Il Tirreno

Treno rotaie, nuovo slittamento

di Cristiano Lozito
Treno rotaie, nuovo slittamento

Non arrivano le navi di Jindal e British. Il sindacato: addendum saltato, il Governo ci riceva subito

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PIOMBINO. L’unica nave di blumi prevista in arrivo per l’inizio del mese prossimo è quella da 5mila tonnellate di Voestalpine, con la ripartenza del treno rotaie (3-4 giorni di lavoro) fissata l’11 settembre. Nulla si sa del carico atteso da British Steel, mentre per quello della Jsw di Sajjan Jindal – che dopo un periodo di stop spiegato con la siccità ha appena fatto ripartire i suoi altoforni – se ne parlerà non prima di ottobre. Insomma, lo stabilimento resta paralizzato.

Questa è la sintesi delle notizie che ieri la direzione di Aferpi ha comunicato ai coordinatori delle rsu, aggiungendo che ci sono degli accordi in vista per la fornitura di billette per far ripartire gli altri laminatoi a ottobre.

Secondo fonti sindacali la direzione ha dunque voluto precisare che i ritardi nella consegna dei blumi non sono dipendenti dalla propria volontà ma dovuti appunto a problemi dei fornitori, entrambi tra l’altro considerati tra i gruppi interessati all’acquisizione dello stabilimento di proprietà di Issad Rebrab.

Così il sindacato è uscito dall’incontro con l’azienda, convocato a sorpresa ieri pomeriggio, decisamente allarmato.

«Nella riunione abbiamo espresso una forte preoccupazione – dice una nota dei coordinatori rsu di Aferpi-Piombino logistics e di Fim, Fiom, Uilm – visto che oltre al nuovo slittamento della partenza del treno rotaie l’azienda non è stata in grado di fornirci una programmazione certa sull’arrivo di semiprodotti».

Il sindacato è preoccupato anche «per non avere informazioni in merito né agli investimenti né tantomeno al piano finanziario, mentre a oggi non sono previsti arrivi della proprietà algerina a Piombino per avere ulteriori chiarimenti». Dall’incontro non sono emerse nemmeno notizie «in merito alle voci su gruppi siderurgici interessati allo stabilimento apparse sui quotidiani, e alle dichiarazioni di alcuni esponenti politici, visto che la direzione dichiara di non esserne a conoscenza».

Se la situazione era già pesante di per sé, le notizie apprese nell’incontro in direzione fanno sostenere a rsu e Fim, Fiom, Uilm che «Cevital, dopo appena due mesi dalla firma dell’addendum, è già inadempiente vista la mancata ripartenza ad agosto del treno rotaie e vista l’impossibilità a oggi di garantire la laminazione di 80.000 tonnellate di ordini di rotaie da qui a fine dicembre, che rischia di farci perdere anche i nostri clienti storici».

Situazione che fa ritenere al sindacato «indispensabile in tempi brevi un nuovo incontro al ministero dello Sviluppo economico per valutare col Governo, firmatario dell’addendum con Cevital, come procedere di fronte a una situazione che consideriamo ormai insostenibile». Nei prossimi giorni è previsto un consiglio di fabbrica.



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