facilitare e semplificare l’accesso ai pazienti oncologici».
La presa di posizione da parte dell’Asl arriva in un momento particolarmente delicato, visto che proprio nella giornata di ieri la conferenza dei sindaci dell’Asl Toscana Nord Ovest ha adottato le linee di indirizzo del piano attuativo locale. Adesso il documento verrà portato nelle singole conferenze zonali da cui potranno arrivare condivisioni, suggerimenti e integrazioni, per poi tornare in conferenza dei sindaci d'area vasta ed essere approvato definitivamente. Un percorso questo che si concluderà entro la metà di ottobre. Tra i punti inseriti nel piano attuativo adottato vie è «l'attenzione alle realtà insulari, comuni montani e aree disagiate e periferiche, spesso scarsamente popolate, che richiedono al fine di garantire qualità ed efficacia delle cure, che vengano sviluppati strumenti innovativi di condivisione in rete delle competenze, in particolar modo per le patologie tempo dipendenti».
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