Città in un fumetto col gemellaggio tra arte e scienza
di Cecilia Cecchi
Tra Londra, Madrid e Piombino la vita del grafico Pastor e dell’ingegnere Puccini
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PIOMBINO. Piazza Bovio, mai invisibile, in uno o più disegni, quasi un fumetto a puntate, in esposizione al “Bar Yama” (per un giovedì dei “Salivoli di sera”). Piombino protagonista, scoperta da bambini che la sorvolano con l’aeroplanino. Creazioni di babbo per i suoi piccoli, tratti che raccontano la città con gli occhi di bambini che, davvero, sugli aerei crescono. Più che commento di una mostra (rapida e bellissima), racconto del talento di Luis Pastor artista spagnolo, e pure di sua moglie, Valentina Puccini, ingegnere piombinese, col pallino delle energie rinnovabili: vivono tra Londra (per lavoro), Madrid (nonni paterni) e Piombino, vacanze del cuore.
L’arte è la bellezza. «Nato e cresciuto a Madrid – ricorda Luis, dal sorriso facile – qui mi sono laureato alla Facultad de Bellas Artes, la vostra Accademia delle belle arti. Varie esperienze come pittore, vincendo importanti borse di studio in Spagna che mi hanno permesso di interfacciarmi con altri giovani artisti di livello per crescere ancora». Terminati gli studi? «Ho cominciato a lavorare nel settore dell’architettura – risponde – fino a quando, trasferendomi a Londra mi sono dedicato a tempo pieno al disegno grafico, per marchi come Coca Cola, Axa e Colgate. Continuando l’impegno di artista, sviluppando nuove opere a tema più personale: come “Gli aviatori in Val di Cornia” presentati al Bar Yama». Queste e tante altre opere vendute in giro per il mondo, che gli hanno permesso di farsi conoscere, pure su commissione (ritratti, paesaggi, acquerelli) per clienti in Europa, Asia e America. In casi così, il web aiuta. «Adesso – dice – sto lavorando su un racconto per bambini, ambientato pure a Piombino e in Val di Cornia, che sarà pubblicato prossimamente».
Piombino c’è. Valentina è cresciuta in città; elementari in via Aldo Moro, medie alle Manzoni, liceo scientifico in via della Pace, poi Firenze, dove si è laureata in ingegneria ambientale – energia. «Due esperienze all’estero – racconta Valentina – in Erasmus al Norwegian University of Science and Technology di Trondheim (Norvegia), e una attraverso il programma Leonardo da Vinci, al Forschungszentrum Karlsruhe (Germania), dove ho finito la tesi sperimentale in pirolisi di biomassa e catalizzatori». Dopo la laurea, primo contratto con General Electric (Nuovo Pignone) settore Oil and Gas a Firenze, dove lavora per 3 anni, finché la “vecchia passione” per le energie alternative e lo sviluppo sostenibile tornano alla carica e la portano a Madrid.
«Ho cominciato a lavorare per una società finlandese-spagnola in vari progetti di energia dal biogas, solare, trattamento dei rifiuti ecc... – racconta – Nel 2010, approdo a Mott MacDonald, multinazionale d’ingegneria per vari tipi di progetti di infrastrutture a livello globale. Esperienza fantastica, con l’opportunità di lavorare viaggiando in più di 40 paesi in tutti i continenti, come consulente tecnico nel settore energia solare/energie rinnovabili». Ora è responsabile di un gruppo di più di 15 ingeneri di varie parti d’Europa e del mondo, supportando lo sviluppo di progetti solari dal punto di vista tecnico.
L’amore. S’incontrano a Madrid «un anno dopo che mi sono trasferita – conferma Valentina – a fine 2008, e questo gemellaggio arte e scienza ci ha portati fin qua, con due bambini, Ernesto e Giorgio Pastor-Puccini, di 3 e 1 anni che hanno 3 nazionalità (italiana, spagnola e inglese) e 3 lingue da gestire e imparare».
Ovunque è Casa. «Ho un ricordo languido della mia infanzia, della scuola, e della vita che ho vissuto e continuo a vivere quando torno qua – sussurra Valentina – Qualità di vita, ambiente meraviglioso con la natura che sposa l’industria e continua a vivere rigogliosa fin tanto che il cambio climatico, ahimè, non ci metterà lo zampino. A scuola validi professori, che amavano insegnare e sapevano stare coi ragazzi, ma alcuni pessimi che ho come cancellato. E importanti insegnanti fuori della scuola, come il grande maestro di tennis Roberto Catalucci. Piombino mi ha dato quello che io credo indispensabile in quella fase della vita, un ambiente pieno di amore, sicurezza, libertà e opportunità di vivere la noia e utilizzarla per coltivare l’immaginazione».
Il futuro, oggi. «Non mi piace dare consigli non richiesti – prosegue Valentina – ma se dovessi dare un suggerimento a concittadine e concittadini più giovani direi di non mollare mai, di coltivare passioni-interessi-inclinazioni. E di non aver paura se ancora non sanno cosa fare, di continuare a cercare, che chi cerca trova. Di andarsi a prendere la vita che vogliono, a Piombino, o altrove, ma non stare fermi, che la vita è una sola e bisogna renderla speciale, per lo meno speciale ai propri occhi. Direi anche che Piombino è un “diamante grezzo” che sta attraversando una crisi, ma che come tutte le crisi aprirà nuove porte a chi avrà il coraggio di girare la maniglia, che ci saranno nuove attività e lavori, e che magari se lo potranno creare con le loro mani e con la propria iniziativa... Poi forse direi che Piombino è meravigliosa, ma nel mondo ci sono posti altrettanto meravigliosi, che sono “la Piombino” di altre persone/popolazioni, e che facciano il possibile per andare a vederli questi posti e conoscere nuove culture, perché allontanarsi e conoscere “l’altro” serve a mettere in circolo nuove idee e energie e portare a casa propria nuovi punti di vista, che magari servono a portare a galla il diamante piu puro».
Luis, addirittura, sogna di creare una comunità di artisti a Piombino, «attraendo il talento di molti giovani italiani/europei e non solo – interviene il grafico – facendo seminari, esibizioni di pittura all’aria aperta in città o nel territorio circostante, organizzare un festival di graffiti, stile Lodz in Polonia, che si sposerebbe benissimo nella zona industriale dell’acciaieria ma anche in centro città–concerti, una grande Piombino-comics... Piombino ha tutte le carte in regola: storia, posizione, risorse naturali, cibo etc per convertirsi in un nuovo importante centro culturale, commerciale e turistico per la Toscana e per l’Italia, ma che ha bisogno di un po’ di aiuto dalle istituzioni e di ritrovare “fiducia in se stessa”, dopo il declino delle acciaierie, che però non devono assolutamente segnarne la fine: c’è troppa bellezza da condividere con il mondo». “Mi casa es tu casa”: verrebbe voglia di seguirli ovunque, per poi tornare, insieme.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’arte è la bellezza. «Nato e cresciuto a Madrid – ricorda Luis, dal sorriso facile – qui mi sono laureato alla Facultad de Bellas Artes, la vostra Accademia delle belle arti. Varie esperienze come pittore, vincendo importanti borse di studio in Spagna che mi hanno permesso di interfacciarmi con altri giovani artisti di livello per crescere ancora». Terminati gli studi? «Ho cominciato a lavorare nel settore dell’architettura – risponde – fino a quando, trasferendomi a Londra mi sono dedicato a tempo pieno al disegno grafico, per marchi come Coca Cola, Axa e Colgate. Continuando l’impegno di artista, sviluppando nuove opere a tema più personale: come “Gli aviatori in Val di Cornia” presentati al Bar Yama». Queste e tante altre opere vendute in giro per il mondo, che gli hanno permesso di farsi conoscere, pure su commissione (ritratti, paesaggi, acquerelli) per clienti in Europa, Asia e America. In casi così, il web aiuta. «Adesso – dice – sto lavorando su un racconto per bambini, ambientato pure a Piombino e in Val di Cornia, che sarà pubblicato prossimamente».
Piombino c’è. Valentina è cresciuta in città; elementari in via Aldo Moro, medie alle Manzoni, liceo scientifico in via della Pace, poi Firenze, dove si è laureata in ingegneria ambientale – energia. «Due esperienze all’estero – racconta Valentina – in Erasmus al Norwegian University of Science and Technology di Trondheim (Norvegia), e una attraverso il programma Leonardo da Vinci, al Forschungszentrum Karlsruhe (Germania), dove ho finito la tesi sperimentale in pirolisi di biomassa e catalizzatori». Dopo la laurea, primo contratto con General Electric (Nuovo Pignone) settore Oil and Gas a Firenze, dove lavora per 3 anni, finché la “vecchia passione” per le energie alternative e lo sviluppo sostenibile tornano alla carica e la portano a Madrid.
«Ho cominciato a lavorare per una società finlandese-spagnola in vari progetti di energia dal biogas, solare, trattamento dei rifiuti ecc... – racconta – Nel 2010, approdo a Mott MacDonald, multinazionale d’ingegneria per vari tipi di progetti di infrastrutture a livello globale. Esperienza fantastica, con l’opportunità di lavorare viaggiando in più di 40 paesi in tutti i continenti, come consulente tecnico nel settore energia solare/energie rinnovabili». Ora è responsabile di un gruppo di più di 15 ingeneri di varie parti d’Europa e del mondo, supportando lo sviluppo di progetti solari dal punto di vista tecnico.
L’amore. S’incontrano a Madrid «un anno dopo che mi sono trasferita – conferma Valentina – a fine 2008, e questo gemellaggio arte e scienza ci ha portati fin qua, con due bambini, Ernesto e Giorgio Pastor-Puccini, di 3 e 1 anni che hanno 3 nazionalità (italiana, spagnola e inglese) e 3 lingue da gestire e imparare».
Ovunque è Casa. «Ho un ricordo languido della mia infanzia, della scuola, e della vita che ho vissuto e continuo a vivere quando torno qua – sussurra Valentina – Qualità di vita, ambiente meraviglioso con la natura che sposa l’industria e continua a vivere rigogliosa fin tanto che il cambio climatico, ahimè, non ci metterà lo zampino. A scuola validi professori, che amavano insegnare e sapevano stare coi ragazzi, ma alcuni pessimi che ho come cancellato. E importanti insegnanti fuori della scuola, come il grande maestro di tennis Roberto Catalucci. Piombino mi ha dato quello che io credo indispensabile in quella fase della vita, un ambiente pieno di amore, sicurezza, libertà e opportunità di vivere la noia e utilizzarla per coltivare l’immaginazione».
Il futuro, oggi. «Non mi piace dare consigli non richiesti – prosegue Valentina – ma se dovessi dare un suggerimento a concittadine e concittadini più giovani direi di non mollare mai, di coltivare passioni-interessi-inclinazioni. E di non aver paura se ancora non sanno cosa fare, di continuare a cercare, che chi cerca trova. Di andarsi a prendere la vita che vogliono, a Piombino, o altrove, ma non stare fermi, che la vita è una sola e bisogna renderla speciale, per lo meno speciale ai propri occhi. Direi anche che Piombino è un “diamante grezzo” che sta attraversando una crisi, ma che come tutte le crisi aprirà nuove porte a chi avrà il coraggio di girare la maniglia, che ci saranno nuove attività e lavori, e che magari se lo potranno creare con le loro mani e con la propria iniziativa... Poi forse direi che Piombino è meravigliosa, ma nel mondo ci sono posti altrettanto meravigliosi, che sono “la Piombino” di altre persone/popolazioni, e che facciano il possibile per andare a vederli questi posti e conoscere nuove culture, perché allontanarsi e conoscere “l’altro” serve a mettere in circolo nuove idee e energie e portare a casa propria nuovi punti di vista, che magari servono a portare a galla il diamante piu puro».
Luis, addirittura, sogna di creare una comunità di artisti a Piombino, «attraendo il talento di molti giovani italiani/europei e non solo – interviene il grafico – facendo seminari, esibizioni di pittura all’aria aperta in città o nel territorio circostante, organizzare un festival di graffiti, stile Lodz in Polonia, che si sposerebbe benissimo nella zona industriale dell’acciaieria ma anche in centro città–concerti, una grande Piombino-comics... Piombino ha tutte le carte in regola: storia, posizione, risorse naturali, cibo etc per convertirsi in un nuovo importante centro culturale, commerciale e turistico per la Toscana e per l’Italia, ma che ha bisogno di un po’ di aiuto dalle istituzioni e di ritrovare “fiducia in se stessa”, dopo il declino delle acciaierie, che però non devono assolutamente segnarne la fine: c’è troppa bellezza da condividere con il mondo». “Mi casa es tu casa”: verrebbe voglia di seguirli ovunque, per poi tornare, insieme.
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