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La piccola Rivercina un paradiso (quasi) incontaminato
Ripulita la spiaggetta raggiungibile solo via mare poi tappa anche sull’isoletta di Palmaiola con il suo faro
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RIO ELBA. La sveglia sul Gwaihir suona alle 7, ma non tutti la sentono e qualcuno rimane in branda a ronfare, ma alla fine, dopo un'abbondante colazione, l’equipaggio di Vele Spiegate, la grande iniziativa di monitoraggio, pulizia e citizen science di Legambiente e Diversamente Marinai - della quale il Tirreno è media partner - salpa verso la sua nuova destinazione e intanto i volontari hanno la possibilità di seguire una lezione di cartografia imparando cosi a conoscere meglio il territorio che li circonda e ad orientarsi in mare attraverso gli strumenti classici di navigazione. «Alla fine . dice una volontaria - siamo giunti alla Rivercina, una piccola spiaggia dell'Elba raggiungibile solo via mare, un minuscolo paradiso terrestre che si apre su 198 metri di costa e ancora una volta l’Elba ci ha affascinato e stupito con una nuova meraviglia: rocce e sassi multicolori». Dopo un momento di contemplazione i ragazzi col Cigno Verde hanno ripreso le loro quotidiane attività di beach litter: «É stato effettuato un campionamento di rifiuti su un transetto ben definito della Rivercina - spiega uno di loro -,recuperando per la maggiore parte rifiuti plastici, un altro gruppo si è dedicato alle attività normali di recupero nel resto della spiaggia. In questo luogo così appartato erano presenti pochissimi turisti ma ben volenterosi di sostenerci nelle nostre attività e nella fatica che la raccolta comporta con l'avanzare delle ore calde. Hanno ascoltato pazientemente le nostre spiegazioni e hanno promesso di farsi portavoce della nostra battaglia». Terminata la pulizia della Rivercina, il Gwaihir ha fatto rotta verso l’isola “proibita” della Palmaiola, un’altra zona di protezione integrale del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, sovrastata dal suo faro, che sorge a guardia del Canale di Piombino insieme a Cerboli, entrambe nel mirino degli spazzini-Robinson Crusoe di Vele Spiegate e, negli anni passati, oggetto di battaglie ambientaliste per la loro salvaguardia, dove da tempo Legambiente chiede che vengano istituite aree marine protette. Poi il protagonista è stato il mare: «Nel pomeriggio ha iniziato a soffiare un leggero maestrale e per la prima volta abbiamo navigato a vela – racconta una volontaria - Unendo le nostre forze abbiamo imparato ad aver una maggior confidenza con il complesso sistema di cime, sguince e vele. La nostra Gwaihir, parlandoci tramite i suoi scricchiolii, ci ha dato la possibilità di vivere l'emozione e la bellezza di viaggiare a vela e di riscoprire quel legame naturale che unisce noi, il mare, il vento imparando così non solo a rispettare il nostro pianeta ma anche ad ascoltarlo».
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