MARINA DI CAMPO. Il 17 agosto la conta delle tartarughine del nido scavato il 20 giugno da “Federica”, il grosso esemplare di tartaruga marina Carretta caretta che ha scelto l’affollatissima e nordica spiaggia di Marina di Campo per depositare le sue preziose uova, si era fermato a quota 97, per il disappunto di ricercatori, volontari organizzati da Legambiente Arcipelago Toscano e lo staff dei bagni da Sergio che aveva realizzato l protezione del nido e la pista per favorire l’entrata in mare protetta delle tartarughe, che speravano di arrivare 100 tartarughine nate.
VIDEO: La nascita delle tartarughe all'Elba /1
[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.15752905:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/nate-le-prime-50-tartarughe-caretta-caretta-all-isola-d-elba/86872/88424]]
La notte del 19 agosto, intorno alle 21, Cecilia Mancuso dell’Arpat, Giuliana Terracciano dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio e Toscana (IZSLT) e Matteo Baini dell’università di Siena, assistiti dai volontari di Legambiente, Acquario dell’Elba e dallo staff di bagni da Sergio, hanno dato il via alla delicata apertura del nido, circondati da un pubblico crescente.
VIDEO: La nascita delle tartarughe all'Elba /2
[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.15752906:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/le-tartarughine-appena-nate-si-tuffano-in-mare/86878/88430]]
Alla luce delle torce sono cominciate ad apparire i primi gusci delle uova schiuse e poi una grande sorpresa: dalla sabbia ha fatto capolino una tartarughina viva, poi altre 2, la cui uscita dalla sabbia è stata facilitata estraendo i gusci delle uova schiuse intorno a loro. Questi piccoli, a differenza dei precedenti 97, sono stati pesati e misurati, poi si è lasciato che raggiungessero il mare strisciando sulla sabbia con le loro piccole pinne.
[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:foto-e-video:1.15752992:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/piombino/foto-e-video/2017/08/20/fotogalleria/la-carica-dei-101-2-1.15752992]]
Ma non era finita: più in profondità è spuntata un’altra tartarughina viva e vitale che, dopo le operazioni di peso e misurazione – intorno ai 6 – 6,5 cm e ai 15 -17 g come le altre - ha raggiunto il mare. Grande soddisfazione perché si era superata la fatidica quota 100 di uova schiuse: 97 + 4 uguale 101. Ma, arrivati al fondo del nido, la conta delle uova ha dato un altro risultato sorprendente: in realtà le uova schiuse erano 103 e due tartarughine – probabilmente nella concitazione del secondo giorno di schiusa, quando è stato necessario recuperare alcuni esemplari attratti dalle luci del porto di Marina di Campo – sono evidentemente sfuggite alla prima conta di quello che è stato definito il sito di deposizione di tartarughe marine più sorvegliato e monitorato del mondo.
VIDEO: Eboli, lo spettacolo della schiusa del nido
[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.15752908:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/natura/eboli-lo-spettacolo-della-schiusa-del-nido-di-tartarughe/86561/88109]]
Nel nido di Federica c’erano anche 12 uova non schiuse e una con un embrione non nato, portando il totale delle uova deposte a 116, un vero e proprio record per i nidi di Caretta caretta in Italia nell’estate 2017 e un record assoluto per la Toscana, dove al massimo nelle due precedenti deposizioni conosciute si era arrivati a 70 uova.
VIDEO: Taranto, uova in pericolo. I volontari spostano il nido delle tartarughe
[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.15752907:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/natura/taranto-uova-di-tartarughe-in-pericolo-in-spiaggia-i-volontari-spostano-il-nido/86901/88453]]
Mancuso, Terracciano e Baini hanno sottolineato l’importanza scientifica del nido di Marina di Campo e spiegato che l’esame dei gusci servirà all’università di Siena a capire se hanno accumulato inquinanti e all’ IZSLT se le tartarughine hanno una qualche malattia o sono state attaccate da virus, mentre le uova non schiuse e soprattutto l’embrione e un esemplare ritrovato morto dopo essere stato predato da un pesce o da un uccello marino, serviranno a determinare altri importanti dati genetici, compreso se mamma Federica si una tartaruga già nota alla scienza e dove eventualmente abbia nidificato in precedenza o sia rimasta impigliata in qualche rete o soccorsa in mare per altri motivi.
[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.15750310:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/piombino/cronaca/2017/08/19/news/tartarughe-lo-stop-a-quota-97-nascite-ora-lo-scavo-del-nido-1.15750310]]
Alla fine un altro brindisi che ha segnato la fine di una magnifica avventura scientifica e di volontariato e la dottoressa Mancusi ha voluto ringraziare il guardiano Federico che ha scoperto la tartaruga in nidificazione, lo staff dei bagni da Sergio per il loro impegno e dedizione che hanno permesso il successo dell’operazione, Legambiente Arcipelago Toscano e i volontari delle altre associazioni che ha organizzato che hanno garantito 60 giorni di sorveglianza continua del nido e che, durante i pattugliamenti della spiaggia, sono stati testimoni del ritorno di Federica il 5 luglio, per tentare un’altra nidificazione purtroppo fallita, ma che ha confermato anche agli scettici che la deposizione del 20 giugno era avvenuta davvero.
VIDEO: A Taranto 16 caretta caretta raggiungono il mare
[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.15752909:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/natura/taranto-la-nascita-delle-tartarughe-16-caretta-caretta-raggiungono-il-mare/86662/88210]]
La Mancuso ha detto: «Siamo stati testimoni di un evento eccezionale che è stato gestito benissimo. Una nidificazione straordinaria, anche per numero di uova e perché non abbiamo trovato esemplari morti, ma che ha rispettato tutti i parametri della tempistica della schiusa e della profondità del nido: poco più di 50 cm».
Isa Tonso, che ha coordinato i volontari per conto di Legambiente Arcipelago Toscano, conclude: «Vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno voluto partecipare quotidianamente a questa magnifica avventura dedicandole un pezzo di tempo strappato al lavoro, alla vacanza e al sonno. Ringraziamo anche Sergio Ventrella dell’Osservatorio per la biodiversità della Regione Toscana per la sua costante presenza nel periodo della schiusa, il Parco Nazionale per il contributo dato e per aver consentito di riprendere in diretta con le telecamere installate questo evento, tutte le associazioni che hanno partecipato – animalisti, scout, Racchetta, Tartamare, Centro cetacei e molti altri – capitaneria di porto e carabinieri forestali, sindaco e Comune di Campo nell’Elba e soprattutto Riccardo e i suoi magnifici bagnini senza i quali questi grande successo non sarebbe stato possibile. Ora bisognerà attrezzarsi, anche con corsi di riconoscimento delle tracce e di gestione dei nidi, perché Federica è probabilmente la pioniera dell’avanguardia delle tartarughe marine spinte verso nord dal riscaldamento globale. Il nostro unico obiettivo era quello di far nascere le tartarughine, pensavamo fossero al massimo una quarantina e sono 103.
Madre Natura non poteva fare regalo più bello a Marina di Campo e a tutta l’Elba e soprattutto alle centinaia di turisti e campesi che sono staii testimoni di questo piccolo miracolo».
La grande e prolifica tartaruga di Marina di Campo ha probabilmente fatto su qualche spiaggia la seconda deposizione che era fallita il 5 luglio, per questo Legambiente Arcipelago Toscano invita tutti a segnalare un’eventuale schiusa su un’altra spiaggia ed eventuali presenze di piccoli di tartarughe alla Capitaneria di Porto, al Parco Nazionale o a legambientearcipelagomail.com e, soprattutto a non toccare assolutamente i piccoli ma favorirne l’eventuale ingresso in mare evitando loro qualsiasi rischio e intralcio.