«Solo diversificando la Val di Cornia avrà uno sviluppo»
Dopo l’intervista al segretario del Pd, Valerio Fabiani interviene l’ex sindaco di Suvereto Walter Gasperini
3 MINUTI DI LETTURA
VAL DI CORNIA. Buone intenzioni, ma tardive. Così valuta Walter Gasperini, ex sindaco Suvereto, le parole di Valerio Fabiani, segretario del Pd, pubblicate sul Tirreno di ieri.
«Leggere l’intervista a Fabiani, con le sue dichiarazioni sulle cose che dovrebbero essere fatte, per applicare una concreta diversificazione al territorio della Val di Cornia, porta alla mente uno straordinario effetto positivo, peccato però che sia fuori tempo massimo e vende quello che altri da anni predicano, inascoltati, ma con pazienza. Non denigriamo però perché è sempre meglio tardi che mai. In effetti nelle sue tesi porta, finalmente, una ventata di onestà intellettuale e soprattutto di capacità di lettura dell’esistente per applicarci quelle indicazioni che potrebbero indirizzare quel nuovo modello di sviluppo sostenibile e, vale la pena ricordare che la sostenibilità di uno sviluppo, può essere garantita soltanto da una forte diversificazione. Condivido una buona parte delle sue indicazioni ad esclusione di quella della centrale di Tor del Sale, dove continuo a vedere non solo male, ma malissimo un qualsiasi insediamento di tipo commerciale, perché dobbiamo valorizzare i nostri centri e non creare altri punti di attrazione, ne abbiamo già molti e bellissimi, basta saper coordinare politiche di urbanistica commerciale che sappiano rispondere al meglio al nuovo superando le tante isole di semiabbandono che già invadono non pochi centri della Val di Cornia. È colpa della crisi? Sicuramente si! Ma anche politiche deboli e troppo vincolate al fare, tutt’intorno alle novità pur che fossero, non hanno prodotto niente di buono».
«Chi ha voglia di scomodare la memoria dovrebbe ricordare che in val di Cornia è dalla metà degli anni ottanta, ai tempi dello studio per le richieste di raddoppio della centrale Enel e sua trasformazione a carbone, che parliamo di “Città territorio” e di diversificazione produttiva in ogni settore facendo indicazioni forti e concrete, percorrendo nei comuni quelle strade che potevano portare grande aiuto ad uno sviluppo che fosse capace di mantenere una forza rigenerativa dell’ambiente in grado di garantire il futuro. Da tempo viene chiesta una conferenza economica che sappia fare il punto sulla situazione e rimettere insieme il governo del territorio, leggendo la realtà delle cose e dando ad ogni settore il ruolo che le spetta. Turismo, agricoltura da sempre bistrattata, ma oggi unico baluardo che potrebbe aiutarci ad incrementare questa diversificazione, senza di questa sarebbe debole anche il turismo. L’agroalimentare proposto da Rebrab, finalmente il dirigente del Pd scopre che non è legato alle produzioni locali, alleluia, qualcuno è dagli albori della proposta che in perfetta solitudine lo ha dichiarato con forza ad ogni piè sospinto. Addirittura in un convegno a Suvereto nel 2012 si parlava di Val di Cornia e Colline Metallifere, con un titolo non solo provocatorio: “Ieri, oggi e domani: l’acciaio non è il futuro”; cercando di portare un contributo al pensiero lungo che nessuno a raccolto».
«Bene oggi, qualcuno intende prendere la primogenitura? Sarebbe utile se non fosse l’ennesimo parlare al vento per annunci ad effetto. Vedremo quello che potrà fare nel concreto il dirigente della Federazione del partito di maggioranza, vedremo che saprà fare come coinvolgimento del territorio su quelle idee che possono aiutare a guardare avanti, se finalmente gli occhi hanno visto e possa dimostrare nel concreto che solo unendo forze sociali, politiche e istituzionali potrà fare la differenza. Chi se non la forza politica di maggioranza deve farlo con convinzione? Vedremo. Quello che però deve essere chiaro è che non siamo interessati alle singole persone ma sentiamo forte l’interesse per tutto quello che è servizio alla collettività. Il domani deve essere di tutti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
«Leggere l’intervista a Fabiani, con le sue dichiarazioni sulle cose che dovrebbero essere fatte, per applicare una concreta diversificazione al territorio della Val di Cornia, porta alla mente uno straordinario effetto positivo, peccato però che sia fuori tempo massimo e vende quello che altri da anni predicano, inascoltati, ma con pazienza. Non denigriamo però perché è sempre meglio tardi che mai. In effetti nelle sue tesi porta, finalmente, una ventata di onestà intellettuale e soprattutto di capacità di lettura dell’esistente per applicarci quelle indicazioni che potrebbero indirizzare quel nuovo modello di sviluppo sostenibile e, vale la pena ricordare che la sostenibilità di uno sviluppo, può essere garantita soltanto da una forte diversificazione. Condivido una buona parte delle sue indicazioni ad esclusione di quella della centrale di Tor del Sale, dove continuo a vedere non solo male, ma malissimo un qualsiasi insediamento di tipo commerciale, perché dobbiamo valorizzare i nostri centri e non creare altri punti di attrazione, ne abbiamo già molti e bellissimi, basta saper coordinare politiche di urbanistica commerciale che sappiano rispondere al meglio al nuovo superando le tante isole di semiabbandono che già invadono non pochi centri della Val di Cornia. È colpa della crisi? Sicuramente si! Ma anche politiche deboli e troppo vincolate al fare, tutt’intorno alle novità pur che fossero, non hanno prodotto niente di buono».
«Chi ha voglia di scomodare la memoria dovrebbe ricordare che in val di Cornia è dalla metà degli anni ottanta, ai tempi dello studio per le richieste di raddoppio della centrale Enel e sua trasformazione a carbone, che parliamo di “Città territorio” e di diversificazione produttiva in ogni settore facendo indicazioni forti e concrete, percorrendo nei comuni quelle strade che potevano portare grande aiuto ad uno sviluppo che fosse capace di mantenere una forza rigenerativa dell’ambiente in grado di garantire il futuro. Da tempo viene chiesta una conferenza economica che sappia fare il punto sulla situazione e rimettere insieme il governo del territorio, leggendo la realtà delle cose e dando ad ogni settore il ruolo che le spetta. Turismo, agricoltura da sempre bistrattata, ma oggi unico baluardo che potrebbe aiutarci ad incrementare questa diversificazione, senza di questa sarebbe debole anche il turismo. L’agroalimentare proposto da Rebrab, finalmente il dirigente del Pd scopre che non è legato alle produzioni locali, alleluia, qualcuno è dagli albori della proposta che in perfetta solitudine lo ha dichiarato con forza ad ogni piè sospinto. Addirittura in un convegno a Suvereto nel 2012 si parlava di Val di Cornia e Colline Metallifere, con un titolo non solo provocatorio: “Ieri, oggi e domani: l’acciaio non è il futuro”; cercando di portare un contributo al pensiero lungo che nessuno a raccolto».
«Bene oggi, qualcuno intende prendere la primogenitura? Sarebbe utile se non fosse l’ennesimo parlare al vento per annunci ad effetto. Vedremo quello che potrà fare nel concreto il dirigente della Federazione del partito di maggioranza, vedremo che saprà fare come coinvolgimento del territorio su quelle idee che possono aiutare a guardare avanti, se finalmente gli occhi hanno visto e possa dimostrare nel concreto che solo unendo forze sociali, politiche e istituzionali potrà fare la differenza. Chi se non la forza politica di maggioranza deve farlo con convinzione? Vedremo. Quello che però deve essere chiaro è che non siamo interessati alle singole persone ma sentiamo forte l’interesse per tutto quello che è servizio alla collettività. Il domani deve essere di tutti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
