Si muove ancora la frana di Calamoresca
di Francesca Lenzi
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I buchi causati dallo smottamento a CalamorescaNuovi fori nell’asfalto e sopralluogo del Comune, ma i tecnici assicurano: non c’è pericolo
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PIOMBINO. Buche e fratture più o meno ampie nell’asfalto. Crepe e serpentine che disegnano il piazzale di Calamoresca, spesso pubblicate e condivise sui sociale network, come negli ultimissimi giorni, per “denunciare” lo stato dell’area di fronte al mare all’inizio del sentiero dei Cavalleggeri.
La situazione di Calamoresca è nota a tutti, e da tempo. La collina scivola verso il mare, assecondando il carattere cedevole di tutta la costa piombinese, come emerso nel 2009 dallo studio di franosità redatto dal geologo Paolo Canuti. Qualche intervento nel tempo è stato fatto, a partire dalla scelta preventiva di togliere le auto dal piazzale, lasciando soltanto il parcheggio per i motorini, e spostando indietro, rispetto alle prospettive iniziali, il Gattarossa.
Analisi e interventi. A livello concreto, nel corso degli anni, sono state chiuse le crepe sull’asfalto. Chiuse e subito riaperte. Ci sono stati poi, lo scorso fine febbraio, i lavori di consolidamento, pagati dal Comune, delle strada di accesso alla spiaggia, durati poco più di un mese e costati 170mila euro. Nel mezzo ai vari interventi, più o meno un anno fa, inoltre, fu installata una strumentazione ad hoc per misurare l’inclinazione e la velocità di scorrimento della collina. «La situazione è la stessa che già conoscevamo – afferma l’assessore ai lavori pubblici, Claudio Capuano – Le analisi stanno dimostrando che in effetti la frana si muove, ma i tempi e la quantità sono limitati e non costituiscono un’emergenza. A ogni modo, nel corso della prossima settimana, faremo un sopralluogo verificando nel dettaglio e prevedendo nel caso la copertura delle buche che potrebbero rappresentare, con la pioggia, un accelerante».
Nessuna paura. L’eventuale copertura delle buche sarà ancora una volta un’operazione transitoria, inadatta a risolvere il problema di Calamoresca: «Sappiamo benissimo che occorre un intervento massiccio e definitivo – spiega Capuano – Ci sono però zone più urgenti. Questo non vuol che siamo indifferenti alla questione, anzi, Calamoresca è costantemente monitorata e sappiamo di dover intervenire. Prima però andrà fatto un progetto sulla base dei risultati delle analisi, cercati i finanziamenti e tutto il resto. Ci tengo comunque a sottolineare la non urgenza. Non c’è da avere paura, anche se la nostra attenzione è sempre alta».
Altri lavori. Se per il consolidamento della strada d’accesso a Calamoresca a pagare è stato direttamente il Comune, per il rifacimento del piazzale il costo, al di là dei dettagli dell’eventuale progetto, richiede senza dubbio un finanziamento di altro tipo, probabilmente regionale, come regionale era l’investimento dei 7 milioni (dilazionati) considerati dal “Progetto Piombino”, sbloccato nel 2012. Cinque le are interessate: i primi due milioni furono impiegati per la riqualificazione di piazza Bovio. Poi: 870mila euro per il ripristino della scalinata con messa in sicurezza della costa della spiaggia dei Frati, un milione e 130mila per il rifacimento dell’area di piazza Manzoni, un milione e 268mila per Lungomare Marconi, un milione e 670mila per via del Popolo e secondo lotto dei Frati. Di questi, restano da fare per l’appunto l’ultima tranche del progetto con l’intervento di via del Popolo e secondo lotto dei Frati, per i quali non ci sono ancora i soldi, e il secondo lotto di lungomare Marconi con la scogliera a protezione della spiaggia (300mila euro). «Per questo i soldi ci sono già – dice Capuano – mentre per via del Popolo ancora no, ma la zona non è pericolosa». Non finiscono qui, però, i casi accertati di cedimento della costa, caratterizzata ovunque da elementi di franosità. Due esempi: l’area sotto il cimitero e, in ultima battuta, la spiaggetta di piazza Bovio, transennata per una parte già da un mese per rischio di caduta massi, ma per la quale è previsto un intervento a fine estate, finanziato dallo stesso Comune.
La situazione di Calamoresca è nota a tutti, e da tempo. La collina scivola verso il mare, assecondando il carattere cedevole di tutta la costa piombinese, come emerso nel 2009 dallo studio di franosità redatto dal geologo Paolo Canuti. Qualche intervento nel tempo è stato fatto, a partire dalla scelta preventiva di togliere le auto dal piazzale, lasciando soltanto il parcheggio per i motorini, e spostando indietro, rispetto alle prospettive iniziali, il Gattarossa.
Analisi e interventi. A livello concreto, nel corso degli anni, sono state chiuse le crepe sull’asfalto. Chiuse e subito riaperte. Ci sono stati poi, lo scorso fine febbraio, i lavori di consolidamento, pagati dal Comune, delle strada di accesso alla spiaggia, durati poco più di un mese e costati 170mila euro. Nel mezzo ai vari interventi, più o meno un anno fa, inoltre, fu installata una strumentazione ad hoc per misurare l’inclinazione e la velocità di scorrimento della collina. «La situazione è la stessa che già conoscevamo – afferma l’assessore ai lavori pubblici, Claudio Capuano – Le analisi stanno dimostrando che in effetti la frana si muove, ma i tempi e la quantità sono limitati e non costituiscono un’emergenza. A ogni modo, nel corso della prossima settimana, faremo un sopralluogo verificando nel dettaglio e prevedendo nel caso la copertura delle buche che potrebbero rappresentare, con la pioggia, un accelerante».
Nessuna paura. L’eventuale copertura delle buche sarà ancora una volta un’operazione transitoria, inadatta a risolvere il problema di Calamoresca: «Sappiamo benissimo che occorre un intervento massiccio e definitivo – spiega Capuano – Ci sono però zone più urgenti. Questo non vuol che siamo indifferenti alla questione, anzi, Calamoresca è costantemente monitorata e sappiamo di dover intervenire. Prima però andrà fatto un progetto sulla base dei risultati delle analisi, cercati i finanziamenti e tutto il resto. Ci tengo comunque a sottolineare la non urgenza. Non c’è da avere paura, anche se la nostra attenzione è sempre alta».
Altri lavori. Se per il consolidamento della strada d’accesso a Calamoresca a pagare è stato direttamente il Comune, per il rifacimento del piazzale il costo, al di là dei dettagli dell’eventuale progetto, richiede senza dubbio un finanziamento di altro tipo, probabilmente regionale, come regionale era l’investimento dei 7 milioni (dilazionati) considerati dal “Progetto Piombino”, sbloccato nel 2012. Cinque le are interessate: i primi due milioni furono impiegati per la riqualificazione di piazza Bovio. Poi: 870mila euro per il ripristino della scalinata con messa in sicurezza della costa della spiaggia dei Frati, un milione e 130mila per il rifacimento dell’area di piazza Manzoni, un milione e 268mila per Lungomare Marconi, un milione e 670mila per via del Popolo e secondo lotto dei Frati. Di questi, restano da fare per l’appunto l’ultima tranche del progetto con l’intervento di via del Popolo e secondo lotto dei Frati, per i quali non ci sono ancora i soldi, e il secondo lotto di lungomare Marconi con la scogliera a protezione della spiaggia (300mila euro). «Per questo i soldi ci sono già – dice Capuano – mentre per via del Popolo ancora no, ma la zona non è pericolosa». Non finiscono qui, però, i casi accertati di cedimento della costa, caratterizzata ovunque da elementi di franosità. Due esempi: l’area sotto il cimitero e, in ultima battuta, la spiaggetta di piazza Bovio, transennata per una parte già da un mese per rischio di caduta massi, ma per la quale è previsto un intervento a fine estate, finanziato dallo stesso Comune.
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