Il Tirreno

Meningite da virus del Nilo: grave anziana

di Giulio Corsi
Meningite da virus del Nilo: grave anziana

Arrivata incosciente al reparto di malattie infettive ora è fuori pericolo. È stato trasmesso dalla puntura di una zanzara

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Una donna di 74 anni è ricoverata in gravi condizioni nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Livorno. L’anziana è arrivata nei giorni scorsi in viale Alfieri dal pronto soccorso di Piombino con una forma di meningoencefalite virale di tipo neuroinvasivo. A causare l’infiammazione è stata la puntura di una zanzara comune, portatrice del virus del Nilo Occidentale, meglio conosciuto come West Nile.

È il secondo caso negli ultimi dieci giorni che si registra in provincia di Livorno, dopo quello di un 65enne di Collesalvetti, anche lui colpito da meningite dopo la trasmissione del virus da parte di una zanzara.

Le condizioni della signora - residente a Campiglia - sono in miglioramento. Dopo quattro giorni passati in stato di incoscienza, la donna adesso non è più in pericolo di vita, anche se il suo quadro clinico rimane serio.

«Quando è arrivata da noi aveva una diagnosi di meningite al liquor limpido, un quadro febbrile importante e disturbi neurologici di rilievo - spiega Spartaco Sani, primario del reparto di malattie infettive -. L’abbiamo sottoposta al test specifico che da alcuni anni è sistematico in tutte le forme di meningiti sospette virali».

«In questo caso - continua il primario - ci siamo trovati davanti ad una paziente con patologie associate importanti. Una situazione che ha causato una forma di meningoencefalite molto severa, che nei casi di West Nile si può riscontrare in soggetti sopra i 65 anni con quadri clinici compromessi, diabetici, cardiopatici, trapiantati».

La donna è stata curata con cure di supporto anti-infiammatorie e di sostegno agli organi principali.

Come nel caso del 65enne di Collesalvetti, anche la signora non aveva fatto viaggi in zone a rischio, né era stata a contatto con equini. Va detto che proprio in Val di Cornia nei giorni scorsi si erano registrati i decessi di due cavalli per il virus West Nile.

«Si tratta di un virus diffuso in tutta Italia - evidenzia Sani -, anche se poco conosciuto perché raramente dà la malattia. Basti pensare che nei test che facciamo capita non raramente di trovare risultati sierologici positivi di tipo pregresso, vale a dire persone che hanno avuto l’infezione senza accorgersene. Anche perché la malattia è asintomatica e solo nell’uno per mille dei casi dà manifestazioni neurologiche come in questo caso».

Di recente si sono registrati casi visti nell’Emilia Romagna, in particolare nel ferrarese. E poi a Rovigo dove c’è stato un caso mortale. «Il virus viene trasmesso dalle zanzare, che fanno da vettore pungendo l’uomo e il cavallo - sottolinea Sani -, ma il serbatoio sono gli uccelli».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani