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Ritornano a Porto Azzurro le tele della chiesa di S. Giacomo
Tre di questi dipinti restaurati sono stati presentati sabato sera nella Cappella del Sacro Cuore Il soprintendente Mercurio: «Salvati in extremis importanti reperti della storia longonese spagnola»
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PORTO AZZURRO. Tornano a Porto Azzurro alcuni dei dipinti provenienti dalla Chiesa di San Giacomo al Forte. Tre di queste tele settecentesche restaurate sono state presentate sabato sera nella Cappella del Sacro Cuore.
Una serata che ha inaugurato una tre giorni dal titolo Historiae, un evento culturale promosso dall’amministrazione comunale per riscoprire e valorizzare il patrimonio artistico del paese.
Grazie a un accordo con la Soprintendenza delle Belle Arti di Pisa e Livorno è stato possibile lavorare sui dipinti e, in alcuni casi, ricostruirne parti che erano andate perdute.
«L’importanza di questo lavoro – ha spiegato il soprintendente Amedeo Mercurio - sta nel fatto di aver salvato in extremis importanti reperti della storia longonese spagnola. Questi quadri furono portati nella chiesa subito dopo la costruzione e hanno una forte attinenza con la storia spagnola, lo si vede dal tipo di raffigurazioni di santi».
Due dei dipinti sono stati restaurati dagli studenti della Scuola americana d’Arte (Saci). Il capodipartimento Roberta Lapucci da tempo lavora sull’Elba e ha già restaurato altri reperti restituiti alla memoria collettiva.
«Alla Saci abbiamo in carico quattro opere - ha spiegato la dottoressa Lapucci – queste sono le prime due restituite, le altre due arriveranno a dicembre. Continueremo ad aiutare l’Isola d’Elba a recuperare i loro tesori perché sono moltissimi».
I quadri da restaurare sono 11 in tutto.
Un pezzo di storia del paese che piano piano sarà restituito alla comunità.
Uno dei tre presentati sabato scorso ha un valore molto articolare per il consigliere delegato alla cultura Fabrizio Grazioso.
«Di queste tre – racconta Grazioso – la più importante per la nostra storia è la tela che raffigura Santa Barbara che ha sullo sfondo la prima cartolina del paese di Porto Azzurro, la prima raffigurazione della marina. Si vede il borgo nascente con le prime casette, con la zona della Guardiola che ancora porta questo nome, si vedono la spiaggia e le mura di cinta. Per Porto Azzurro è riacquistare una parte del suo patrimonio. E’ una cultura iconografica che si rispecchia in un aspetto più generale. I primi doni che Porto Azzurro ha ricevuto e che dopo tanti anni ci vengono finalmente restituiti».
«Sono stati necessari tre anni per recuperarli dall’incuria e l’abbandono in cui erano rimasti.
«Speriamo che questo sia l’inizio – ha terminato Fabrizio Grazioso - di una collaborazione proficua».
Antonella Danesi
Una serata che ha inaugurato una tre giorni dal titolo Historiae, un evento culturale promosso dall’amministrazione comunale per riscoprire e valorizzare il patrimonio artistico del paese.
Grazie a un accordo con la Soprintendenza delle Belle Arti di Pisa e Livorno è stato possibile lavorare sui dipinti e, in alcuni casi, ricostruirne parti che erano andate perdute.
«L’importanza di questo lavoro – ha spiegato il soprintendente Amedeo Mercurio - sta nel fatto di aver salvato in extremis importanti reperti della storia longonese spagnola. Questi quadri furono portati nella chiesa subito dopo la costruzione e hanno una forte attinenza con la storia spagnola, lo si vede dal tipo di raffigurazioni di santi».
Due dei dipinti sono stati restaurati dagli studenti della Scuola americana d’Arte (Saci). Il capodipartimento Roberta Lapucci da tempo lavora sull’Elba e ha già restaurato altri reperti restituiti alla memoria collettiva.
«Alla Saci abbiamo in carico quattro opere - ha spiegato la dottoressa Lapucci – queste sono le prime due restituite, le altre due arriveranno a dicembre. Continueremo ad aiutare l’Isola d’Elba a recuperare i loro tesori perché sono moltissimi».
I quadri da restaurare sono 11 in tutto.
Un pezzo di storia del paese che piano piano sarà restituito alla comunità.
Uno dei tre presentati sabato scorso ha un valore molto articolare per il consigliere delegato alla cultura Fabrizio Grazioso.
«Di queste tre – racconta Grazioso – la più importante per la nostra storia è la tela che raffigura Santa Barbara che ha sullo sfondo la prima cartolina del paese di Porto Azzurro, la prima raffigurazione della marina. Si vede il borgo nascente con le prime casette, con la zona della Guardiola che ancora porta questo nome, si vedono la spiaggia e le mura di cinta. Per Porto Azzurro è riacquistare una parte del suo patrimonio. E’ una cultura iconografica che si rispecchia in un aspetto più generale. I primi doni che Porto Azzurro ha ricevuto e che dopo tanti anni ci vengono finalmente restituiti».
«Sono stati necessari tre anni per recuperarli dall’incuria e l’abbandono in cui erano rimasti.
«Speriamo che questo sia l’inizio – ha terminato Fabrizio Grazioso - di una collaborazione proficua».
Antonella Danesi
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